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La Digital Experience Platform: un ecosistema per la data-driven economy e la real time enterprise

Cos’è e a cosa serve la DX Platform, una visione di business e tecnologica incentrata sulla valorizzazione di dati, generati da transazioni, interazioni tra persone e sensori, provenienti da una molteplicità di fonti interne ed esterne all’organizzazione, gestite da dispositivi e sistemi anch’essi eterogenei. Un esempio? Il progetto Smart District 4.0 finanziato dal MISE

25 Set 2018

Redazione

L’innovazione ha bisogno di una piattaforma (tecnologica e logica) di nuova concezione, definita Digital Experience Platform, o Digital Transformation Platform (o DX Platform). Secondo IDC, entro il 2020 il 60% delle aziende nel mondo avrà delineato questa visione, che è di business più che tecnologica, per competere con successo nella digital economy.

Che cosa è dunque la Enterprise Digital Experience Platform ? Un’architettura che permette di raccogliere e interpretare i dati e trasformarli in insight, cioè in evidenze e intuizioni che permettono di attivare azioni, il tutto in tempo reale. È dunque un insieme di tecnologie IT di nuova generazione che abilitano un ecosistema digitale innovativo, che semplifica la complessità aziendale e mette in connessione domanda, offerta e terze parti, grazie a un “nucleo” intelligente intorno a cui ruota il sistema. In altre parole, la “platform strategy” da un lato abilita l’innovazione digitale di prodotti, servizi ed esperienze, dall’altra implica una trasformazione IT interna e la creazione di un nuovo “intelligent core”.

La Digital Experience Platform nasce per rispondere ai cambiamenti in atto, in un contesto di trasformazione digitale che sta rapidamente disegnando l’economia intera – il business e la vita di ogni giorno. La piattaforma ha già oggi applicazioni concrete, come il progetto Smart District 4.0 realizzato da LUM Enterprise e Noovle e finanziato dal MISE, descritto in seguito.

Dalla terza piattaforma alla DX Economy: il futuro secondo IDC

Per inquadrare meglio il significato della Digital Experience Platform bisogna tornare al 2007, quando IDC ha proposto per la prima volta il concetto di Terza Piattaforma, cioè l’idea di un’economia che poggia su quattro pilastri tecnologici: mobile, big data/analytics, cloud e social. La Terza Piattaforma si sviluppa in tre fasi distinte, ognuna delle quali rappresenta una pietra miliare della trasformazione digitale.

La prima fase è quella della “Experimentation”: nel 2007 le tecnologie non erano ancora fortemente integrate e i dati generati dalle applicazioni non si potevano dunque spostare facilmente da una piattaforma all’altra.

Intorno al 2015 è iniziato il passaggio alla seconda fase, quella in cui ci troviamo ora, definita “Multiplied Innovation”, o DX Economy. I silos hanno cominciato a “rompersi” e la tecnologia è maturata e ha iniziato a generare nuovo valore condividendo dati e informazioni. È in questi anni che si diffonde la stampa in 3D, l’IoT, l’Intelligenza Artificiale, la realtà aumentata, mentre evolve la robotica e nascono sistemi di sicurezza di nuova generazione.

Comincia ad emergere l’importanza del dato, vero petrolio di un business sempre più data-driven: i dati non solo possono essere analizzati, ma anche monetizzati.

La caduta dei silos significa anche che la tecnologia diventa più aperta e trasparente per le persone. Prendono forma ecosistemi aperti di innovazione, business basati sulla condivisione e analisi di grandi moli di dati, tecnologie per lo sviluppo di applicazioni agili.

Guardando al futuro, dal 2023 in poi, IDC individua la terza fase, chiamata “Autonomy” in cui prodotti, servizi ed esperienze saranno sempre più autonomi: advanced optic, voice recognition, robotic, blockchain e large scale tech miniaturization diventeranno i tratti distintivi di questa fase.

Le macchine diverranno self learning, cioè impareranno da sole dai propri errori rendendo più libero l’uomo, che opererà sempre più come supervisione piuttosto che come manodopera. Per i consumatori la tecnologia è meno visibile perché sempre più integrata “into and across” l’esperienza del consumatore.

In questa fase la tecnologia non solo crea nuove esperienze, ma prolunga e migliora la qualità della vita.

Cos’è e a cosa serve una DX Platform

All’inizio del 2018 le previsioni sull’evoluzione della Digital Transformation di IDC hanno portato a definire il concetto di “platform strategy”.

I paradigmi a cui più comunemente si associa questa visione sono quelli della data-driven economy, della data monetization e della real-time enterprise. Secondo IDC, si va verso un’organizzazione incentrata sulla valorizzazione di dati generati da transazioni, interazioni tra persone, asset e sensori intelligenti, in forma strutturata e non, provenienti da una molteplicità di fonti interne ed esterne all’organizzazione, gestite da dispositivi e sistemi anch’essi eterogenei.

L’obiettivo principale della piattaforma DX è quello di creare una rete, o un ecosistema, di clienti, partner e fornitori che utilizzano le informazioni e i servizi a loro disposizione. Oltre a questa focalizzazione esterna, la piattaforma richiede un approccio che modernizzi gli ambienti legacy (o core IT) per ridefinire processi e capacità per scopi sia interni che esterni.

In pratica in questo tipo di piattaforma tutto è collegato a tutto il resto. Come illustrato nella figura, i dati entrano in un’organizzazione attraverso risorse connesse (dipendenti, processi o come altri flussi di dati attraverso API), e circolano attraverso il nucleo intelligente, il cuore della piattaforma. Qui sono elaborati da algoritmi, secondo modelli che aiutano le organizzazioni a elaborare intuizioni e intraprendere le azioni necessarie per migliorare i propri processi interni. I dati arrivano anche attraverso altri ecosistemi quali bot, dispositivi mobili, AR/VR, veicoli collegati e così via. Anche questi dati circolano attraverso il nucleo intelligente, che li trasforma in azioni da intraprendere.

Le aziende più innovative e dinamiche stanno infatti già utilizzando tecnologie come machine learning/intelligenza artificiale, robotica, IoT, realtà aumentata e questo indica la direzione di marcia, ovvero la roadmap verso la “DX Platform”.

Secondo IDC, in questo scenario gli aspetti rilevanti su cui le aziende più mature dovranno presto misurarsi e che in un orizzonte di medio periodo contamineranno il resto del mercato sono tre.

  • il cambiamento dei processi interni (di data analysis, visibility, monitoring, governance e management, decision) alla luce delle forti componenti di automation e real time;
  • lo spostamento del valore su nuovi KPI per la misurazione delle performance nella digital economy;
  • il rapporto più profondo che la “human intelligence” dovrà stringere con tecnologie disruptive.

I pilastri tecnologici della Digital Transformation e delle DXP (digital experience platform)

Questa strada per la Digital Experience Platform è sorretta da 4 pilastri tecnologici.

Big Data & Analytics

Secondo il Rapporto Assintel 2018 gli investimenti in soluzioni Big Data & Analytics avranno in Italia una crescita media annua di circa il 20% (da qui al 2020). In particolare sono le specifiche capacità predittive dei modelli di analisi in grado di supportare le aziende nei processi decisionali ad attirare l’attenzione e gli investimenti. Per essere competitivi nell’economia digitale, le organizzazioni devono considerare i dati come un asset strategico.

Cloud

I servizi Cloud diventeranno molto più distribuiti, sicuri, specializzati e intelligenti. La tecnologia è personalizzata e implementata in ogni organizzazione. Entro il 2020 la spesa per i servizi IT in cloud supererà i 500 miliardi di dollari a livello globale.

Mobility

Gli smartphone, i tablet, le tecnologie wearable consentono alle aziende di interagire continuamente con i dipendenti, i clienti e gli altri stakeholder in modi nuovi, creando esperienze digitali personalizzate. I leader devono valutare i processi aziendali più appropriati e focalizzare le aree dove possono creare esperienze personalizzate. Il mercato mobile entro il 2019 muoverà 2,1 miliardi di unità a livello mondiale.

Social

Il social è il connettore che meglio allinea le imprese agli stakeholder, oltre ad allineare le unità di business interne. IDC prevede che entro il 2020, il 40% del commercio elettronico sarà abilitato o influenzato da un approccio social network dei consumatori in modo automatizzato.

Nel prossimo futuro, come accennato, gli acceleratori dell’innovazione saranno l’Intelligenza Artificiale (AI), le tecnologie cognitive, l’Internet of Things, la sicurezza di nuova generazione, la robotica, la realtà aumentata e virtuale, la stampa 3D.

Si prevede, per dare un’idea della rapidità della trasformazione in atto, che entro il 2019, il 75% dei lavoratori le cui mansioni quotidiane implicano l’uso di applicazioni aziendali avranno accesso a tool dotati di intelligenza artificiale, quali ad esempio gli assistenti personali, in grado di migliorare le loro capacità e competenze.

La Noovle Enterprise DX Platform (NEDiX-P)

Seguendo l’approccio fin qui descritto, l’azienda di consulenza e system integration Noovle, specializzata nella fornitura di progetti cloud complessi attiva su tutto il territorio nazionale e in Europa, con uffici a Lugano, Parigi, Bratislava e Malta ha realizzato NEDiX-P (Noovle Enterprise DX Platform). L’ambiente si configura come un ecosistema digitale basato sulla Google Cloud Platform in cui si favorisce l’innovazione e si semplifica la complessità aziendale attraverso la condivisione di valore e la connessione in tempo reale di domanda, offerta, terze parti.

Noovle è un System Integrator e Cloud Solution Provider, Premier Partner di Google Cloud, leader incontrastato nel quadrante magico 2017 di Gartner sia per le IaaS (Infrastructure as a service) che per le CCP (Content Collaboration Platforms), nonché nel Forrester Wave Insights Platform-as-a-Service Q3 201. Obiettivo di Noovle è rendere facile e agevole l’integrazione di tecnologie di base per introdurre nelle organizzazioni principi di smart working, digital marketing e machine learning/big data.

Noovle opera attraverso un approccio orizzontale rispetto alle tecnologie e verticale rispetto al cambiamento. Questa doppia matrice permette di supportare partner e clienti nel passaggio alle nuove tecnologie e soluzioni e di valorizzare il dominio di competenza del cliente senza dover imporre modelli o sovrastrutture.

Implementa DevOps – metodologia di sviluppo del software che sfrutta logiche di condivisione e collaboration e modalità di Continuous Delivery (CD) e Continuous Integration (CI).

NEDiX in pratica: Smart District 4.0

In ambito Impresa 4.0, Noovle ha realizzato di recente un progetto che punta sulla valorizzazione del territorio e delle persone: Smart District 4.0 (SD4.0).

La connessione e l’interoperabilità sono i principi guida del progetto, realizzato da LUM Enterprise (Spin-off della Libera Università del Mediterraneo – LUM “Jean Monnet”) e Noovle e finanziato nell’ambito del Bando “Agenda Digitale” del MISE. Il progetto, che identifica in Google il proprio Partner internazionale, ha per oggetto la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di una infrastruttura integrata di comunicazione e automazione ICT per le filiere produttive di tre settori, Meccatronica, Agroindustria e TAC, in grado di accelerare lo sviluppo del business attraverso la “digitalizzazione” delle produzioni.

L’obiettivo è quello di sviluppare soluzioni per la gestione della filiera e l’automazione integrata dei servizi logistici in cloud, utilizzando soluzioni di Big Data Analysis e di automazione e comunicazione, secondo i paradigmi dell’Internet delle cose. I servizi includono la dematerializzazione di processi e documenti, la gestione e l’analisi di dati georeferenziati su mappa, il posizionamento digitale in termini di comunicazione, servizi di Business Intelligence, sicurezza informatica, manutenzione a distanza e analisi predittive.

Si tratta dunque di un modello di business “platform based” di smart district 4.0, pensato per una collaborazione pubblico-privato che favorisca il più possibile il riuso e l’interoperabilità di sistemi, tecnologie, dati e processi. Questo soprattutto nella logica di una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa, di razionalizzazione dei costi, ottimizzazione delle prestazioni, promozione della creatività, aumento dell’efficienza e di un migliore utilizzo delle informazioni.

Per approfondire questi temi e avere un quadro delle esperienze più significative dal punto di vista dell’innovazione, il prossimo appuntamento è al convegno Strategie per la Crescita Digitale del Sistema Paese, in programma a Roma il 18 ottobre presso il Centro Congressi Fontana di Trevi. La partecipazione è gratuita ma è necessario iscriversi qui.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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