Guide e How-to

Il boom del Social Commerce. Come funziona e quali sono i network più efficaci per vendere

I social non sono più solo un canale di intrattenimento, sono divenuti un luogo digitale in cui fare acquisti e condividere l’esperienza vissuta con gli amici. Un “centro commerciale virtuale” a tutti gli effetti, nel quale sempre più aziende (anche italiane) vogliono avere la propria vetrina

Aggiornato il 19 Mag 2023

Complice la pandemia, il fenomeno dei Social Media, in particolari quelli più “freschi” come TikTok, ha subito nell’ultimo anno e mezzo una fortissima accelerazione; allo stesso modo, gli acquisiti online si attestano ormai come abitudine quotidiana degli utenti worldwide. Dalla fusione dei due trend nasce il Social Commerce, una grande opportunità per brand e imprese attive nel commercio elettronico, anche PMI.

Che cosa significa Social Commerce

Il Social Commerce è la capacità di effettuare l’acquisto di un prodotto o servizio di un’azienda direttamente all’interno delle principali piattaforme Social, in modo nativo e fluido, perfettamente integrato nell’esperienza utente del social stesso.

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Ad esempio, è possibile sfogliare e confrontare i prodotti su Facebook, quindi effettuare l’acquisto su Facebook stesso invece di essere re-indirizzati sul sito Web dell’azienda che lo offre per finalizzare la transazione.

Sono tre i colossi social che stanno attualmente dominando il Social Commerce: Facebook, Instagram e Pinterest. Ma TikTok sta investendo in modo rilevante sul potenziamento delle funzionalità legate all’acquisto in piattaforma e agli incentivi per l’uso business del mezzo.

Il Social Commerce in Italia e nel mondo

Per comprendere a pieno la potenza del fenomeno, che sta crescendo anche in Europa e in Italia, è bene studiarne l’origine in Cina, che è da anni un punto di riferimento in materia di nuovi trend social ed e-commerce. Si stima in 351 miliardi di dollari di vendite l’introito generato nel solo 2021 tramite piattaforme di Social Commerce cinesi, come WeChat, Douyin e Kuaishou.

Secondo uno studio recente di Grand View Research, il giro d’affari globale legato al Social Commerce passerà dai 727,63 miliardi di dollari registrati nel 2022 a 913,9 miliardi nel 2030, facendo registrare un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 31,6% nel periodo considerato.

L’aumento del tempo speso dagli utenti (sempre più giovani, peraltro) sui Social Media, unito alla maggior convenienza degli acquisti online sono le due direttrici che trainano lo sviluppo.

Il report eCommerce Italia 2023 di Casaleggio&Associati mostra come Instagram sia saldamente in cima (48%) ai social network preferiti dalle aziende del Belpaese per vendere, seguito da Facebook (37%) e WhatsApp Business (31%).

Rimane, però, poco chiara la valutazione dell’efficacia dei Social Network in termini di Ritorno sugli Investimenti (ROI), a causa della difficoltà di garantire una gestione integrata delle diverse piattaforme. Circa un terzo delle aziende italiane (dato comunque in crescita, rispetto al 25% registrato nel 2022) si ritiene soddisfatto delle performance di vendita dei Social Media, mentre un altro 20% le ritiene completamente insoddisfacenti.
Social Commerce_social più efficaci_fonte Casaleggio e Associati_OK

Social Shopping cos’è

Prima di approfondire l’argomento, è bene fare un po’ di chiarezza. È bene non confondere i termini eCommerce, Social Commerce e Social Shopping.

Un sito di eCommerce permette, ça va sans dire, l’acquisto di prodotti online. Un marchio di e-commerce può avere le proprie pagine social e fare campagne per promuovere la vendita delle proprie referenze sul proprio profilo Facebook o Instagram, ma questo non è social commerce, al massimo è social ads con finalità di conversione.

Allo stesso modo, per Social Shopping si intende il fatto che, attraverso sponsorizzazioni targettizzate nei feed social degli utenti, vengono proposte offerte speciali e presentate nuove collezioni, con l’obiettivo di far visitare all’utente una landing o una pagina del sito per poter finalizzare l’acquisto.

Il Social Commerce, invece, è un’evoluzione naturale dell’acquisto online e ha come condizione primaria la non interruzione del Customer Journey dentro al social.

Il presupposto, quindi, è tanto semplice quanto rivoluzionario: ciò che aumenta sostanzialmente il conversion rate è la fluidità. Garantire all’utente un percorso senza intoppi e interruzioni, facile e comodo, dove in pochi click può acquistare senza effettuare registrazioni, senza dover digitare password di login o ricordare i dati della carta di credito… questo è il valore aggiunto del social commerce.

Vendere attraverso Facebook

Grazie agli Shops, le aziende possono creare interi negozi in-App e Messenger viene utilizzato dai brand per interagire con i consumatori (sia prima che dopo la vendita).

Con Facebook Shops, è possibile:

  • Caricare prodotti e informazioni sui prodotti;
  • Curare e personalizzare il catalogo prodotti del negozio, secondo il look&feel del marchio;
  • Vendere direttamente dalla Pagina;
  • Gestire gli ordini;
  • Pubblicare inserzione per promuovere i prodotti.

Social Commerce Instagram

Circa il 70% degli appassionati di shopping si rivolge a Instagram per scoprire i prodotti, secondo i dati di Facebook.

Non sorprende che Instagram abbia introdotto Instagram Shopping, una funzionalità che consente agli utenti di toccare immagini e storie per visualizzare i prodotti in primo piano. Instagram Shopping è attualmente disponibile per le aziende in oltre 70 Paesi nel mondo. L’integrazione tra Facebook Meta e Instagram rende il tutto ancora più pratico da gestire per i marketer delle aziende.

Vendere attraverso Pinterest

I pin “acquistabili” sono stati rilasciati nel lontano giugno 2015. Pinterest è stato sicuramente uno degli apripista del Social Commerce, grazie al suo carattere visivo che si presenta perfettamente come vetrina in cui mostrare prodotti e far provare l’esperienza di entrare in un negozio, con propri colori, stile, personalità.

Secondo dati Shopify, il valore medio di un ordine da Pinterest è di 50 dollari, un carrello superiore a qualsiasi altro sito di Social Media.

Benefici per i venditori

I benefici di attivare una strategia che comprenda anche o solo il Social Commerce sono numerosi per molti tipi di azienda.

Sicuramente il vantaggio primario è legato al fatto di avere a disposizione una o più piattaforme di commercio elettronico, pronte da usare e facilmente impostabili, anche per PMI e aziende che da poco si sono affacciate alla vendita digitale.

Invece di spendere budget più elevati per realizzare un proprio e-commerce, oppure nell’attesa di ultimare lo sviluppo dello stesso, è possibile utilizzare il social commerce come ottima alternativa a un sito vero e proprio.

Oppure, per tutti coloro che un e-commerce lo hanno già, è un’integrazione e un boost alle vendite online, che si integra perfettamente con la strategia di marketing generale.

Infatti, se ben strutturata, una comunicazione efficace che crea awareness si unirà alla buona gestione di contenuti e tono di voce sui social, per creare una community forte e fidelizzata, che potrà essere facilmente convertita in clienti paganti… con un click.

Vantaggi per i clienti

I vantaggi di questa pratica per gli utenti sono evidenti: la rapidità di acquisto, la comodità di andare a “colpo sicuro”, comprando articoli perfettamente in linea con i propri gusti direttamente dalle pagine Social dei propri love-brand, il filo diretto con il marchio stesso, che spesso mette a disposizione assistenza clienti dedicata nelle stesse chat social etc… In pratica, è un modo per rendere ancora più coerente, consistente e fluido lo storytelling di marca e più personalizzata ed efficace la Customer Experience.

Ma c’è un beneficio ulteriore, quasi più sociale: il Social Commerce recupera la componente di condivisione che l’e-commerce aveva messo da parte.

Come sostiene la marketer americana Heidi Cohen, lo shopping è sempre stato un’esperienza collettiva, raramente individuale. A comprare un nuovo abito o dei complementi d’arredo per la casa ci si va, di norma, insieme alle amiche, al partner, a un parente… perché il confronto è importante, rende il momento più significativo, aiuta a togliere dubbi. Mi sta bene? Questo colore mi dona? Quel lampadario si abbina con le tende del salotto? Sono tutti quesiti che ci si pone, tra “umani”, ogni volta che si varca la soglia di un centro commerciale o di un qualsiasi punto vendita.

L’e-commerce, invece, è un’esperienza solitaria e mirata: ho bisogno di un oggetto specifico, mi informo online, trovo un sito che lo venda, se c’è anche una buona promozione attiva, lo compro. Spesso da smartphone, mentre aspetto in solitaria un treno sulla banchina di una stazione.

Il Social Commerce è la sintesi di queste due facce del fare compere: da un lato, è efficace, rapido e mirato, dall’altro la possibilità di condividere la propria esperienza d’acquisto o di farsi aiutare da amici e follower prima di scegliere cosa mettere nel carrello rende il tutto più emozionale.

Esempi di Social Commerce italiani di successo

Il Social Commerce può essere una valida carta da giocare per qualsiasi categoria merceologica ma si presta sicuramente molto bene a supportare marchi che fanno del contenuto visivo e interattivo la propria cifra.

Ad esempio, funzionano bene in questa attività soprattutto i fashion brand e i love brand. In Italia, due esempi di successo sono la bacheca Pinterest di Stroili Oro e lo shop Facebook di AW Lab.

Articolo originariamente pubblicato il 27 Ott 2021

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Greta Lomaestro

Da 11 anni nel settore Comunicazione&Marketing, con un focus sul Digital, mi occupo di consulenza strategica, media relations, contenuti, social media, eventi e formazione. Autrice del libro "Strategia digitale per le PMI"

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