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I top 25 della Supply Chain: vince chi digitalizza e riduce il proprio impatto ambientale

Nella classifica stilata annualmente dagli esperti di Gartner, Cisco Systems mantiene saldamente il primo posto tra le aziende più virtuose nella gestione della filiera. A seguire, Schneider Electric e Colgate-Palmolive. Consigli e buone prassi per eccellere in questo periodo di forte discontinuità

16 Nov 2022

Annalisa Casali

Quali sono le aziende più virtuose nella gestione della Supply Chain? Il leader del settore high-tech Cisco Systems mantiene la medaglia d’oro per il terzo anno consecutivo, seguito da Schneider Electric e Colgate-Palmolive, rispettivamente sul secondo e sul terzo gradino del podio.

Dal 2015, Gartner stila la classifica delle multinazionali che si distinguono per la gestione eccellente della catena di fornitura. La sua “Supply Chain Top 25” evidenzia le principali sfide di filiera che le aziende si trovano ad affrontare. Inaspettatamente, tra quelle più rilevanti, dopo gli obiettivi di sostenibilità e Corporate Social Responsibility c’è il contrasto alla Great Resignation, che costringe a ripensare i percorsi di acquisizione, nurturing e retention dei talenti.

Il ruolo del digitale nella tenuta ed evoluzione delle filiere

La Supply Chain è oggi in primo piano, saldamente al centro delle strategie aziendali che mirano a garantire quella resilienza del business che il Covid prima, la rottura degli stock e il conflitto in Ucraina poi, hanno pesantemente minato.

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Le strategie digitali sono vitali per vincere le sfide della filiera e la classifica stilata da Gartner evidenzia come le aziende che hanno investito nell’innovazione della catena della fornitura dimostrano altissime capacità di differenziazione rispetto alla concorrenza.

La digitalizzazione della Supply Chain, infatti, è la strada ottimale per soddisfare in modo efficace gli standard di qualità sempre più alti attesi dai clienti omnichannel, che pretendono consegne rapide e processi tracciabili in tempo reale. Ma non solo. La trasformazione digitale del comparto è la condizione essenziale per centrare quegli obiettivi di sostenibilità che sono in cima alle richieste dei diversi portatori di interesse, che si tratti di clienti, partner, soci o investitori. Inoltre, svolge un ruolo chiave nel permettere agli operatori della filiera di destreggiarsi con flessibilità in uno scenario macroeconomico sempre più complesso e sfidante, che negli ultimi anni ha visto il susseguirsi e sovrapporsi di diverse emergenze di portata globale.

Gartner Supply Chain Top 25, la classifica 2022

Gartner analizza ogni anno le strategie di filiera di centinaia di multinazionali che operano nei più svariati settori e assegna loro un punteggio utilizzando un mix di dati quantitativi (finanziari e di sostenibilità) e qualitativi (opinione della comunità dei Supply Chain Manager coinvolti).

La classifica si basa sui punteggi di attributi chiave come la postura sostenibile dell’azienda (ESG), il ROPA (Return on Physical Assets) nell’arco di tre anni, la crescita dei ricavi e la gestione ottimizzata degli stock.

Fonte: Gartner (2022)

In cosa si distinguono le multinazionali sul podio della Supply Chain Top 25

Per essere considerate top performer, le aziende devono raggiungere punteggi alti nei valori di adattabilità, resilienza, agilità per almeno sette degli ultimi 10 anni.

Cisco Systems si mantiene in vetta alla classifica stilata dagli esperti di Gartner per il terzo anno consecutivo, seguita da Schneider Electric, Colgate-Palmolive, Johnson & Johnson e PepsiCo. Anche Amazon, Apple, McDonald’s, Procter & Gamble e Unilever continuano a ottenere brillanti risultati nel corso degli anni.

Il podio è stato assegnato alle realtà che hanno dimostrato di sapersi adattare al meglio a un ambiente di filiera caratterizzato da una forte discontinuità, valorizzando il contributo del digitale nell’ambito dei propri modelli operativi.

Cisco, in vetta al ranking per il terzo anno consecutivo, ha dimostrato di aver compiuto progressi tangibili nella riduzione dei gas serra e della plastica, aumentando l’utilizzo di imballaggi sostenibili e il riuso o riciclo del 99,9% dei prodotti restituiti.

Le buone prassi dei best in class

Gli esperti di Gartner non si sono limitati a stilare la classifica ma si sono spinti oltre. Hanno, infatti, raccolto e sistematizzato le best practice comuni e trasversali tra le aziende più virtuose. Così facendo, hanno compreso che i Chief Supply Chain Officer (CSCO) di queste aziende sono riusciti nell’intento di:

  • Considerare la Supply Chain un vero e proprio “partner strategico” per i manager della C-suite. Questo significa che è garantita ai CxO la piena visibilità su informazioni e flussi relativi alla tenuta e alla sostenibilità della filiera.
  • Creare veri e propri “ecosistemi di Supply Chain”, in grado di evolvere verso relazioni di filiera basate sulla cooperazione e le partnership. Cambiando l’approccio competitivo è possibile ottenere risultati vantaggiosi sia per i clienti sia per l’azienda.
  • Sviluppare Supply Chain “autostabilizzanti”, per adattare dinamicamente le risorse in modo da riuscire a suddividerle equamente tra supporto alle sfide mission critical e trasformazioni vitali.
  • Ampliare l’agenda ESG responsabilizzando i partner interni ed esterni, garantendo una maggior visibilità rispetto ai progressi ottenuti e agli obiettivi che si intendono perseguire in futuro.
  • Mantenere il giusto equilibrio durante tutto il percorso di trasformazione digitale, per allineare gli investimenti a lungo termine (relativi, per esempio, all’automazione dei processi e alla visibilità in tempo reale sui processi) con quelli di carattere più tattico, che rendono il lavoro degli operatori della Supply Chain più semplice, sicuro e gratificante.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Annalisa Casali

Giornalista professionista, da oltre vent’anni scrive di innovazione del business in chiave digitale ma senza tradire il suo “primo amore”, il marketing. Curiosa per natura, cerca di spiegare le tecnologie e i tech trend con un linguaggio semplice.

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