Sostenibilità e digitale: l'urgenza di conciliare innovazione e ambiente

Oltre l'emergenza

Sostenibilità e digitale, il connubio che darà forma al futuro

Conciliare l’innovazione tecnologica e la tutela dell’ambiente per progettare società ed economie migliori: è questa la vera sfida storica, improrogabile, che ci troviamo ad affrontare in questo momento di emergenza, che rappresenta un’opportunità unica. Un mondo più sostenibile è anche un mondo resiliente e prospero, più forte di fronte alle crisi e innovativo nel modo di fare business

11 Nov 2020

Manuela Gianni

La crisi climatica e la rivoluzione digitale sono annoverate dagli storici fra i pochissimi avvenimenti degli ultimi anni che verranno studiati in futuro nei libri di storia. Sono due trasformazioni globali, profonde e irreversibili, che vanno affrontate ormai con una visione unica, perchè si tratta di due facce della stessa medaglia: il digitale è infatti il più grande alleato della sostenibilità e non si può avere sostenibilità (ambientale, economica, sociale) senza le tecnologie digitali.

Il mondo è oggi scosso dalla pandemia del Coronavirus, ma se alziamo lo sguardo verso il futuro e pensiamo al post-Covid, l’urgenza più grande è e sarà la tutela del Pianeta e la conservazione delle risorse naturali. Il cambiamento climatico e l’impoverimento delle risorse, l’acqua in primis, mettono a rischio la sopravvivenza di tutte le specie naturali e mettono in discussione i modelli di vita e di consumo che abbiamo adottato come “normali” negli ultimi decenni. Non solo: pesano sulla crescita economica e sulla stabilità finanziaria, minano la tenuta delle democrazie, ampliano la forbice delle diseguaglianze, minacciano il benessere di ampie fasce della popolazione, soprattutto quelle più fragili.

L’attenzione a livello politico internazionale è alta: solo per citare qualche avvenimento recente, a ottobre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato il programma per l’Europa che punta su green e digitale, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha aderito alla “Promessa dei leader per la natura” lanciata dal Wwf con l’Onu, mentre a Milano si è tenuto il Verde e Blu Festival, i colori che ormai indicano sostenibilità e digitale, ispirato al pensiero del filosofo Luciano Floridi, Direttore Digital Ethics Lab, Internet Institute dell’Università di Oxford. E l’elezione di Biden negli USA fa ben sperare per un’inversione di tendenza radicale anche negli USA.

Imprese sempre più responsabili

Le imprese, dal canto loro, sanno bene quali principi orientano oggi le scelte d’acquisto. I consumatori sono sempre più consapevoli del valore della sostenibilità e le aziende, per rispondere alle nuove attese, stanno da anni adottando strategie green, ripensando i modelli di business e dei processi operativi, innovando prodotti e servizi, creando un’immagine positiva e condivisibile del brand in grado di aprire nuove porte nella relazione con il cliente. Già oggi, secondo GFK, il 36% delle famiglie italiane ha smesso di acquistare determinati prodotti o servizi a causa del loro impatto negativo sull’ambiente o sulla società.

Sono le persone stesse ad aspettarsi il cambiamento: un recente sondaggio del World Economic Forum con Ipsos su oltre 21mila adulti ha rivelato che l’86% desidera che il mondo si trasformi nettamente e diventi più giusto e sostenibile. Non si chiede un ritorno alla situazione pre-Covid ma un salto di qualità rispetto al passato.

L’impegno verso la sostenibilità ha un ritorno economico che è già stato misurato: uno studio presentato a Davos 2020 ha rilevato che le imprese che hanno saputo bilanciare nella strategia sviluppo economico, equità e sostenibilità ambientale hanno ottenuto risultati migliori dei competitor nello stesso settore.

Come conciliare innovazione e ambiente

Intelligenza artificiale, super computing e quantum computing, il cloud, l’analisi dei dati, le reti 5G: la tecnologia, che pure ha contribuito a “inquinare” il mondo, ora può aiutare a salvarlo. L’industria IT rappresenta il 3% delle emissioni mondiali di CO2, e, se fosse una nazione, sarebbe il terzo maggior consumatore di elettricità al mondo. In più, i dispositivi tecnologici richiedono materiali rari e metalli che depauperano le risorse e creano problemi di smaltimento e sicurezza del lavoro. Per non parlare dei rifiuti elettronici, i cosiddetti RAEE, riciclati solo in minima percentuale.

Al tempo stesso, l’innovazione digitale, in costante accelerazione, fornisce oggi un contributo essenziale alla costruzione di un futuro sostenibile. Pensiamo ad esempio alle smart city, o al settore agroalimentare, dove operano centinaia di start up impegnate nella ricerca di nuove soluzioni per ridurre gli sprechi e adottare modelli di economia circolare che puntano alla sostenibilità sociale e ambientale.

Nasce da qui il concetto di sostenibilità digitale. Secondo Stefano Epifani, autore di un libro sull’argomento, la sostenibilità digitale definisce le modalità con le quali si dovranno sviluppare le nuove tecnologie affinché contribuiscano alla creazione di un mondo migliore, sia rispetto alla sua natura, sia per il suo ruolo strumentale per l’ambiente, l’economia e la società.

Quali innovazioni tecnologiche sostengono l’ambiente? L’elenco è lungo, proprio perchè digital transformation e sostenibilità sono legate a doppio filo. Secondo la Global e-Sustainability Initiative (GESI), la tecnologia ha il potenziale di contribuire a tutti i 17 obiettivi Onu per lo Sviluppo sostenibile entro il 2023, raggiungibili se Stati, ONG, cittadini e aziende collaborano e adottano comportamenti coerenti. La svolta è rappresentata dalla crescente capacità di generare, catturare e trasmettere dati digitali e di analizzarli per metterli al servizio degli obiettivi di sostenibilità.

Un “patto verde e digitale” per l’Europa

Anche Francesca Bria, presidente del Fondo nazionale italiano per l’innovazione e professore onorario all’Institute for Innovation and public purpose dell’Ucl di Londra, ha ribadito questi concetti in un recente editoriale apparso su Domani. La crisi del Covid-19, ha sottolineato l’esperta, ha impatti devastanti in tutto il mondo ma ci offre anche “un’opportunità storica per progettare società ed economie migliori” e “gettare le basi per un rinnovamento dell’Europa che promuova la solidarietà e la sostenibilità”.

“Dovremmo usare questa fase post pandemia e il Recovery fund per promuovere un ‘patto verde e digitale’, perché si tratta di utilizzare le tecnologie digitali per raggiungere la sostenibilità sia sociale sia ambientale” e risolvere le più pressanti questioni dei nostri tempi, scrive la Bria.

Sostenibilità e digitale alla base del business del futuro

Spetta ora ai governi tenere fede agli impegni presi e dispiegare le necessarie risorse, ma anche le imprese devono fare la loro parte, e molte si sono impegnate, con iniziative e progetti nell’ambito della Corporate Social Responsibility.  La finanza, dal canto suo, sta cambiando il rating dei progetti di investimento, puntando sulle metriche ESG.

Le Tech Company, con le Big a fare da capofila (Google, Facebook, Amazon, Apple), ne hanno fatto una bandiera, e mentre proseguono sulla strada dell’innovazione e del profitto si impegnano in una collaborazione globale e multidisciplinare al comune obiettivo della sostenibilità. Il messaggio è chiaro: il business del futuro si farà coniugando innovazione tecnologica, sostenibilità, responsabilità sociale e inclusione. E non è un futuro lontano.

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Manuela Gianni
Direttore, Digital4Executive

Giornalista, ingegnere, mi occupo da molti anni di innovazione, tecnologie digitali e management. Direttrice sin dalla nascita di Digital4Executive

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