Supply Chain 4.0: la resilienza della catena di fornitura passa dal digitale

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Supply Chain 4.0: la resilienza della catena di fornitura passa dal digitale

Le organizzazioni che prima della pandemia avevano già intrapreso un percorso di digitalizzazione della catena di fornitura hanno risposto meglio alle perturbazioni dei mercati e alle difficoltà dei fornitori. I dati dello studio realizzato dal Council of Supply Chain Management Professionals (CSCMP), insieme a ToolsGroup, che fa il punto anche sui punti di forza della Supply Chain 4.0

13 Mag 2021

Redazione

Anche nell’ambito della supply chain la pandemia ha mostrato come la digitalizzazione possa essere lo strada da perseguire per garantire resilienza. Intrecci di dati, analisi avanzate, decisioni automatizzate, utilizzo di sensori connessi in rete, la Supply Chain 4.0 stravolge il modello standard di gestione lineare della catena di fornitura consentendo un’ottimizzazione delle attività sino ad ora impensabile in grado di rispondere con elasticità alle perturbazioni all’interno dei mercati. Lo dimostra anche lo studio condotto da Council of Supply Chain Management Professionals (CSCMP), organizzazione costituita nel 1963 negli Stati Uniti con lo scopo di promuovere lo sviluppo della professione e lo scambio di esperienze, conoscenze e opportunità tra i membri, e ToolsGroup, fornitore globale di software di pianificazione per la supply chain con clienti del calibro di McDonald’s Mesoamérica, Harley-Davidson e Absolut.

La trasformazione digitale risponde all’incertezza dei fornitori

Lo studio, realizzato intervistando oltre 200 professionisti della supply chain a livello mondiale tra aziende di produzione, vendita al dettaglio, beni di consumo, aftermarket, distribuzione all’ingrosso e operatori logistici (3PL), nonché società di consulenza, ha rilevato come il 54% di quanti hanno affermato di “raccogliere i frutti della trasformazione digitale” ha dichiarato di gestire “molto bene” la domanda correlata a Covid-19 e l’incertezza dei fornitori. Di contro, solo il 13% di quanti sono in fase di “valutazione” o di “stallo” ha riferito di aver gestito quest’area “molto bene”, indicando che la tecnologia e i processi digitali potrebbero consentire una migliore gestione delle perturbazioni. Questo in poche parole significa che chi aveva intrapreso un percorso di digital transformation prima ancora della pandemia ha riscontrato meno problemi nella gestione della catena di fornitura di chi invece non l’aveva fatto.

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Cosa spinge verso una supply chain 4.0

Ma cos’è che spinge a intraprendere un processo di digitalizzazione della supply chain? Secondo lo studio i driver principali sono tre: al primo posto troviamo la capacità di stare al passo con l’evoluzione dei comportamenti e delle aspettative dei clienti (44%); seguono  la necessità di potenziare l’automazione per concentrare il team su attività a maggiore valore aggiunto (43%) e un desiderio generale di migliorare le prestazioni aziendali (42%). Inoltre altri fattori importanti che indirizzano verso l’evoluzione di una supply chain 4.0 sono l’aumento del livello di servizio al cliente (39%); il miglioramento della capacità di reazione alle perturbazioni inattese (35%); l’aumento della resilienza della supply chain (34%).

Gli ostacoli alla digitalizzazione della supply chain

Esistono però anche degli ostacoli che si vanno a frapporre tra la volontà di un’evoluzione in ottica digitale della catena di fornitura e la mancanza di azione. Secondo gli intervistati il più grande ostacolo alla trasformazione è la carenza di competenze (41%) sia per la gestione del cambiamento sia puramente tecniche. Sono ostacoli anche la scarsa qualità e/o mancanza di dati (34%), l’incertezza dovuta a Covid-19 (28%), la limitata flessibilità della tecnologia esistente (28%) e la paura del cambiamento (28%).

“Nel nostro sondaggio del 2019, il principale ostacolo per la trasformazione digitale era la ‘paura del cambiamento’. Oggi vediamo un netto contrasto poiché l’incertezza della domanda correlata a Covid-19 ha accelerato la digitalizzazione per consentire la resilienza futura”, ha affermato Caroline Proctor, Chief Marketing Officer di ToolsGroup. “Tecnologie come la previsione della domanda e l’ottimizzazione delle scorte, che automatizzano il processo decisionale e liberano risorse finanziarie garantendo la disponibilità del prodotto, sono le massime priorità per gli investimenti”.

Il ruolo dei CEO nel passaggio da supply chain a supply chain 4.0

I risultati dello studio suggeriscono infine che guidare la digitalizzazione della supply chain dall’alto porta a risultati migliori. “La metà delle aziende che raccolgono i vantaggi di un processo di pianificazione digitale afferma che la trasformazione è stata guidata dal Ceo”, ha osservato Mark Baxa, presidente e Ceo ad interim di CSCMP. “Mentre coloro che non stanno attuando una strategia affermano che i processi di digitalizzazione sono guidati da responsabili di unità. Crediamo che le aziende di maggior successo stiano attivamente perseguendo il cambiamento per una maggiore resilienza futura; l’alternativa è essere vittima delle prossime interruzioni impreviste”.

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