Supply Chain, dall’automazione alla virtual reality: i trend del 2021

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Supply Chain, dall’automazione alla virtual reality: i trend del 2021

Il prossimo anno le parole d’ordine saranno integrazione e automazione. Ecco come nel corso del 2021 il mondo della logistica metterà a frutto, combinandole, tutte le tecnologie di frontiera usate finora in maniera sperimentale

02 Dic 2020

Domenico Aliperto

Se l’avvento di tecnologie disruptive e di nuovi approcci alla logistica aveva già dato all’inizio del 2020 un significativo impulso allo sviluppo delle digital supply chain, i trend del 2021 mettono in evidenza un graduale processo di integrazione di soluzioni e di metodologie finora adottate soprattutto in via sperimentale e, per lo più, separatamente l’una dall’altra. Automazione spinta, dematerializzazione, edge computing 5G e virtual reality lavoreranno sempre più in sinergia per ottimizzare le operazioni, individuare sacche di inefficienza ed elaborare risposte nuove ai problemi generati da una crescente complessità degli ecosistemi in cui si muovono imprese e consumatori.

L’emergenza pandemica, come tutti sanno, ha sconvolto equilibri di mercato che erano rimasti sostanzialmente immutati per anni, costringendo quasi tutte le filiere a ridisegnare catene di approvvigionamento e distribuzione per far fronte alla drastica, rapidissima trasformazione della domanda. Complice il lockdown, abbiamo assistito a un’esplosione dell’eCommerce: gli acquisti di prodotto hanno registrato infatti l’incremento più alto di sempre (5,5 miliardi di euro rispetto al 2019) raggiungendo i 23,4 miliardi di euro. Le supply chain in questo frangente sono riuscite a far fronte a una sfida a dir poco impegnativa: agilità, intelligenza e velocità sono state le parole d’ordine di un 2020 altalenante. E le sfide sembrano ancora non essersi esaurite, nuovi scenari, previsti e imprevisti, metteranno ancora a dura prova l’economia globale.

Ed è proprio per questo motivo che i supply chain manager di tutto il mondo dovranno integrare le soluzioni che si sono dimostrate più efficaci nella gestione della crisi con sistemi in grado di potenziare la raccolta e l’analisi dei dati e accelerare non solo i processi decisionali, ma anche la capacità di reazione delle filiere. E non si fa riferimento unicamente all’intelligenza artificiale e alla robotica oggi validi alleati per la gestione del magazzino: ancora una volta è obbligatorio procedere con una rivisitazione dei processi.

Hyperautomation: garantire l’automazione completa oltre l’RPA

Tra i trend suggeriti da Gartner c’è per esempio quello della Hyperautomation. Gartner la definisce un framework per condensare e abbinare una vasta gamma di tecnologie nel miglior modo possibile. Nella pratica, l’iperautomazione è l’applicazione di tecnologie avanzate come RPA, Intelligenza Artificiale, machine learning e Process Mining, che permettono di automatizzare i processi in modo efficace e andare verso l’era delle ‘augment humans capabilities’. In pratica, è proprio grazie all’integrazione di apprendimento automatico e AI che la Robotic Process Automation si sta evolvendo trovando nuovi spazi di manovra all’interno della supply chain.

Se implementata correttamente, la Hyperautomation può incoraggiare una più ampia collaborazione e agire da integratore per disparate funzioni, attualmente suddivise in silos, a tutto vantaggio dell’efficienza dell’intero ecosistema. Il termine Hyperautomation naturalmente non è univoco, e assume un significato diverso a seconda dell’organizzazione di cui si parla e del verticale in cui questa opera.

Analytics, Big Data, Digital Twin e Blockchain per governance e monitoraggio delle operazioni

Ma c’è un aspetto che deve valere per tutte le imprese: automatizzare in modo spinto tutti i processi significa prima di ogni altra cosa averne il pieno controllo, possibilmente centralizzato, e garantire allo stesso tempo massima visibilità su ciascun passaggio logistico a tutti gli attori della filiera. Questo è indispensabile sia per poter affrontare eventuali criticità e risolvere i disservizi modificando tempestivamente la catena di approvvigionamento, sia per acquisire il maggior numero di dati possibile, nell’ottica di continuare ad affinare il sistema e sviluppare capacità predittive sul suo funzionamento.

Ecco perché tra i trend del 2021 in ambito supply chain bisogna per forza citare l’aumento dell’attenzione nei confronti della governance – intesa come l’insieme delle attività di raccolta, selezione e analisi delle informazioni – e del monitoraggio delle operazioni.

Se si guarda al futuro della governance, dipenderà essenzialmente da centri di controllo multifunzionali e multidisciplinari gestiti con l’aiuto dei Big Data Analytics e dell’Intelligenza Artificiale, e dall’adozione dei cosiddetti digital twin, le copie digitali della catena di approvvigionamento fisica in cui vengono registrati tutti i data set, e da cui possono poi essere creati e testati i modelli digitali di tutta la supply chain e del suo ambiente operativo. I digital twin permettono quindi di comprendere come si comporteranno i sistemi, i processi e i prodotti in diverse situazioni e per questo sono un valido strumento a supporto dei processi decisionali locali ed end-to-end.

Rispetto al monitoraggio delle operazioni, ad acquisire sempre maggiore strategicità è la Blockchain. La Distributed Ledger Technology sarà fondamentale per tenere traccia in modo univoco e inalterabile delle fasi di trasformazione e trasporto di materie prime, semilavorati e prodotti finali lungo tutta la supply chain. La Blockchain non consente solo di condividere con clienti, partner e fornitori lo stato di avanzamento del processo in tempo reale, ma costituisce anche un vincolo di garanzia, responsabilità e trasparenza per chi partecipa alla catena del valore.

Edge computing, IoT e 5G, una nuova frontiera per la user experience

D’altra parte, non si può sottovalutare cosa comporterà l’integrazione tra Edge computing, IoT e reti di nuova generazione. L’ascesa dell’edge computing, sistema attraverso cui i dati vengono elaborati e analizzati vicino al punto di raccolta, è indispensabile per la proliferazione dei dispositivi Internet of Things. Sempre in ottica di automazione, questa tecnologia si rende necessaria nel momento in cui è richiesta un’elaborazione a bassa latenza per supportare processi decisionali gestiti dalle macchine capaci di esprimersi in tempo reale.

A partire dal 2021, edge computing e IoT faranno sponda sui network 5G. Rispetto alle reti di vecchia generazione – già abbondantemente implementate all’interno di stabilimenti e magazzini per monitorare il movimento delle merci e il livello di efficienza dei macchinari – il 5G rappresenta un enorme passo avanti per quanto riguarda la velocità di trasmissione dei dati, aprendo la strada ad applicazioni inedite nel mondo della logistica. Una di queste, per esempio, è quella dell’esperienza immersiva generata tramite tecnologie di realtà virtuale. Si tratta di nuovi modelli di interazione che amplificano le capacità umane e che rivoluzionano il modo in cui gli operatori dialogano con le macchine e con l’ambiente lavorativo, a prescindere da dove gli uni e le altre si trovino fisicamente. In questo senso, ci sono già diverse aziende che ne hanno colto il potenziale declinando la realtà virtuale sul fronte della formazione e adottandola come strumento per abilitare interventi di manutenzione da remoto.

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