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Supply Chain Management: cos'è e perché è importante per le aziende

Per gestire in modo efficiente l’intera catena di distribuzione è necessario definire delle metodologie gestionali e adottare soluzioni software capaci di snellire la produzione, minimizzando gli sprechi, e di identificare come imballare la merce per massimizzare i profitti

28 Ago 2019

Il tema del Supply Chain Management è più che mai attuale: infatti, se compreso e applicato nel giusto modo, può portare interessanti benefici alle aziende in termini di costi, tempistiche, efficacia ed efficienza. Internet e le nuove tecnologie, come l’ERP, hanno facilitato la condivisione delle informazioni tra i diversi attori e quindi hanno reso visibili i benefici e i risultati che nascono da una coordinazione e da un’integrazione ben orchestrata.

Non esiste, tuttavia, ancora una definizione univoca del Supply Chain Management (SCM), in quanto si tratta di un insieme relativamente recente di metodologie gestionali e soluzioni software che consentono di gestire in modo efficiente l’intera catena di distribuzione.

Che cos’è il Supply Chain Management

Nel 1982, i primi a parlare di Supply Chain Management furono due studiosi, Oliver e Webber, che lo definirono come una tecnica di riduzione delle scorte in aziende facenti parte la stessa filiera. Il termine supply chain management si utilizzava per parlare della gestione del magazzino e delle scorte all’interno di una supply chain.

In seguito, furono coniate altre definizioni che possono essere sintetizzate in quattro approcci:

  • integrazione logistica (Tyndall G. 1998);
  • integrazione verticale tra imprese (Cooper M.C., Ellram L. M 1993);
  • processo di gestione e coordinamento (La Londe B.J., 1997);
  • filosofia manageriale di gestione che guida chi opera lungo la supply chain verso la creazione di valore per il cliente (Ellram L.M., Cooper M.C, 1990).

In ogni caso il concetto riguarda la gestione di tutta la catena di distribuzione, con particolare riferimento alla logistica e al rapporto con i fornitori. Si basa soprattutto sulla previsione, programmazione e coordinamento del flusso delle merci, e sulle aspettative del cliente finale. In tal senso secondo Mentzer (2001) il Supply Chain Management può essere definito come un coordinamento sistematico delle tradizionali funzioni aziendali e delle tattiche, all’interno di ogni organizzazione e lungo la catena di distribuzione, che ha  l’obiettivo di migliorare le prestazioni di lungo periodo dei diversi attori che operano lungo la supply chain. Per Mentzer, la catena di distribuzione è l’insieme di tre o più soggetti direttamente coinvolti – a monte o a valle – nel flusso di beni, servizi, denaro, informazioni, partendo dalla materia prima fino ad arrivare al cliente finale.

Infine, per mettere chiarezza, nel 2007 “The Council of SCM Professionals” ha definito che il Supply Chain Management “comprende la pianificazione e la gestione di tutte le attività coinvolte nella ricerca, nella fornitura, nella conversione e nella gestione delle attività logistiche. Include, inoltre, la coordinazione, l’integrazione e la collaborazione con i partner della supply chain, che possono essere fornitori, intermediari, fornitori di servizi, e clienti. In poche parole, il SCM integra e coordina la supply chain e la gestione dei rapporti tra i vari attori della supply chain stessa”.

Nello specifico la catena di distribuzione si compone di nove attività, secondo un ben preciso ordine: marketing, rapporti con i fornitori, approvvigionamenti, gestione e stoccaggio delle scorte delle materie prime, produzione, gestione e stoccaggio dei prodotti finiti, gestione degli ordini di acquisto, gestione delle consegne, logistica di restituzione dei resi (o reverse logistics).

È fondamentale sottolineare che l’ambito di interesse strategico del Supply Chain Management è cambiato negli anni. Prima infatti si guardava più al funzionamento interno dell’azienda che agiva sul mercato come una entità a sè, senza collegamenti sostanziali con le altre aziende. Oggi invece, con la diffusione capillare di internet, si deve agire in interconnessione con tutte le aziende che entrano nel processo di distribuzione e di logistica, per arrivare a realizzare un prodotto finale diretto al cliente.

È il cliente infatti il fulcro di tutto il sistema di distribuzione che si avvale anche di specifiche consulenze di personale esperto nel settore, per avere il massimo con il minimo impiego di risorse.

A cosa serve il Supply Chain Management in azienda

Lo scopo primario del Supply Chain Management è controllare le prestazioni e migliorare l’efficienza per ottimizzare il livello di servizio reso al cliente finale, razionalizzando i costi operativi e il capitale impegnato. Diventa, quindi, uno dei driver fondamentali su cui possono puntare le organizzazioni per aumentare la loro competitività e la soddisfazione del cliente: oggi il Supply Chain Management è parte integrante del successo di un’azienda. La gestione efficiente della catena di approvvigionamento consente alle aziende di ridurre il time to marke, dimuire i prezzi dei prodotti e assicurare una differenziazione rispetto ai competitor. Tutto questo anche grazie all’avvento di internet e alla diffusione dell’utilizzo dell’ICT che migliorano il servizio al cliente, aumentano la velocità di comunicazione, riducono i costi di processo e assicurano una maggiore flessibilità aziendale. In particolare, internet ha reso strategico il Supply Chain Management, rendendo più facili e immediate la coordinazione, l’integrazione e la comunicazione tra i membri operano lungo la catena di distribuzione.

Tutto questo si traduce, in pratica, in una più precisa previsione della domanda, che permette di comprendere le esigenze dei consumatori; in un pianificazione della domanda puntuale, per realizzare piani di azione attendibili e precisi e ridurre il numero di resi; in un processo di trattamento degli ordini ottimizzato; in una migliore previsione della capacità produttiva, ottimizzando l’uso degli impianti; la pianificazione dell’utilizzo delle materie prime; in una più efficace integrazione tra domanda e fornitura e tra produzione, logistica e marketing.

Chi è il Supply Chain Manager e cosa fa

Il Supply Chain Manager è colui a cui in azienda viene affidata la responsabilità dell’intera filiera che consente il funzionamento della catena logistica. Si occupa di pianificare, organizzare, controllare e ottimizzare tutte le attività che permettono all’azienda di avviare il processo di trasformazione che genera i beni o i servizi offerti al mercato. È dunque evidente la delicatezza della figura, che oltre non solo deve possedere competenze specifiche per assicurare l’efficienza dei processi, ma deve anche avere doti di leadership e sensibilità nell’accogliere e addirittura prevenire i cambiamenti. In particolare, la conoscenza dei principali software gestionali può rivelarsi utilissima per riconoscere, affrontare e risolvere criticità della filiera.

Come gestire correttamente supply chain, scorte e logistica

Gli strumenti e le metodologie SCM migliorano e automatizzano l’approvvigionamento, riducendo gli stock e i tempi di consegna, garantendo una maggiore competitività. Tutto questo porta le organizzazioni a decidere di digitalizzare l’intera catena di distribuzione, spesso attraverso soluzioni che integrano la gestione della supply chain nei software ERP. Generalmente le soluzioni scelte ottimizzano i flussi di prodotti e informazioni e il flusso finanziario, grazie anche a più accurate previsioni della domanda e delle vendite. Inoltre i software SCM consentono di migliorare la gestione del magazzino, tracciare i movimenti delle merci, fornire informazioni e analytics a supporto delle decisioni.

In particolare i software che supportano la gestione della Supply Chain possono essere ricondotti a 5 categorie:

  • Enterprise Resource Planning (ERP) e Supply Chain Planning (SCP)
  • Warehouse Management System (WMS)
  • Transportation Management System (TMS)
  • Manufacturing Execution System (MES)
  • Procurement

Come sottolinea Gartner, il mercato del software SCM è cresciuto del 12,5% raggiungendo quota 14 miliardi di dollari nel 2018. Il mercato del Procurement ha guidato la crescita in tutti i segmenti di mercato SCM, registrando una crescita annuale del 16,3%. SAP, Oracle e JDA Software hanno mantenuto le prime 3 posizioni di quota di mercato nel 2018.

La tecnica del lean management

Il lean management è una delle tecniche utilizzate nell’ambito del Supply Chain Management in senso lato, che letteralmente indica una “produzione snella”. Anche in questo caso si fa riferimento a una messa in opera della stessa tecnica relativamente recente, tanto è vero che la definizione è stata utilizzata per la prima volta alla fine degli anni ’80 dall’ingegnere John Krafcik di Toyota. Fu proprio questa azienda a metterla in pratica e a divenire un modello da seguire anche per altre aziende, a tutti i livelli commerciali.

Con il lean management si punta quindi a ottimizzare i flussi, a ridurre gli sprechi, alle decisioni pratiche rivoluzionando in modo proficuo i vecchi schemi che venivano accettati meccanicamente e che sono ormai obsoleti e troppo “pesanti” per un’economia che richiede prontezza e velocità di scambi, anche di informazioni.

La scelta del packaging

Uno degli aspetti fondamentali che un’azienda deve curare per puntare alla massimizzazione dei profitti anche nella logistica, è la scelta del packaging, dell’imballaggio. Infatti, non solo in negozi fisici, ma anche su store online è possibile trovare l’imballaggio più adatto alle esigenze della nostra azienda.

L’attenzione al peso, ai materiali, allo smaltimento e al riutilizzo degli stessi imballaggi è un elemento critico per risparmiare sia nei costi di trasporto che con le aziende partner fornitrici, fino al rapporto con il cliente finale che viene pienamente soddisfatto. Online è facile ottenere un prezzo più conveniente che possa abbassare ulteriormente i costi della logistica. Nella catena di distribuzione infatti entrano una serie di attori, che vanno dalle aziende fornitrici, ai flussi dei prodotti fino ai servizi, alle comunicazioni e alle risorse in denaro impiegate, che portano direttamente al cliente finale.

Fondamentale anche adottare tutti gli accorgimenti a monte per minimizzare il “flusso di ritorno” cioè i resi, che produrrebbero un’ulteriore spesa, facilmente evitabile con una buona organizzazione logistica, alla base della quale c’è uno scambio di informazioni chiaro e diretto tra tutti gli attori coinvolti nel processo e una conoscenza approfondita dei meccanismi alla base dello stesso supply chain management.

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