Pinterest Marketing: quanto vale per i brand il social “di nicchia”

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Pinterest Marketing: quanto vale per i brand il social “di nicchia”

Le innovazioni tecnologiche, la naturalezza nel diffondere contenuti anche visivi, le integrazioni con l’e-commerce e l’engagement degli utenti rendono Pinterest un efficace strumento di marketing. È ispirazionale e capace di raggiungere specifici target verticali

12 Mar 2021

Greta Lomaestro

Pinterest si sta imponendo oggi come ottimo strumento di marketing per i brand. Il suo carattere consumer, il suo mantra incentrato sull’utilità e sul trovare ispirazione nelle idee altrui potrebbero rendere i Social Media Manager poco propensi a considerarlo come opzione per costruire la strategia di un brand da lanciare. Ma Pinterest è sicuramente un mezzo con enormi potenzialità, capace di stupire per le funzionalità avanzate a livello tecnologico, l’uso della realtà aumentata, l’integrazione con i canali e-commerce e il suo essere poco mainstream, e quindi più verticale su certi settori e su una certa tipologia evoluta di utente.

Pinterest Marketing: i numeri che convincono i brand

Pinterest nasce a gennaio del 2010, una decina di mesi prima del suo più diffuso e noto “collega” Instagram. A livello globale la piattaforma  conta oltre 300 milioni di profili attivi e ben 200 miliardi di Pin salvati. Nonostante non nasca esclusivamente come app, come invece Instagram, ad oggi Pinterest è fruito ben dall’85% dei suoi utenti in mobilità.

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In Italia è al nono posto tra i social più utilizzati (fonte: Hootsuite/We Are Social), posizionandosi appena sotto LinkedIn e sopra Snapchat, Tumblr e Twitch.

Un posizionamento e un’espansione così interessanti da aver attirato le mire di Microsoft, che il mese scorso ha provato ad acquisire – senza successo – la social media platform: secondo il Financial Times, il colosso tecnologico avrebbe messo sul tavolo una proposta da ben 51 miliardi di dollari, a fronte di un incremento del 600% delle quotazioni di Pinterest, che ha avuto uno sviluppo esponenziale dall’inizio della pandemia da Covid-19.

Visual Content Marketing e formati innovativi

I contenuti testuali appartengono al passato o sono radicati in piattaforme ormai consolidate su quel tipo di interazioni, come Facebook e Twitter. Oggi siamo nell’era del Visual Content Marketing, che risponde alla predilezione degli utenti per contenuti che non si devono leggere ma osservare – che siano foto, video, infografiche, meme, gif o altro. L’altra faccia della medaglia, ma sempre nell’ottica del declino della parola scritta sui social, è il famoso Clubhouse che si basa sull’audio.

Fare Content Marketing visivo significa realizzare una strategia di contenuti impattanti e coerenti, che sappiamo raccontare una storia e colpire l’utente.

Pinterest Marketing, le innovazioni tech

Il funzionamento di Pinterest rende naturale il binomio col Marketing. La piattaforma è disegnata in modo tale da rendere naturale la diffusione dei contenuti: i Pinners, cioè gli utenti, non solo caricano i propri contenuti – i Pin, appunto – ma salvano e ricondividono sulle proprie bacheche – le Board – i Pin di altri utenti, di aziende, di blogger, generando viralità e moltiplicandone la visibilità.

Le Board esistono anche in modalità “segreta”, un’idea davvero originale che porta ad avere sostanzialmente un social dentro al social: queste bacheche sono condivise solo con una stretta cerchia di utenti selezionati, su invito, quindi non aperte a tutti.

Ci sono anche innovazioni tech che rendono i Pin interattivi e facili alla conversione: grazie a una semplice estensione del browser si possono salvare e “pinnare” le immagini di qualsiasi sito web – funzione detta Rich Pins. Con Lens Your Look e Shop the Look è possibile ricevere consigli di prodotti simili ai propri o dettagli su dove acquistare outfit di aziende di moda. Grazie all’AR ci sono feature che consentono di provare trucchi, colori di capelli, abiti e accessori per la casa.

Infine, è essenziale citare che da pochissimo (la notizia è di febbraio 2021), sulla scia di Instagram, Snapchat, Facebook e LinkedIn, anche Pinterest sta testando il formato stories in versione beta, con l’obiettivo di rendere i contenuti sempre più immersivi e fornire nuovi strumenti ai creators.

Pinterest per il Business: il valore delle Ads

Perché aprire un profilo Business su Pinterest e puntare anche sul Pinterest Marketing? Perché, per quanto diffuso, questo canale è ancora un’oasi protetta dalla pubblicità massiva rispetto ad altre piattaforme. Questo medium funziona molto bene per alcuni specifici settori come design e moda, ma non solo: anche DYI (Doing Yourself In), food, travel e tutto ciò che ha un forte impatto visivo.

Qualche numero? Ben il 70% degli utenti attivi su Pinterest sostiene di utilizzarlo per informarsi su prodotti e prendere poi decisioni d’acquisto, anche offline. Basti pensare a quanto funzionino bene qui settori come design e moda, dove Board tematiche e di stili diversi sono una continua fonte di ispirazione per tantissime persone che desiderano poi acquistare quegli stessi complementi d’arredo o quello specifico outfit.

Anche a livello di traffico, grazie alla sua struttura che permette di inserire un link per ogni singolo Pin, e in proporzione in base al proprio bacino di user, Pinterest genera il 33% del traffico in più rispetto a Facebook.

Le stesse Ads, proprio perché vengono ben targettizate e vanno a colpire un pubblico meno bombardato di messaggi pubblicitari, hanno un tasso di conversione 4 volte più alto rispetto ad altri social dove le pubblicità sponsorizzate sono diventate ormai molto frequenti. Non solo: si tratta di utenti che spesso stanno già cercando ispirazione per qualcosa da acquistare.

Pinterest Marketing: i dipendenti come brand ambassador

Pinterest funziona alla perfezione anche per il B2B: Board e Pin di frasi e infografiche relativi a marketing, digital marketing, seo e affini sono davvero numerosi e popolari.

Non solo: è anche un ottimo modo per rafforzare il senso di appartenenza dei dipendenti e renderli ambassador, veri volti dell’azienda. Organizzare delle Board tematiche che vadano a categorizzare eventi aziendali, momenti di team building, vita d’ufficio e altre ricorrenze ha un forte impatto anche in un’ottica HR.

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