Multicloud: che cos’è e come sfruttarne i vantaggi in azienda

Guide e How-to

Multicloud: che cos’è e come sfruttarne i vantaggi in azienda

Il multicloud è una scelta necessaria: sostiene gli approcci di business più innovativi, esigenze infrastrutturali evolute e applicazioni strategiche. Come superare le complessità di gestione e fare il salto di qualità su efficacia dei servizi IT, scalabilità, sicurezza, continuità operativa, ottimizzazione dei costi

11 Feb 2021

Annalisa Casali

Multicloud e cloud ibrido assumono una valenza sempre più strategica in azienda. La trasformazione digitale in atto richiede il supporto di architetture IT flessibili, scalabili e sicure, in grado di sostenere in modo efficace gli approcci di business più innovativi garantendo un corretto rapporto tra prestazioni e costi.

L’obiettivo per i CIO è progettare infrastrutture e ambienti applicativi in grado di adattarsi a esigenze di business sempre più dinamiche. Per l’utente questo significa accedere a un pool condiviso di risorse e applicazioni – di calcolo, di rete, di memorizzazione – che potrà utilizzare in modo completamente fluido e trasparente, senza doversi preoccupare delle modalità di erogazione sottostanti.

Che cos’è il multicloud

In un’architettura multicloud l’azienda utilizza due o più fornitori di servizi cloud per migliorare le prestazioni del data center e realizzare una gestione più efficiente dell’IT. Il multicloud è una cosa ben diversa dalla semplice coesistenza di diverse offerte cloud. L’aspetto chiave di questo modello è la capacità di connettere i servizi di diversi provider, gestendoli in modo centralizzato e capitalizzando le loro caratteristiche distintive per utilizzarli in modo sinergico garantendo la massima agilità, flessibilità e continuità operativa.

Gli scenari multicloud presentano, dunque, una certa complessità gestionale. Questa rappresenta la principale criticità di questo tipo di architettura. I dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano mostrano che, sebbene quasi 8 aziende italiane su 10 (il 77%) utilizzino più di un fornitore di servizi cloud (3 in media), solo 1 su 8 (il 24%) è in grado di orchestrare questi servizi in modo sinergico all’interno di un’architettura unica, con livelli di servizio (SLA) trasversali.

Differenza tra multicloud e cloud ibrido

I termini cloud ibrido (hybrid cloud) e multicloud sono a volte usati come sinonimi, ma i termini indicano in realtà due architetture differenti. Il multicloud fa riferimento all’utilizzo di più servizi cloud della stessa tipologia, quindi o tutti pubblici o tutti privati, erogati da diversi fornitori. Il cloud ibrido, invece, si riferisce al deployment di tipologie diverse di nuvole pubbliche e private, in abbinamento a tecnologie on premise tra loro integrate, orchestrate all’interno di un’infrastruttura comune.

Solitamente l’azienda che opta per configurazioni di cloud ibrido è quella che punta a garantire la massima flessibilità dei servizi IT attraverso il corretto equilibrio (anche economico) di ambienti privati e pubblici, oppure la massima resilienza dei sistemi informatici e la continuità operativa delle applicazioni più critiche.

Le architetture multicloud servono invece a soddisfare in modo più efficace le esigenze infrastrutturali (IaaS, Infrastructure as a Service) e di sviluppo applicativo (Platform as a Service, PaaS). Nel primo caso, l’intento è di sfruttare gli asset del provider per garantire l’accesso a risorse di rete, potenza di calcolo e storage e più vicini agli utenti finali. Questo permette di ridurre la latenza delle applicazioni critiche garantendo anche la compliance normativa, con particolare riguardo alla data sovereignty, ovvero alla localizzazione dei dati. Nel secondo caso, invece, l’obiettivo è ridurre i cicli di sviluppo per accelerare il time-to-market.

Vantaggi del multicloud e dell’hybrid cloud in azienda

L’evoluzione in atto non relega più il cloud a una quota limitata di applicazioni aziendali come l’ERP o il CRM, ma ne estende la diffusione fino al core business e alle applicazioni più critiche. Dando per acquisita la tendenza a implementare architetture miste e ibride, si assiste in azienda al passaggio dagli approcci single cloud alle architetture multicloud per sostenere in modo più efficace i nuovi percorsi omnichannel, smart e data driven. Ma quali sono i principali vantaggi di questi approcci?

  • Continuità operativa: nelle architetture multicloud applicazioni e dati sono replicati su nuvole e ambienti diversi, che potranno essere entrambi sempre attivi (per gestire al meglio i carichi di lavoro) oppure l’uno il backup dell’altro. In questo modo è possibile garantire la business continuity.
  • Scalabilità on demand: le architetture multicloud assicurano una scalabilità dinamica delle risorse computazionali, dello storage e del networking, che potranno essere correttamente dimensionate rispetto alla necessità reali e alla crescita del business.
  • Riduzione della dipendenza da un singolo fornitore di servizi IT: la possibilità di affrancarsi rispetto alla dipendenza esclusiva da un unico provider di servizi IT è la ragione più spesso citata dai CIO delle aziende che imboccano la strada del multicloud.
  • Costi dell’IT ottimizzati: la possibilità di scegliere il servizio più indicato a supportare una specifica esigenza di business assicura una gestione dell’IT “cost effective” nell’ambito del miglior equilibrio tra prestazioni e costi.
  • Accesso a tecnologie cloud d’eccellenza: la possibilità di utilizzare in modo fluido i servizi dell’uno o dell’altro provider offre la garanzia di accedere sempre a tecnologie “best of breed” che, altrimenti, dovrebbero essere sviluppate in casa a costi decisamente superiori.
  • Maggior efficienza dei servizi IT: gli ambienti ibridi e multicloud offrono la garanzia di una qualità ottimizzata dei servizi IT per le diverse categorie di utenti, linee di business e geografie.
  • Compliance normativa: la creazione di ambienti geograficamente distribuiti permette di migliorare le prestazioni applicative e la protezione dei dati in specifiche regioni. In questo modo, è possibile ottemperare ai vincoli di conformità normativa che riguardano la localizzazione dei dati (GDPR).

Multicloud, le 10 best practice per la gestione

Il multicloud non è la soluzione a tutti i problemi del team IT e non è possibile definire a priori un approccio universale, valido per tutte le organizzazioni. Ogni azienda deve creare la propria roadmap sulla base delle esigenze specifiche. Esistono però 10 best practice che possono aiutare il CIO a spianare la strada verso architetture più sicure, agili e dinamiche.

  1.  Mappare i carichi di lavoro sui servizi cloud. La mappatura dei workload è forse il passaggio più critico nella costruzione di una solida strategia multicloud, quello che permette di allocare componenti e risorse in base alle diverse esigenze aziendali, definendo anche SLA efficaci – disponibilità dei servizi IT, latenza, scalabilità rapida, potenza di elaborazione, e così via.
  2. Incorporare concetti di cloud ibrido. Qualsiasi strategia multicloud sostenibile nel tempo deve considerare il maggior numero possibile di modelli di distribuzione IT, inclusi cloud pubblici e privati, servizi di hosting e infrastrutture iperconvergenti (HCI).
  3. Semplificare la gestione dei fornitori. Il multicloud coinvolge un ampio spettro di fornitori di tecnologia e la loro gestione disgiunta, magari dipartimentale, può finire per inficiare molti vantaggi promessi.
  4. Centralizzare la governance IT. Il team IT dovrebbe dotarsi di una piattaforma di gestione efficace, che centralizzi la governance garantendo la massima flessibilità, la gestione ottimizzata dei carichi di lavoro, la scalabilità automatica e il monitoraggio effettivo di prestazioni importanti come la disponibilità dei servizi e delle applicazioni o la latenza.
  5. Promuovere l’usabilità. Man mano che gli ambienti IT tradizionali si trasformano in veri e propri ecosistemi multicloud dinamici, il CIO e il suo team dovranno mettere in atto iniziative di change management utili per favorire la più ampia adozione di applicazioni e infrastrutture nella nuvola, migliorando l’usabilità degli strumenti di accesso.
  6. Creare un solido framework di integrazione. Lo scenario di integrazione del cloud con gli ambienti on premise è già molto complesso. In un’architettura multicloud la complessità aumenta ulteriormente. L’aggregazione dei dati spesso richiede l’uso di strumenti di integrazione ad hoc con l’infrastruttura del provider attraverso apposite interfacce di programmazione (API) personalizzate.
  7. Monitorare i livelli di servizio. Qualsiasi organizzazione, nel corso degli anni, ha finito per creare un’infrastruttura IT multivendor e multilocation. Se l’azienda non è riuscita a dotarsi di metriche uniformi e strumenti per il monitoraggio centralizzato e integrato dei livelli di servizio (SLA), sarà impossibile garantire servizi IT di qualità.
  8. Creare policy di sicurezza coerenti. Negli ambienti multicloud la protezione del perimetro aziendale, delle applicazioni, degli utenti e degli endpoint risulta decisamente complessa. Il CIO dovrà, quindi, adoperarsi per centralizzare e standardizzare il più possibile le policy di sicurezza in azienda, eventualmente collaborando con fornitori di servizi di sicurezza gestiti (MSSP).
  9. Usare gli analytics per il miglioramento continuo. L’automazione dei processi, l’autenticazione forte, l’uso diffuso di piattaforme di cloud management producono quotidianamente enormi quantità di dati. Dati di disponibilità, donwtime, traffico, uso delle risorse, prestazioni… Il CIO, dunque, può facilmente ottenere insight e indicazioni utili per migliorare le performance degli ambienti multicloud superando i limiti del semplice monitoraggio delle reti.
  10. Adottare strumenti di orchestrazione. Quest’ultimo punto è centrale per la miglior governance del multicloud. L’utilizzo di cruscotti e altri strumenti software specificamente progettati per orchestrare i diversi servizi permette di gestire in modalità realmente “as a service” l’IT in azienda sfruttando quattro leve fondamentali. In primis l’automazione, attraverso la gestione centralizzata dei servizi dei diversi provider. In seconda battuta l’integrazione, ovvero l’interconnessione stretta delle diverse offerte. Ancora, la sicurezza, quindi la protezione dei dati e continuità operativa. Infine, la governance, quindi l’ottimizzazione delle prestazioni nell’ambito di una gestione economicamente efficiente dei costi IT, ottenibile attraverso il  brokeraggio dei diversi servizi.

New call-to-action 

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

C
cio
G
Governance
M
multicloud
O
orchestrazione

Articolo 1 di 4