TECNOLOGIE

Cloud ibrido, i vantaggi per le aziende

Sono sempre più numerose le realtà che, per migliorare la competitività e affrontare a testa alta il mercato, si affidano a modelli di fruizione ibrida delle risorse IT. Il mercato cresce e si diffondono, in particolare, gli approcci Cloud-driven

Pubblicato il 01 Giu 2023

Cambia, evolve, si arricchisce di servizi, tecnologie e funzionalità, ma il Cloud resta il perno su cui le aziende puntano per diventare agili, garantire la continuità dei processi di business in remoto, sfruttare nuove tecnologie, cambiare la propria offerta per affrontare al meglio un mercato che diventerà ancora più competitivo perché premierà chi prima degli altri saprà adattarsi al nuovo contesto.

Gli ultimi dati disponibili fotografano un mercato in grande salute: citando l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il comparto Public & Hybrid Cloud ha raggiunto nel 2022  i 4,56 miliardi di euro, ossia il 18% in più rispetto al 2021 quando valeva 2 miliardi di euro, con un fattore di crescita di +30% rispetto all’anno precedente.

Cloud ibrido, il motore della trasformazione

Il trend del momento, nonché parte integrante dell’agenda di ogni CIO, è senza dubbio il Cloud ibrido, meglio ancora se in variante multicloud. Se, infatti, il processo di migrazione dei workload aziendali su Cloud pubblico è un fenomeno cui si assiste da tempo, i numeri dell’Enterprise Cloud Index  sono piuttosto chiari in proposito: l’86% delle aziende continua a considerare l’hybrid cloud come modello operativo ideale di cloud computing.

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Inoltre il 46% degli intervistati ha affermato di aver aumentato i propri investimenti ibridi come risultato diretto della pandemia.

A sostegno della sempre maggiore rilevanza del cloud ibrido, e con uno sguardo rivolto verso il futuro, si può anche citare la ricerca di Mordor Intelligence, secondo cui il mercato delle soluzioni Hybrid Cloud è stato valutato globalmente 52,16 miliardi di dollari nel 2020 e si prevede raggiungerà i 145 miliardi di dollari entro il 2026, con un tasso crescita media annua composta (CAGR) del 18,73% nel periodo di previsione 2021-2026.

Insomma, il Cloud ibrido corre a tutta velocità e non ha nessuna intenzione di rallentare.

Multicloud ibrido: controllo su costi e dati

I motivi che spingono le aziende verso l’adozione del Cloud ibrido sono peraltro gli stessi da quando questa modalità di erogazione delle risorse IT ha iniziato a diffondersi: con un modello ibrido, le aziende hanno più controllo sui costi e sui dati, avendo la libertà di scegliere l’ambiente maggiormente adatto ai singoli casi d’uso. Tutto ciò, mantenendo quella scalabilità, elasticità e accesso a tecnologie avanzate (AI, Big Data) che hanno reso celebre il Cloud pubblico dei vari Amazon, Microsoft, Google, IBM e Oracle.

Soprattutto in settori fortemente regolati, in cui compliance, data protection e il tema della sovranità dei dati sono fattori critici, la flessibilità di un modello che può essere plasmato a seconda delle esigenze del settore e dell’organizzazione lo rende certamente vincente. Non è un caso che, parlando di Hybrid Cloud, ci si riferisca come al meglio dei due mondi – on premise e nuvola.

Multicloud in Italia, a che punto siamo

Secondo uno studio che ha monitorato la diffusione dell’uso del Cloud tra le imprese, il 51% del campione italiano sostiene di fare maggiormente affidamento sul multicloud, valore molto più elevato della media globale (15%). Le prime due posizioni della classifica sono occupate dal Brasile, con il 54%, e dal Regno Unito, con il 53%, rispettivamente.

La tendenza virtuosa italiana verso il multicloud viene rafforzata dal fatto che il 69% dei partecipanti prevede un ulteriore incremento dell’utilizzo della nuvola nei prossimi tre anni, rispetto al 64% della media globale. In Italia, in particolare, l’adozione del Cloud privato si attesta al 19% del totale, contro il 25% globale.

Ma quali sono le difficoltà più significative che le imprese devono affrontare nel migrare a questi ambienti? La più rilevante, che rappresenta l’87% delle risposte a livello globale, è la complessità legata alla gestione del multicloud, con la conseguente necessità di semplificare la gestione per le diverse infrastrutture. Altre preoccupazioni riguardano l’interoperabilità, la sicurezza, i costi e l’integrazione dei dati. L’84% degli intervistati italiani e l’83% degli intervistati mondiali ritiene che un modello multicloud ibrido sia l’ideale.

Hybrid Multicloud: perché è il nuovo vincitore

Nel suo percorso evolutivo, il Cloud ibrido sta diventando sempre più hybrid multicloud, un modello che si sostanzia nel combinare risorse di Cloud privato con il Cloud pubblico di diversi vendor.

Nell’ottica del meglio dei due mondi, questo modello somma ai benefici dell’ibrido ulteriori vantaggi. Innanzitutto, la possibilità di combinare servizi di diversi vendor approfittando di applicazioni che, con l’andare del tempo, sono sempre più flessibili, e poi quella di evitare il vendor lock-in.

Considerando che l’intento dell’IT si traduce (in questo ambito) nella libertà di implementare, gestire e spostare dati e applicazioni tra diverse piattaforme pubbliche o private senza rischio di rimanere vincolati all’offerta di un solo fornitore, il modello multicloud ibrido rappresenta senz’altro il presente e il futuro dell’enterprise IT.

Il tutto, chiaramente, favorito da piattaforme di management centralizzate che permettano la gestione dei workload in modo agile e – per quanto possibile – semplificato.

Ma una certezza resta: il multicloud ibrido è qui per restare.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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