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MarTech

Software Marketing, quale scegliere per una strategia di successo

Le cinque categorie di software che ogni azienda dovrebbe includere nel proprio tech-stack: marketing automation, collaborazione, CRM, marketing conversazionale e project management

20 Gen 2020

Jacopo Mauri*

Senior Marketing Manager - Lead Generation/Field, Docebo

La scelta dei giusti tool di digital marketing è una delle priorità di ogni azienda che voglia essere competitiva sui mercati di domani. La definizione del MarTech non è solo uno dei trend 2020 che abbiamo individuato nell’ambito del Digital Marketing. E’ anche una vera e propria leva differenziale, che le aziende devono usare per affrontare i cambiamenti di concorrenza e mercato, formulando strategie di lead-generation e customer-retention sempre più sofisticate. In questo articolo diamo uno sguardo a cinque fra le categorie di software che ogni azienda dovrebbe includere nel proprio tech-stack: marketing automation, collaborazione, CRM, marketing conversazionale e project management. Basandoci sui dati contenuti in una recente ricerca, capiamo come le aziende di maggiore successo stanno oggi costruendo il loro patrimonio tecnologico, al fine di fornire qualche raccomandazione a C-Level e Director in cerca di nuove tecnologie. La lista dei prodotti citati naturalmente non vuole essere esaustiva, ma solo esemplificativa.

1- Software di Marketing Automation

L’automazione dei processi di marketing è un aspetto incredibilmente importante per tutte le aziende moderne. Non solo permette di ridurre il tempo speso nel gestire contatti e workflow, ma consente anche di personalizzare l’intera esperienza utente rendendola automatizzata e più rilevante. Aumentando di conseguenza l’efficacia delle campagne di marketing. In generale, quando si parla di marketing automation due nomi tendono ad emergere: HubSpot e Marketo. Il primo la fa da padrone nel segmento delle piccole-medie aziende, mentre il secondo è leader indiscusso nell’ambito delle grandi aziende. Spesso si assiste ad un passaggio naturale tra i due sistemi, al crescere della complessità del progetto di automation.

2-Collaborazione

Il lavoro dei marketer si svolge sempre di più online, e non è raro (anzi) lavorare in aziende che hanno uffici in molteplici località, spesso sparse in varie parti del mondo. Poter comunicare con i propri colleghi (del medesimo team, ma anche di team diversi) è essenziale per una proficua collaborazione. La scelta delle aziende, oggi, ricade sempre più spesso su Slack. Facile da usare, e soprattutto da integrare con altri software marketing, Slack si presenta come la soluzione ideale per creare canali o gruppi, configurare notifiche automatiche o anche gestire la propria agenda personale. Principale competitor di Slack è oggi Microsoft Teams. Interessante notare come, solitamente, quest’ultimo sia usato in aziende di più grandi dimensioni, mentre Slack sia la scelta preferita da team più piccoli e “agili”. Ci sono molti articoli online che analizzano le differenze tra le due soluzioni, e c’è chi sostiene che il recente (molto scarso) andamento di Slack in borsa sia proprio dovuto al rivale targato Microsoft.

3-CRM

Insieme al sito web, il CRM (o customer relationship management) è il cuore pulsante di ogni MarTech, in quanto nodo centrale attraverso cui passano tutte le informazioni più importante legate al business. Tra le sue caratteristiche principali, la possibilità di integrarsi con una moltitudine di sistemi terzi, processare i dati ricevuti e renderli facilmente accessibili a marketing e sales. Anche a supporto di decisioni strategiche.

In ambito di CRM esistono una infinità di opzioni, alcune più valide di altre. Tra tutte, una tende a presentarsi con maggiore frequenza rispetto alle altre, e questa risponde ovviamente al nome di SalesForce Marketing Cloud. Difficilmente contrastata a livello globale da altre soluzioni, questa suite fa della sua forza la possibilità di integrarsi (nativamente o via API) con praticamente qualsiasi altro tool marketing o sales. Per altro, essendo estremamente diffusa, è facile che molte delle persone in azienda già l’abbiano usata in passato, rendendo sensibilmente più semplice il processo di enablement dei team interni.

4-Marketing Conversazionale

Un altro pilastro del digital marketing è il cosiddetto marketing conversazionale. Facile capirne il potenziale, meno facile maneggiarlo con efficacia. Alla base di queste nuove strategie troviamo tool appositi che, integrandosi con database e CRM, permettono di personalizzare le conversazioni online, automatizzarle e renderle più efficaci fornendo al team marketing & sales tutte le informazioni sul prospect con il quale è in corso la conversazione. Ad oggi, uno dei software maggiormente utilizzati a questo scopo è senz’altro Drift, che si distingue per le infinite possibilità di personalizzazione e la sua efficacia in fase di conversione. Tanto da essere propriamente considerato un software per lead-generation.

5-Project Management

Specie in organizzazioni più grandi, gestire il lavoro di molteplici team in modo chiaro ed efficiente è indispensabile. In ambito marketing spesso non è necessario ricorrere a tool di project management estremamente complessi, in quanto i progetti legati al lancio di una campagna promozionale sono solitamente meno intricati di, per esempio, lo sviluppo di un intero prodotto software. Le due soluzioni più ricorrenti, in quest’ambito, sono Asana e Trello. Di nuovo, è una questione di preferenza, e tipologia di progetti gestiti. Entrambi, ad ogni modo, dispongono di interessanti funzionalità per creare correlazioni logiche tra le varie fasi di un progetto, assegnare ownership e scadenze, nonché integrare un sistema di notifiche con altri tool, ad esempio Slack, in modo da allineare il team, ovunque questo si trovi, circa il procedere dei lavori.

Strategia Marketing prima di tutto

Vale le pena di ricordarlo: ogni best practice ha un significativo fondamento di utilità, ma deve essere sempre interpretata in uno specifico contesto. Le best practice legate alla scelta, implementazione e utilizzo di un determinato software di marketing non fanno eccezione. Ogni azienda deve infatti avere innanzitutto una strategia chiaramente definita. Da questa costruire il piano di marketing. E infine procedere all’adozione dei tool più indicati per raggiungere gli obiettivi. Molto importante, in quest’ottica, è lo “stage” di crescita dell’azienda stessa: quanti dipendenti; fatturato totale; mercati target di riferimento. E via dicendo. A seconda di questi elementi, un software può essere più o meno indicato (non solo in relazione al costo, ma anche al numero di persone necessarie per utilizzarlo efficacemente, ad esempio). Non esiste dunque una configurazione ideale, sebbene ci siano pattern molto chiari relativi all’adozione di specifiche soluzioni da parte delle aziende di maggiore successo. Senza dubbio, un ottimo punto di partenza per pianificare le prossime mosse in un ambito tanto delicato quanto lo stack tecnologico usato dal team di marketing della vostra azienda.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Jacopo Mauri*
Senior Marketing Manager - Lead Generation/Field, Docebo

Marketer by nature. Con oltre 10 anni di esperienza nell'ambito Marketing B2B SaaS, ho lavorato con numerose aziende e start-up allo sviluppo e implementazione di strategie di marketing integrate. Automation, Lead-Generation, SEO, SEM sono alcune tra le mie specializzazioni.

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