L’impegno di Intesa per la sostenibilità tra inclusione e Circular Economy

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L’impegno di Intesa per la sostenibilità tra inclusione e Circular Economy

L’azienda del Gruppo IBM ha intrapreso due anni fa un nuovo percorso che mira a promuovere modelli di business più sostenibili e inclusivi. E ora è pronta ad aiutare i clienti a fare altrettanto

08 Feb 2021

Annalisa Casali

Il tema della sostenibilità ha un impatto crescente sul business. La sensibilità sui temi del riuso, del riciclo, dell’inclusione travalica la dimensione del singolo individuo e si riflette direttamente sul business e sui cicli produttivi delle aziende. All’interno del perimetro dell’impresa, la maggior attenzione alla sostenibilità si traduce in pratiche più virtuose, in grado di coniugare obiettivi all’apparenza in contrasto tra loro di rispetto ambientale, benessere sociale e performance economico-finanziarie. Approcci che permettono alle aziende di rafforzare la brand awareness ma che, sempre più spesso, rappresentano anche una discriminante rilevante nell’accesso al capitale esterno. La certificazione ESG (Environment, Social and Governance), per esempio, comprende negli elementi di valutazione della “bontà” degli investimenti finanziari in un’azienda non solo gli indicatori meramente economici ma anche l’impatto ambientale e sociale del suo operato.

Sviluppo sostenibile: le linee guida

La direzione da intraprendere in questo ambito è definita dall’Agenda 2030 dell’ONU sullo sviluppo sostenibile, che getta le basi del rinascimento “green” dell’economia globale, un nuovo sistema economico più rispettoso dell’ambiente e più inclusivo rispetto alle disuguaglianze economiche e sociali. Un percorso rafforzato nel Vecchio Continente con il varo del piano di sviluppo Green Deal europeo, il pacchetto di proposte di crescita economica sostenibile varato dalla Commissione europea che si propone di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. Alla base di questo piano ambizioso c’è l’impegno di ridisegnare il tessuto produttivo e industriale in un’ottica digitale e rigenerativa, massimizzando il valore delle risorse già presenti sul mercato sulla scorta dei modelli dell’economia circolare.

I cinque valori chiave dalla sostenibilità di Intesa

La sostenibilità ha un ruolo estremamente rilevante nel nuovo corso di Intesa. La società, nata come joint venture tra IBM e Fiat, due anni fa ha messo nero su bianco l’impegno a progettare un modello di business più innovativo e circolare, in grado di valorizzare al massimo le risorse allungando la loro vita utile in un’ottica di economia circolare. Nel suo piano industriale triennale, Intesa ha definito i nuovi valori che intende sostenere e promuovere concretamente all’interno della sua organizzazione e all’esterno, presso i clienti, gli azionisti, la comunità di riferimento. A spiegarceli in dettaglio è il Direttore Generale di Intesa, Pietro Lanza, che sul tema della sostenibilità si è impegnato in prima persona.

  1. Innovation: «L’innovazione è sempre stata nel DNA di questa azienda. Siamo in 300 e ci accomuna la passione per l’innovazione, che utilizziamo in tutte le accezioni possibili».
  2. People: «La nostra è un’azienda che mette l’individuo al centro. Negli ultimi anni abbiamo varato diverse iniziative che puntano a migliorare l’engagement dei nostri collaboratori, sviluppare il senso di appartenenza all’azienda e migliorare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Siamo molto attenti al benessere dei nostri dipendenti e, in generale, degli individui e delle comunità coinvolte a vario titolo in Intesa».
  3. Sustainability: «L’impegno che abbiamo sottoscritto verso i nostri stakeholder non è solo formale. Sin dal mio arrivo, due anni fa, abbiamo intrapreso un percorso di certificazione B Corp che ci ha permesso di migliorare i nostri processi per renderli più inclusivi e rispettosi dell’ambiente. Abbiamo una roadmap serrata, che ci porterà a ottenere la certificazione già a partire da quest’anno. Il B Corp assessment, d’altronde, aveva evidenziato il fatto che eravamo un’azienda con processi già in buona parte circolari e inclusivi. Segno che, in fondo, quello della sostenibilità è un valore fondante per noi».
  4. Expertise: «Le skill dei membri della nostra organizzazione sono per noi una fonte essenziale di valore. Ecco perché ci impegniamo a rinnovare e aggiornare con continuità le competenze del nostro personale. Ma cerchiamo anche di accrescerle con iniezioni di nuovi collaboratori. Un centinaio quelli che si sono uniti a noi solo nell’ultimo anno».
  5. Trust: «La fiducia è valore che ci unisce. La trasparenza con cui operiamo ci porta a creare rapporti di collaborazione stretta con i nostri stakeholder. Ma la fiducia è anche un elemento centrale della nostra offerta. Sviluppiamo servizi di digital trust e gestione delle identità digitali che permettono ai nostri clienti di consolidare i rapporti di fiducia con i propri dipendenti, fornitori, clienti e collaboratori».

Pietro Lanza

General Manager di Intesa e Blockchain Director di IBM Italia

Il ruolo delle tecnologie digitali

Intesa è tra le prime realtà che operano nel settore ICT ad aver intrapreso il percorso di certificazione B Corp. «Ma non vogliamo essere una mosca bianca – commenta Lanza –. I tempi sono maturi per fare questo “salto” e ci piacerebbe che altre aziende del comparto ci seguissero in questa avventura, sfruttando un momento di transizione come quello attuale per adottare nuovi modelli di business circolari, che promuovono una miglior valorizzazione delle risorse». Il ruolo del digitale è centrale per garantire all’azienda la capacità di operare sui binari del “double purpose” perseguendo, quindi, al tempo stesso finalità sociali e ambientali come pure obiettivi di carattere economico. «Per supportare l’evoluzione rapida verso questi nuovi modelli è necessario potenziare l’uso delle tecnologie esponenziali come IoT, Blockchain, Cloud, Intelligenza Artificiale e Big Data e promuovere i modelli As a Service», afferma convinto Lanza.

La certificazione B Corp come punto di partenza

La certificazione B Corp non è punto di arrivo ma piuttosto un punto di partenza verso traguardi sempre più ambiziosi. «Per noi oggi sostenibilità significa soprattutto attenzione alla persona – spiega il manager –. A questo scopo abbiamo elaborato diversi programmi che hanno l’obiettivo di accrescere il benessere dei nostri collaboratori e il loro engagement». Tra questi, InWellness, che mira a coinvolgere i membri dell’organizzazione di Intesa in un percorso utile a promuovere stili di vita più sani. Un’App per smartphone permette di accedere a sessioni di yoga e fitness e in futuro, quando riapriranno le palestre, garantirà l’accesso in sicurezza ai centri sportivi. Un’altra iniziativa interessante è InTribe, che si rivolge alla community dei collaboratori under 35 dell’azienda (un centinaio circa) con percorsi di crescita professionale e iniziative mirate a creare engagement e attrarre nuovi talenti. Attraverso il progetto di Diversity & Inclusion, Intesa lavora attivamente affinché vengano create e supportate le condizioni necessarie per un ambiente lavorativo il più possibile inclusivo e quelle legate alla promozione su ampia scala delle tematiche legate alla Circular Economy e alla sostenibilità. Principi che Intesa ha trasferito anche nella sua offerta sviluppando soluzioni digitali che permettono alle aziende di mettere a terra gli approcci paperless e ridurre le emissioni di CO2 e i rifiuti prodotti. Con risultati evidenti da subito. «Abbiamo applicato gli indicatori di riduzione dell’impronta ecologica indicati dal WWF ai processi di un grande gruppo bancario nostro cliente e abbiamo scoperto che, grazie alle nostre tecnologie, ai servizi che eroghiamo e alla revisione dei processi che abbiamo contribuito a realizzare, è stato possibile salvare migliaia di alberi in un solo giorno».

Anche la Supply Chain è circolare

Il tema della sostenibilità impatta in particolar modo l’area della Supply Chain. Un ambito nel quale Intesa vanta un’expertise fra le migliori nel nostro Paese, frutto di una conoscenza trentennale delle filiere complesse. «Noi come Intesa – conclude Lanza – oggi possiamo supportare i nostri clienti in questo percorso di transizione dalle Supply Chain lineari alle Supply Chain circolari. Le tecnologie digitali ci danno una grossa mano e possiamo mettere a fattor comune le nostre competenze e la nostra esperienza per disegnare processi più efficienti e adottare modelli di business più virtuosi».

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Annalisa Casali

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