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Approcci data-driven: come costruire un sistema immunitario aziendale solido per un business a prova di futuro

L’impiego delle tecnologie digitali più innovative, la diffusione di una cultura orientata ai dati, l’attenzione agli aspetti dell’integrazione e della governance sono le chiavi per garantire il successo competitivo nel panorama odierno. Fabio Rizzotto, Vice President European Consulting and Custom Solutions di IDC, ha fatto il punto durante un evento organizzato a Milano

Pubblicato il 26 Ott 2023

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Il mondo dei dati è in continua evoluzione e comprendere come sfruttare al meglio questa risorsa preziosa è essenziale per mantenere un vantaggio competitivo rilevante nel panorama aziendale odierno.

Negli ultimi anni, l’aumento esponenziale della quantità di dati disponibili ha posto alle aziende una serie di sfide (tante) e opportunità (molte di più).

Da un lato, c’è l’impressione che l’enorme flusso di informazioni possa diventare difficile da gestire. Dall’altro, invece, c’è la convinzione, sempre più diffusa, che il presidio del dato sia in grado di spalancare un universo di infinite possibilità per guidare i processi decisionali garantendo maggior tempestività ed efficacia.

Riprogettare il business con un approccio data driven

L’evento “IDC Future of Data” che si è tenuto qualche giorno fa a Milano si proponeva di fare il punto su questi temi, per arrivare a comprendere come coniugare resilienza, agilità e capacità di innovare con l’aiuto dei dati. O, in altre parole, come riprogettare le fondamenta del business adottando un approccio data driven.

«Le evidenze di un nostro report recente – ha sottolineato Fabio Rizzotto, Vice President European Consulting and Custom Solutions di IDC – mostrano come l’80% delle aziende globali abbia già in programma di investire in tecnologie digitali con l’obiettivo chiave di differenziarsi dalla concorrenza oppure innovare in modo sostanziale il mercato in cui opera». Sempre dalla stessa ricerca emerge anche che l’85% dei CEO entro il 2025 chiederà a middle manager e senior leader di integrare insight data driven (ovvero evidenze emerse dall’analisi dei dati) in tutte le attività legate alla sfera dell’innovazione. Questo significa che non è più possibile, nel 2023, affidarsi unicamente all’intuito o all’esperienza per muoversi nel mercato e che la capacità di impiegare le tecnologie più innovative è oggi “IL” caposaldo di ogni strategia di successo.

Ecco perché è importante instillare, diffondere e sviluppare una cultura basata sui dati e sul loro impiego intelligente per garantire un miglioramento continuo delle performance.

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Dati, conoscenza e informazioni: il sistema immunitario dell’impresa resiliente

Lo studio “Streaming and Real-Time Data Redefined and Superimposed on IDC’s Global DataSphere” evidenzia come già oggi il 75% dei dati venga generato “in motion” (streaming) e ben il 22% in real time, per supportare in modo efficace le strategie di engagement e personalizzazione nel Marketing, abilitare scenari di produzione adattiva nel Manufacturing e sostenere in modo efficace processi decisionali adattivi e dinamici.

Dallo stesso studio emerge come quasi la metà (il 45%) delle aziende che hanno raggiunto un buon livello di maturità nell’esecuzione di approcci data driven – garantendo qualità, consistenza dei dati e una governance efficace -, investirà in progetti di Generative AI nel prossimo futuro, contro il 17% delle organizzazioni che negli scorsi anni sono state meno attente a questi aspetti.

Approccio data driven: i 4 trend che indirizzeranno l’agenda dei CEO nel 2024

Rizzotto si spinge oltre e indica anche i quattro fattori chiave che indirizzeranno le scelte strategiche delle grandi aziende il prossimo anno:

  • accelerazione dei processi digitali e dei business model in ottica As-a-Service (servitization o, in italiano, servitizzazione);
  • focus sulle tecnologie emergenti come l’Artificial Intelligence (e in particolare l’AI Generativa) e l’automazione pervasiva;
  • necessità di presidiare i fattori di rischio agendo su diversi livelli come la Cybersecurity, la resilienza della Supply Chain e la compliance normativa
  • maggior attenzione alle persone, alla società e all’ambiente: la sostenibilità tanto pubblicizzata negli ultimi anni dovrà inevitabilmente essere tradotta in un approccio data driven efficace, che prevede la definizione di obiettivi chiari, la misurazione dei KPI rilevanti e la capacità di aggiustare rapidamente il tiro. Questo vale per tutti gli aspetti legati al mondo ESG.

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Distribuzione e diversità dei dati le principali sfide

Impensabile riuscire a presidiare tutti questi aspetti «in assenza di un vero e proprio sistema immunitario data driven», ha evidenziato l’analista.

Gli aspetti più critici che le aziende dovranno affrontare da subito sono quelli legati alla distribuzione non uniforme dei dati (citata come la principale preoccupazione dal 40% delle aziende interpellate) e alla loro diversità (indicata dal 37% del campione).

Il maggior sforzo, quindi, è legato attualmente alla data integration, condizione essenziale per dare concretezza a un approccio data driven e ampliare progressivamente la platea dei fruitori di analytics, insight e informazioni rilevanti. «Ma è altrettanto importante – ha concluso Rizzotto – lavorare su alcuni aspetti chiave come la diffusione di una vera e propria cultura del dato, il presidio della data quality e della governance del dato».

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