Osservatorio Contract Logistics 2021: si punta verso sostenibilità e digitale

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Osservatorio Contract Logistics 2021: al via la transizione verso la sostenibilità all'insegna del digitale

Un mercato, quello della logistica conto terzi, che vale 86 miliardi di euro che vale 86 miliardi di euro, 275 progetti già avviati di Logistica 4.0, l’eCommerce passato da segmento di nicchia a valere il 20% del fatturato per il 60% dei fornitori. I dati del PoliMi mostrano un settore che punta a rinnovarsi nel rispetto del pianeta

19 Nov 2021

Redazione

Il settore dei servizi logistici cresce e si trasforma attraverso il digitale puntando alla sostenibilità. Si potrebbero sintetizzare così i risultati della ricerca 2021 dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” della School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno “Sostenibilità e digitalizzazione: il binomio vincente per la transizione della logistica”. Il fatturato della logistica conto terzi si riavvicina ai livelli pre-Covid, committenti e fornitori sono impegnati nello sperimentare soluzioni che riducano l’impatto ambientale, la logistica 4.0 avanza raggiungendo i 275 progetti in Italia ovvero 4,5 per azienda di cui il 65% riguarda i magazzini e il 35% i trasporti. Questi alcuni dei dati emersi che dipingono uno scenario in piena evoluzione.

Mercato della Contract Logistics: i principali dati dell’Osservatorio 2021

Ben 86 miliardi di euro è il fatturato raggiunto dal mercato dalla Contract Logistics che ha ripreso a marciare segnando un +3,5% rispetto al 2020 e andando molto vicino al valore registrato prima della crisi sanitaria (87 miliardi nel 2019). Una ripartenza iniziata già nel 2020 e trainata dal crescente ruolo dei servizi logistici avanzati, che nell’anno del Covid sono arrivati a pesare oltre il 10% del fatturato per metà dei fornitori logistici, e dal boom dell’eCommerce, passato da segmento di nicchia a valere il 20% del fatturato per il 60% dei fornitori. Di contro nel 2021 sono anche aumentati i costi dei fattori produttivi come l’energia (+24%), il carburante (+13%) e i canoni di locazione (+2%), mentre il nuovo CCNL Logistica, Trasporto merci e Spedizione ha definito gli aumenti salariali per i prossimi tre anni (+5% della retribuzione attuale al netto degli scatti di anzianità e dell’assistenza sanitaria). Tali rincari vanno gestiti con estrema attenzione per non rischiare di erodere i margini, già limitati, degli operatori di settore.

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“Nel 2021 le aziende della logistica hanno superato il momento di emergenza, hanno acquisito più consapevolezza dei punti di forza e di debolezza del proprio sistema logistico e della filiera e hanno iniziato a lavorare a una maggiore sostenibilità economica, sociale e ambientale – afferma Marco Melacini, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics –. Il fatturato ha ripreso a crescere, ma sono aumentati anche i costi di produzione e lo sviluppo di soluzioni green e la modifica dell’impostazione degli appalti richiedono forti investimenti e cambiamenti organizzativi. La transizione sostenibile della logistica è iniziata, ma per consolidarla sarà necessario fare buon uso dei fondi del PNRR – che ha stanziato 62 miliardi per mobilità infrastrutture e logistica – e sfruttare meglio le potenzialità offerte dalla Logistica 4.0”.

Gli appalti di magazzino

“Il tema dell’impostazione degli appalti di magazzino è sempre più rilevante per la Contract Logistics e la diffusione delle corrette pratiche di gestione delle attività nei siti logistici ha un ruolo chiave per una maggiore sostenibilità sociale – afferma Damiano Frosi, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics –. Le asimmetrie oggi presenti sul mercato aumentano l’urgenza di saper identificare in maniera precisa le realtà “strutturate” da coinvolgere nella gestione dei magazzini, attività che richiede un maggior coinvolgimento della committenza con un aumento della visibilità ex-ante, cioè al momento dell’analisi di una specifica società prima dell’affidamento dell’appalto, ed ex-post, ovvero in fase di verifica dell’adempimento delle richieste dello specifico contratto stipulato”.

Da un sondaggio condotto su committenti e fornitori logistici emergono come tre fattori principali nella valutazione ex-ante la chiarezza nella struttura dirigenziale (19% del campione), la certificazione DURF (Documento Unico di Regolarità Fiscale, 17%) e l’analisi dei bilanci da parte di società specializzate (15%). Nella valutazione ex-post, invece, contano soprattutto lo sviluppo di un modello industriale della commessa (23%), l’incrocio fra ore lavorate e valore della commessa (23%) e la conduzione di “smart” audit (21%).

Verso una logistica sostenibile

La trasformazione sostenibile della logistica è già iniziata, con interventi da parte sia dei committenti sia dei fornitori logistici in 53 ambiti del processo logistico, che spaziano dalla progettazione dei network logistici, al magazzino e ai trasporti, dal packaging allo sviluppo di nuove competenze fino alla collaborazione fra i diversi stadi della filiera. I committenti si stanno concentrando sul packaging, sperimentando nuovi materiali per gli imballi secondari, rivedendo la pallettizzazione dei prodotti e introducendo circuiti closed-loop per la gestione degli imballi, e sul network design, con grande attenzione al trasporto intermodale strada-ferrovia. I fornitori puntano a ridurre l’impatto ambientale delle attività di magazzino e trasporto. Nel primo caso con soluzioni per ottimizzare l’isolamento degli edifici, l’impiantistica, l’illuminazione e la movimentazione e automazione del magazzino: tutte soluzioni che consentono di ottenere le certificazioni LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) e BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method). Nel secondo, con flotte sempre più consistenti di mezzi che usano tecnologie green come il CNG (Compressed Natural Gas) e l’elettrico BEV (Battery Electric Vehicle) per la distribuzione locale, mentre sulle lunghe distanze cresce il ricorso al LNG (Liquefied Natural Gas) e ai biocombustibili.

La crescita dei servizi logistici avanzati

I fornitori di servizi logistici stanno ampliando sempre più la loro offerta con servizi avanzati, al di fuori delle attività logistiche tradizionali. Risultano sempre più coinvolti nella gestione degli imballi (per il 54% dei committenti), nelle attività legate all’alimentazione di sistemi produttivi (39%) – attraverso la creazione di kit nei sistemi di assemblaggio e produzione, la progettazione delle unità di movimentazione e il caricamento dei macchinari produttivi -, nella trasformazione di prodotto (26%) e nelle fasi del processo produttivo che richiedono competenze specifiche sui cicli tecnologici (17%). I servizi avanzati proposti dai fornitori riguardano anche la sostenibilità ambientale, come il packaging pooling (indicato dal 19% dei committenti) e le soluzioni di economia circolare (17%), l’area dei servizi after sales, come l’assistenza tecnica (31%) o il customer service (21%), e la gestione del canale eCommerce, in cui il fornitore può essere coinvolto anche nella gestione del ricondizionamento dei resi e nello sviluppo della piattaforma per le vendite e il servizio assistenza.

“L’emergenza ha cambiato i flussi logistici, modificando l’incidenza dei diversi canali e accelerando la crescita dell’eCommerce, e le esigenze dei committenti. Gli operatori logistici stanno rispondendo a queste sfide da un lato sviluppando nuovi servizi avanzati e potenziando le iniziative di omnicanalità e dall’altro con un forte impegno nella sostenibilità ambientale, con molte imprese che hanno ormai superato la fase di “green washing” e hanno iniziato a implementare tecnologie sostenibili. La Logistica 4.0 può abilitare e accompagnare la transizione in corso, a patto che non si limiti ad aggiungere una nuova tecnologia o un nuovo progetto, ma porti a una revisione critica dei processi logistici”, afferma Elena Tappia, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics.

La spinta dell’eCommerce

Durante la pandemia l’eCommerce è diventata una voce di fatturato sempre più consistente per gli operatori della Supply Chain, oltre il 20% del totale per il 60% dei fornitori intervistati. Ma la gestione dei servizi logistici legata a questo canale è anche diventata più complessa. Il 31% delle aziende committenti darà la possibilità ai propri clienti di ritirare gli ordini scegliendo fra l’home delivery e il click&collect (in negozio, accanto allo store o in punti di ritiro dedicati) e il 30% offrirà almeno tre velocità di consegna (più di 48 ore, meno di 48 ore o in giornata).

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