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strategie

SAP, 4000 clienti PMI in Italia: «Sono la base del nostro futuro»

Primo evento dedicato al sistema per piccole e medie imprese Business One in Italia, «dove nel 2014 è cresciuto del 27% e ha 50 partner specializzati», spiega Adriano Ceccherini, General Business Director di SAP Italia. Il caso Rainbow (lo studio di cartoni animati che ha inventato le Winx) raccontato dal Chief Financial Officer Riccardo Tiranti

27 Lug 2015

Daniele Lazzarin

Adriano Ceccherini, General Business Director di SAP ItaliaSi è tenuto pochi giorni fa all’Autodromo di Monza il SAP Business One Forum, primo evento che il colosso del software gestionale dedica in Italia appunto a Business One, la sua soluzione indirizzata soprattutto alle piccole e medie aziende (PMI), ma non solo. Nel mondo infatti Business One ha oltre 48.000 aziende utenti, di cui circa 360 grandi imprese, che l’hanno adottato come sistema ERP “second tier” per 2.300 filiali e divisioni.

Quanto all’Italia, nel 2014 Business One è stata la linea d’offerta SAP a maggior crescita (27%), e conta ora circa 2000 aziende utenti, cioè la metà dei 4000 clienti PMI di SAP nel nostro Paese, che sono il 75% della sua base installata complessiva e generano 20% del suo fatturato, come ha spiegato alla conferenza stampa dell’evento Adriano Ceccherini, General Business Director di SAP Italia. “General Business”, nella terminologia SAP, indica le aziende con fatturato sotto i 500 milioni di euro.

«Le PMI sono la base del futuro di SAP: l’87% dei “new name” a livello mondiale sono PMI, e in Italia siamo abbondantemente sopra il 50%», ha detto Ceccherini, spiegando che anche nel nostro Paese la crisi è passata, ma il nuovo ciclo economico è molto diverso dalla situazione pre-crisi, e richiede – in particolare alle PMI – capacità di adattamento e innovazione inedite.

«In questo scenario noi proponiamo Business One, con caratteristiche tecnologiche avanzate, soprattutto negli ambiti in-memory computing e mobile, a portata di investimento di PMI; ma cerchiamo anche di costruire intorno un ecosistema di partner – 50 specializzati su Business One in Italia -, programmi di finanziamento, accessi gratuiti ad Ariba Discovery (il marketplace di procurement B2B di SAP, ndr), formazione dedicata per imprenditori e manager».

Business One in Cloud: 90% dei clienti in USA, 60% in Italia

Tornando alle caratteristiche tecnologiche, Luis Murguia, Senior Vice President e General Manager Business One di SAP, ha sottolineato che Business One è disponibile su Hana, la piattaforma in-memory di SAP, cosa che apre possibilità inedite di analisi dei dati – fino a predictive analytics e sentiment analysis sui social – anche alle PMI.

«L’in-memory permette di concentrare in un solo server i dati di un’intera azienda, e di processarli mille volte più velocemente rispetto alle modalità classiche di storage: si possono avere risposte a query in meno di un secondo con 500 utenti concorrenti». Business One è disponibile anche in cloud, ha aggiunto Murguia, anzi negli USA il 90% delle aziende utenti lo utilizza in questa modalità. In Europa la percentuale si abbassa al 70%, e al 60% in Italia, «dove prevale ancora il “face management”, gli imprenditori spesso preferiscono vedere fisicamente i dipendenti in ufficio e il server in azienda».

Rainbow, il CFO: «L’ERP produce i numeri su cui lavoro quotidianamente»

Riccardo Tiranti, CFO di RainbowAlla conferenza stampa ha parlato anche un’azienda utente italiana, la marchigiana Rainbow, attraverso il CFO Riccardo Tiranti. Rainbow è il classico caso di successo mondiale di una PMI italiana in un ambito di nicchia, la produzione di cartoni animati per bambini: basti citare le Winx, nate negli studi della società a Loreto e diventate un fenomeno globale. Oggi Rainbow è un gruppo partecipato da Viacom, con 300 persone e 50 milioni di fatturato, «anche se il fatturato è un indice poco significativo per chi vende intangibili – precisa Tiranti -: non abbiamo costi di materie prime e i margini sono molto alti, ma l’innovazione continua è fondamentale per la sopravvivenza, in un mondo in cui le piattaforme distributive si sono moltiplicate – cinema, tv, web, mobile – e i broadcaster comprano solo prodotti di successo garantito».

L’esigenza di un sistema ERP come spesso accade è nata per supportare i progetti di crescita e sviluppo all’estero, anche con acquisizioni, e quotazione in borsa. «Quindi cercavamo un prodotto internazionale: abbiamo scelto Business One dopo una software selection di 8 mesi, perché è un sistema già sperimentato e consolidato di un marchio mondiale, user friendly, interfacciabile con excel, che spicca per navigabilità e rapidità di implementazione: il go live è avvenuto a gennaio 2015, abbiamo migrato tutti i dati e “spento” il gestionale precedente».

Dopo poco più di sei mesi, Tiranti sottolinea tra le altre cose la facilità di trovare specialisti SAP all’estero in tempi molto brevi («noi ne abbiamo avuto bisogno a Hong Kong»), e più in generale la possibilità di avere un sistema unificato, con reportistica standard e centralizzata, «adeguato a tutti i requisiti per la quotazione in borsa, e con costi in linea con i concorrenti e con la capacità di spesa di una PMI».

Infine una considerazione sul fatto che per raccontare la sua implementazione ERP, Rainbow ha mandato all’evento il suo CFO: «Abbiamo anche un CIO, ma io sono stato in prima linea nel progetto, è ovvio visto che l’ERP produce i numeri su cui lavoro quotidianamente – ha concluso Tiranti -. Tra i fattori di successo di progetti di questo genere ci sono il coinvolgimento dell’Amministratore Delegato, che è decisivo, la fissazione di obiettivi chiari e condivisi, il dare la percezione a tutti del valore che può dare il sistema, e il controllo feroce dei tempi».

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