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Digital Manufacturing

Manifatturiero italiano, Industria 4.0 è il primo passo: obiettivo customer experience

Da un’indagine Accenture in Italia su 40 grandi imprese e 50 PMI emerge che le realtà produttive stanno investendo molto in soluzioni Smart Manufacturing. Ma per ottenere i risultati attesi occorre estendere le tecnologie digitali a tutti i processi del ciclo di vita del prodotto. Realizzando il modello Industry X.0

07 Mar 2018

Daniele Lazzarin

Le aziende manifatturiere italiane sanno di dover investire in tecnologie digitali, in particolare in quelle legate al Piano Industria 4.0 (Piano Calenda), per migliorare l’efficienza e aumentare i ricavi. Circa il 60% vorrebbe ottenere ricavi da prodotti connessi e intelligenti nei prossimi 3 anni. E stanno investendo su livelli paragonabili agli altri grandi Paesi industrializzati.

Però non stanno ottenendo i ritorni desiderati, perché manca un ulteriore passaggio: estendere gli investimenti digitali a tutti i processi del ciclo di vita del prodotto, dall’ideazione ai servizi post-vendita. Obiettivo: migliorare la customer experience.

Sono queste in sintesi le conclusioni di un’indagine di Accenture su 90 dirigenti di aziende italiane (40 grandi e 50 piccole e medie imprese) di 22 settori produttivi, presentata alla recente inaugurazione dell’Industrial IoT Innovation Center di Accenture e HPE Coxa a Modena.

Da essa emerge che le priorità strategiche degli investimenti in tecnologie digitali sono sviluppare prodotti e servizi innovativi (64%), adottare le stesse tecnologie digitali in modo profittevole (58%), entrare in nuovi mercati (58%), aumentare il coinvolgimento dei clienti (53%). Solo al quinto posto viene l’aumento di efficienza e flessibilità di operations e supply chain, cioè il tema della riduzione dei costi (48%).

Le imprese italiane intervistate indicano come tecnologie più importanti Cyber Security, Big Data Analytics, e Mobile Computing per ottenere efficienza operativa. E Realtà Aumentata, Mobile e “digital twin” per ottenere customer experience iper-personalizzate.

Colmare il gap tra benefici attesi e reali

Diverse analisi e studi negli ultimi mesi – per esempio l’edizione 2017 dell’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano, e un recente report di KPMG Italia – hanno evidenziato la confortante risposta del manifatturiero italiano al Piano Industria 4.0. Accenture cita anche IDC (Worldwide Semiannual IoT Spending Guide) secondo cui  il settore industriale italiano nel 2017 si è piazzato al secondo posto per spesa in tecnologie Internet of Things nei 5 principali paesi europei. Alle spalle del manifatturiero tedesco, ma davanti a quello di UK, Francia e Spagna.

Eppure nell’indagine Accenture meno di 3 aziende intervistate su 10 pensano che le tecnologie digitali le aiuteranno a ridurre i costi (28%), o a migliorare il livello di customer engagement (29%).

I ricercatori spiegano questi dati con la difficoltà – sia delle grandi, sia delle piccole imprese italiane – di adeguarsi ai rapidi cambiamenti tecnologici. Il principale ostacolo citato dagli intervistati all’adozione delle tecnologie digitali sono i costi da rapida obsolescenza di tali tecnologie. Altri ostacoli sono insufficiente disponibilità di budget, carenza di competenze digitali interne, scarsa e discontinua conoscenza delle esigenze del cliente, carenza di liquidità.

Il problema quindi è colmare questo distacco tra benefici attesi e reali, riuscendo a innovare con il digitale in un contesto di produzione di alta qualità e buoni margini. Le aziende manifatturiere italiane infatti – spiega il report citando l’analisi Trade Competitiveness Map di World Bank – sono ben posizionate nel mercato mondiale grazie appunto all’alta qualità di prodotto, che permette di applicare dei “premium price” nei mercati di esportazione, e di realizzare margini rilevanti nonostante la produttività del lavoro stagnante e la forte concorrenza. Conclusioni molto simili a quelle di un’analisi Mediobanca di cui abbiamo parlato qualche mese fa.

Industry X.0 alla portata anche delle PMI

Per sostenere l’innovazione digitale in questo contesto, e ottenere benefici all’altezza delle aspettative, la soluzione secondo Accenture è il paradigma Industry X.0, che va oltre Industria 4.0 superando i confini della fabbrica. L’idea infatti è partire dall’aumento di efficienza operativa creato con Industria 4.0 e investire le risorse “liberate” in altre tecnologie digitali lungo tutto il ciclo di vita del prodotto – dalla ideazione al post-vendita – per ottenere come risultato finale il miglioramento della customer experience.

Industry X.0 secondo Accenture è alla portata sia delle PMI che delle grandi aziende. Nel report sono citati gli esempi di Biesse Group (piccola impresa), e Schneider Electric (multinazionale), casi di cui parleremo più in dettaglio prossimamente.

«Questo paradigma non si limita a sperimentare pacchetti IT o SMAC (Social, Mobile, Analytics, Cloud), ma combina sinergicamente le tecnologie digitali per ottenere una crescita più forte, efficienze operative tipiche di Industria 4.0, e anche esperienze iper-personalizzate sia in ambito B2C (business-to-consumer) che B2B (business-to-business)».

Il report cita un’altra analisi Accenture, stavolta estesa a tutto il mondo, secondo cui combinando intelligenza artificiale, mobile, blockchain, realtà aumentata, Big Data analytics e 3D Printing si può ridurre il costo totale per dipendente del 20% nel settore apparecchiature industriali, del 14% nell’automotive, e del 23% nel chimico.

I 6 imperativi strategici

Come realizzare quindi Industry X.0 in Italia? Accenture propone sei imperativi strategici:

  1. Trasformare il core business, e cioè in sintesi ottimizzare l’efficienza di fabbrica attraverso le tecnologie Industria 4.0.
  2. Concentrarsi su esperienza e risultati: creare molti “touchpoint” digitali lungo il ciclo di vita del prodotto, e analizzare le informazioni che forniscono con soluzioni Big Data per decisioni in real time di miglioramento della customer experience.
  3. Innovare i modelli di business. I prodotti connessi consentono di monetizzare le interazioni prodotto-cliente attraverso app, software e nuovi servizi pay-per-use.
  4. Formare una forza-lavoro preparata al digitale. Le competenze digitali, spiega Accenture, non consistono nel saper usare strumenti e tecnologie, ma nell’usarli per risolvere i problemi aziendali reali. «Le aziende Industry X.0 stanno già sviluppando componenti digitali per i vari ruoli entro le loro organizzazioni, e ridisegnando gli stessi ruoli per incoraggiare la collaborazione tra persone e macchine».
  5. Creare nuovi ecosistemi. Le aziende Industry X.0 traggono e sviluppano nuove idee per prodotti e servizi da molte fonti interne ed esterne, tra cui startup, incubatori e centri di eccellenza tecnologica.
  6. Riorientare il modello di business. Le aziende Industry X.0 bilanciano continuamente gli investimenti tra core business e nuovo business per sincronizzare innovazione e crescita. Monitorano i risultati di performance tradizionali, ma mappano anche le forze che possono sconvolgere tali risultati. Esse sistematicamente inseriscono tecnologie digitali nelle attività core dell’azienda.

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