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Digital Manufacturing

Accenture apre un centro “Industry X.0” in una fabbrica-gioiello di Modena

Un Industrial IoT Innovation Center in partnership con HPE Coxa, piccola impresa di progettazione fondata da Piero Ferrari, con clienti come Maserati, Audi, Ferrari e Ducati. Fabio Benasso, AD di Accenture: «Open innovation per valorizzare con il digital manufacturing un distretto eccellente del Made in Italy direttamente sul territorio». Andrea Bozzoli, AD di HPE Coxa: «Non siamo fiduciosi nel digitale: ne siamo certi»

12 Feb 2018

Daniele Lazzarin

Accenture ha presentato a Modena un nuovo Industrial IoT Innovation Center “Industry X.0”, realizzato nello stabilimento della società di progettazione ed engineering modenese HPE Coxa.

Il centro fa parte dell’Industry X.0 Innovation Network, che comprende 24 hub e laboratori in giro per il mondo (uno è a Torino), e rientra in un piano di investimenti di 1,4 miliardi di dollari con cui Accenture sta espandendo il suo business “Industry X.0”, definito come il profondo cambiamento della manifattura industriale verso prodotti e servizi digitali basati su nuovi metodi e processi di produzione e fruizione, oltre che di supporto sul campo. Rispetto al concetto “classico” di Industria 4.0 quindi Accenture allarga l’ambito al di là della produzione, fino al post-vendita da una parte e alla customer experience dell’utente del prodotto – e dei servizi digitali a esso collegati – dall’altra.

«Centri come questo sono abilitatori del percorso Industria 4.0 del Paese – ha spiegato Fabio Benasso, Amministratore Delegato di Accenture Italia -. È un’iniziativa di open innovation che declina le tecnologie digitali nei processi di una “PMI-modello”, e dimostra che, pur essendo una multinazionale globale, Accenture ha capito quanto sia decisivo il concetto di applicazione concreta delle tecnologie di digital manufacturing per valorizzare filiere d’eccellenza come questa dei motori sul loro stesso territorio».

HPE Coxa, al centro della Motor Valley con 180 ingegneri su 250 dipendenti

Infatti l’altra protagonista dell’iniziativa, HPE Coxa (niente a che fare con Hewlett Packard Enterprise), è una piccola società di engineering rivolta ai settori automotive, motorsport e automation solutions, con clienti come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Audi, FCA, Harley-Davidson, Ducati, Aprilia, Dallara, CNH Industrial, Tetrapak, Technogym, Leonardo e MBDA. Nata nel 2010 dalla fusione di HPE-High Performance Engineering – fondata da Piero Ferrari – con COXA (lavorazioni meccaniche ad alta precisione), conta 250 dipendenti di cui 180 ingegneri.

«Essendo al centro della Motor Valley e del distretto dell’automation solution abbiamo sviluppato relazioni privilegiate con i più importanti player dell’area, oltre che con i produttori di riferimento globali di questi settori – ha detto Andrea Bozzoli, AD di HPE Coxa -. Le dimensioni contenute in termini di volumi e la completa integrazione delle fasi di sviluppo prodotto, in un contesto di alta complessità tecnologica, fanno dell’azienda un perfetto laboratorio per sperimentare e dimostrare concretamente soluzioni innovative preparandole per applicazioni di larga scala».

Si spiegano così le aperture negli ultimi anni di un Machining Innovation Lab, un centro di ricerca Metal Additive, e un centro di testing dei motori ibridi: l’ingresso nell’IIoT Innovation Network di Accenture, continua Bozzoli, è una tappa coerente con questo percorso, che prevede investimenti per 8,5 milioni in tre anni finanziati in parte (3,5 milioni) dalla regione Emilia-Romagna.

«Per rispondere a Ferrari in Formula 1 abbiamo al massimo 15 giorni»

«Leggo che alcuni sono fiduciosi nelle tecnologie digitali. Per noi non si tratta di fiducia ma di certezza: maciniamo milioni di dati, e dobbiamo analizzarli velocemente e velocemente prendere decisioni. Per esempio lavoriamo per Ferrari, e per rispondere alle loro esigenze di business in Formula 1 abbiamo 15 giorni: il tempo che intercorre tra un Gran Premio e l’altro». Bozzoli ha inoltre precisato che il digitale incide già per il 25% del fatturato di HPE Coxa, ed entro due anni arriverà al 35%, anche grazie all’alleanza con Accenture.

Più in dettaglio l’obiettivo del centro è mostrare in azione le tecnologie di Digital Manufacturing, e in particolare di Industrial IoT, con una forte focalizzazione sulla soluzione di esigenze e problemi di business concreti. L’offerta congiunta di servizi da parte di Accenture e HPE Coxa comprenderà studi di applicazione, scenari realistici, workshop interattivi e prototipazioni rapide incentrati sulle sfide specifiche dei clienti, in particolare in tre campi: sicurezza, produttività e time-to-market.

Nel caso della sicurezza nel centro modenese sono già utilizzate applicazioni basate su tecnologie di image recognition e smart glasses, sui quali le guide online e l’assistenza da remoto per interventi, riparazioni, setup complessi consentono di ridurre errori e quindi rischi per l’incolumità.

Nel caso della produttività, l’offerta di servizi si basa sulla connessione alla piattaforma IIoT di Accenture in cloud di tre macchine a Controllo Numerico (CNC): un centro di fresatura, uno di fresatura-tornitura, e una macchina di ultima generazione che fa sia lavorazioni laser additive sia di fresatura. I dati di queste macchine sono elaborati in cloud e alimentano indicatori KPI di efficienza delle macchine e produttività degli addetti, mostrati su un totem a bordo linea o su un qualsiasi dispositivo connesso con le necessarie autorizzazioni. Altre applicazioni sono di diagnostica e allarmistica, con notifiche anche su smartwatch, e di manutenzione predittiva delle macchine.

«Una fabbrica in cui già oggi queste tecnologie sono utilizzate quotidianamente»

Infine per la riduzione del time-to-market nella fabbrica HPE Coxa è già attivo il monitoraggio automatico dei processi operativi grazie all’integrazione tra piattaforma di IIoT e sistemi gestionali (ERP e MES): per ogni commessa sono misurati gli attraversamenti del prodotto nelle fasi di ingegneria, industrializzazione e attrezzaggio. Grazie a tablet posti a bordo impianto ogni operatore può “giustificare” i motivi di fermo, rallentamento o mancato utilizzo dei centri di lavoro, in modo da correlare eventi di processo a stato degli impianti. Anche la fase di design è ottimizzata in termini di tempi, su due livelli: in forma digitalizzata per i centri di lavoro tradizionali, in forma fisica per i centri di lavoro di metal additive, con il team di ingegneri di design che lavorano nella stessa area fisica delle macchine di produzione.

In questa iniziativa, ha aggiunto Giorgio Torresani, Managing Director Industry X.0 Lead Products di Accenture per l’Italia, Accenture ha investito finora 500mila euro. «Abbiamo voluto scegliere una fabbrica in cui si può vedere nel quotidiano come vengono utilizzate queste tecnologie, dove si può realizzare e vedere risultati concreti. È fondamentale la disponibilità di una azienda piccola ma estremamente avanzata tecnologicamente, e aperta all’esperienza di co-innovare con una grande multinazionale globale. Inoltre qui ogni prodotto o progetto è una commessa a se stante, non c’è produzione di serie: Hpe Coxa è “costretta” a una ricerca e innovazione continua, con time-to-market molto sfidanti, e la personalizzazione sempre più spinta è proprio una delle caratteristiche di Industry X.0, che ben si sposa con i punti di forza del Made in Italy».

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Daniele Lazzarin

Ingegnere gestionale (Politecnico di Milano) e giornalista professionista dal 1999. Scrivo di progetti di digitalizzazione nelle aziende e business application su Digital4, prevalentemente sui canali Digital4Executive, Digital4SupplyChain, Digital4PMI, Digital4Finance.

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