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Osservatorio eCommerce B2C 2022: lo shopping online in Italia vale 48 miliardi di euro

Sono i servizi a trainare le vendite online. La ripresa del turismo compensa finalmente le perdite generate durante l’emergenza sanitaria segnando un +59% rispetto allo scorso anno. Più contenuta la crescita della vendita dei prodotti (+8%) che, dopo due anni straordinari si trova in una fase di evoluzione più strutturata e controllata

13 Ott 2022

Redazione

Esattamente 48,1 miliardi. È questo il valore complessivo raggiunto dagli acquisti online nel nostro Paese nel 2022, il 20% in più rispetto al 2021. L’eCommerce di prodotto continua la propria corsa, pur se con un ritmo più contenuto (+8%) rispetto a quanto visto nel 2021 (+18% sul 2020), e tocca i 33,2 miliardi di euro. Gli acquisti online di servizi, invece, mostrano una ripresa evidente (+59%) e raggiungono quota 14,9 miliardi di euro. Questo grazie anche alla crescita del comparto turismo e trasporti che compensa le perdite generate durante l’emergenza sanitaria. I dati sono quelli dell’Osservatorio eCommerce B2C 2022 della School of Management del Politecnico di Milano, presentati nei giorni scorsi.

Osservatorio eCommerce B2c 2022

Osservatorio eCommerce B2C 2022: l’online sviluppa la resilienza

Sempre più digitali, dunque, i consumatori italiani: che si acquisti un prodotto o un servizio, la possibilità di farlo comodamente online conquista un po’ tutti. La ventiduesima edizione dello studio disegna un settore che, pur risentendo del clima di incertezza che investe attualmente tutti i mercati, dovuto al manifestarsi di eventi che vanno dalla crisi della Supply Chain all’aumento del costo dell’energia, accompagnato dal calo del potere di acquisto legato all’inflazione, continua ugualmente la sua crescita conquistando un posto di rilievo nella routine degli italiani.

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Osservatorio eCommerce B2c 2022

In un contesto altamente volubile e sfidante, come quello attuale, i principali merchant sono chiamati ad intervenire sull’intera catena del valore (marketing, customer care, pagamenti, logistica, tecnologia) per migliorare i ricavi, ma soprattutto per contenere i costi con obiettivi di breve, medio e lungo termine. Già ad aprile scorso, infatti, l’88% del campione di aziende interpellate evidenziava i problemi legati all’incremento dei costi di energia e trasporto, il 65% all’aumento dei costi delle materie prime e l’11% alla diminuzione dell’export, soprattutto verso i paesi più coinvolti nelle tensioni socio-politiche.

Valentina Pontiggia

Direttore Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano

“L’instabilità geopolitica, la crisi della Supply Chain, così come il ritorno alla piena attività dei negozi fisici stanno influenzando la dinamica dei consumi in Italia, totali e online. Tuttavia, anche in questo frangente, l’eCommerce si sta dimostrando flessibile, trasformista, desideroso di adeguarsi in tempi rapidi alle nuove logiche di mercato”, sottolinea Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio eCommerce B2C.

Verso una Customer Experience ibrida

Lo studio rileva anche che nel 2022 rimane stabile all’11% la penetrazione dell’eCommerce sul totale Retail nei prodotti, mentre aumenta (dal 12% al 14%) quella nei servizi.

Osservatorio eCommerce B2c 2022

Ma al di là dei continui e seppur lievi, cambiamenti di equilibrio tra online e offline, ciò che va notato è il ridursi progressivamente lo spazio del Retail “solo fisico” così come di quello “solo online” a vantaggio di modelli che sappiano coniugare i punti di forza delle diverse alternative.

Da una parte, i retailer ripensano il negozio in ottica di Omnichanel Customer Experience, tra chioschi digitali in store per abilitare l’acquisto online di articoli non disponibili a scaffale, punti vendita che svolgono la funzione di magazzino per l’evasione degli ordini eCommerce e formule di Click&Collect presso i magazzini in origine dedicati al solo eCommerce.

Dall’altra parte, le aziende online si avvicinano sempre più al mondo offline sia tramite progetti sperimentali, come Pop-up Store presenti all’interno di negozi o in nodi strategici delle città, sia attraverso investimenti più strutturati nella rete fisica (ad esempio i Flagship Store).

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