Ricerche e Studi

Le aziende eCommerce in Italia crescono per fatturato e dipendenti, e rischiano meno sul mercato

Nel 2022 le aziende italiane che utilizzano l’eCommerce come canale di vendita sono oltre 70mila e hanno performance superiori alla media. Si tratta in prevalenza di realtà di piccole dimensioni, che sono riuscite a ridurre sensibilmente il grado di rischiosità commerciale del proprio business. Una ricerca CRIF fa il punto

20 Set 2022

Redazione

Le aziende e-commerce in Italia sono tra quelle che hanno sofferto meno la crisi degli ultimi difficili anni. Circa il 30% tra le società di capitali registra fatturato e numero dei dipendenti in crescita nell’ultimo biennio. Inoltre, dimostrano di avere una maggiore capacità di scongiurare la rischiosità commerciale: la quota di esse caratterizzate da un livello di rischio molto basso è quasi il doppio rispetto alla media italiana (16,7% del totale vs 9%). Non stupisce, poi, che queste aziende e-commerce dimostrano anche un altissimo livello di digital attitude (74%) e di innovazione (72,3%).

A rivelarlo è la ricerca realizzata grazie alla piattaforma di marketing intelligence di CRIF basata su un ecosistema di dati da fonti pubbliche relativo a 6 milioni di imprese, oltre 25 score analytics e dati di crawling dei siti web delle imprese.

Identikit delle aziende e-commerce in Italia

Tramite i dati rilevati CRIF è stato possibile altresì delineare con precisione il profilo delle aziende e-commerce del nostro Paese.

Secondo lo studio, nel 2022 le aziende italiane che utilizzano l’e-commerce come canale di vendita sono oltre 70 mila e sono costituite principalmente sotto forma di società di capitali (53,6% del totale), contro un 29,5% di imprese individuali e un 15,2% di società di persone.

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Sono prevalentemente aziende di piccole dimensioni, con un fatturato che quasi nel 90% dei casi risulta inferiore ai 5 milioni di euro. Inoltre, nell’80% circa dei casi hanno meno di 10 dipendenti (meno di 5 nel 64% del totale).

Il settore di appartenenza prevalente è ovviamente quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio (51,7% del totale), seguito dalle attività manifatturiere (17,5%), agricoltura (5%), servizi di informazione e comunicazione (4,6%) e attività dei servizi di alloggio e ristorazione (3,5%).

La localizzazione geografica vede al primo posto la Lombardia (18% del totale), seguita dal Lazio (9,9%), Campania (9,5%), Veneto (8,8%) ed Emilia Romagna (8,4%).

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