Innovazione sostenibile, il primo bilancio ESG di Relatech

INTERVISTA

Innovazione sostenibile, Relatech presenta il primo bilancio ESG

Il Gruppo, in forte crescita, ha redatto il suo primo bilancio ESG (Environmental, Social and Governance), che testimonia l’impegno verso un business sempre più etico. Pasquale Lambardi, CEO e founder: «Il nostro approccio tecnologico è human-oriented: vogliamo migliorare il lavoro delle persone, contribuire al benessere e alla modernizzazione dei nostri clienti e di conseguenza, del Paese»

11 Nov 2021

Michele Ciceri

Pari opportunità, inclusione, salute e sicurezza dei lavoratori, tecnologia human-oriented, impatto sociale e impatto ambientale sono i fattori chiave in cui il Gruppo Relatech si riconosce e che, in generale, influenzano la sostenibilità del business, migliorando al contempo la capacità di generare profitti. Sempre più aziende ne sono convinte e intraprendono la strada di una crescita fondata su una nuova contabilità dei valori.

Lo standard codificato per fotografare i comportamenti extra finanziari di un’impresa in tema ambientale e sociale è il bilancio ESG Environmental, Social and Governance – che identifica i tre fattori considerati centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento.

Con Pasquale Lambardi, CEO e founder, siamo partiti dal primo bilancio ESG di Relatech, PMI innovativa e quotata al mercato Euronext Growth Milan (prima AIM Italia), per farci raccontare l’idea di futuro dell’azienda di cui è alla guida. Digitale basato sulle persone, innovazione tecnologica attenta alle derive insane – come quelle di un uso improprio dell’AI – e attenzione all’ambiente sono i cardini di un’idea dell’innovazione basata sul benessere di tutti.

Il primo bilancio ESG di Relatech

Perché un bilancio ESG?

«Relatech ha deciso di intraprendere questo percorso di comunicazione non finanziaria perché ritiene che innovare significhi anche avere un business sostenibile e all’avanguardia, con particolare attenzione agli impatti su persone, comunità e ambiente. Abbiamo scelto di redigere questo tipo di reportistica sia per poter contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sia perché avere un approccio sostenibile a livello di Gruppo è un forte strumento per prendere decisioni d’investimento più consapevoli e creare un ecosistema più coeso».

Pasquale Lambardi

AD, Relatech

Quali sono stati gli step fondamenti per redigere il primo bilancio ESG di Relatech?

«Per questa prima edizione del bilancio ESG di Relatech, abbiamo adottato l’opzione Core dei GRI Standards, una modalità essenziale ma estremamente esaustiva volta a focalizzare l’analisi soprattutto su un’attenta presentazione della nostra organizzazione dal punto di vista della governance e della strategia, nonché delle tematiche di sostenibilità più rilevanti. A seguito di un’attenta indagine interna con la prima linea e un confronto con gli Stakeholder chiave, è stata definita una matrice di materialità che ha evidenziato le tematiche più rilevanti. È emerso che per il Gruppo Relatech risultano prioritari i temi legati all’innovazione digitale e allo sviluppo di partnership a supporto dell’open innovation e il potenziamento delle tecnologie di frontiera. Non meno rilevante, però, è risultata l’attenzione ai diritti dei lavoratori, in particolare alle pari opportunità, alla salute e alla sicurezza sul lavoro».

Che cosa significa per voi innovazione sostenibile?

«Relatech è una realtà knowledge intensive e ciò significa che basa la sua forza sulle competenze specialistiche e altamente tecniche delle risorse, per sviluppare soluzioni digitali e servizi innovativi sempre all’avanguardia. Risulta perciò fondamentale la valorizzazione dei talenti, così come per i nostri clienti, è fondamentale mantenere alti gli standard formativi e promuovere una cultura aziendale volta all’inclusività. Ci piace definire la nostra tecnologia come human-oriented, cioè volta a migliorare il lavoro delle persone piuttosto che a sostituirlo».

Ci spiega meglio questo concetto di tecnologia orientata alle persone?

«Per spiegarmi vi riporto questo dato: il World Economic Forum ha stimato che entro il 2025 metà dei lavori attuali sarà svolta dai sistemi di robotizzazione, con una perdita di 75 milioni di posti di lavoro. Allo stesso tempo, però, la robotizzazione creerà 133 milioni di posti di lavoro più specializzati, con un saldo di 58 milioni di nuovi posti di lavoro creati. Per beneficiare di questo “reinstatement effect”, occorre fornire gli strumenti e le competenze necessarie a svolgere mansioni più specializzate. Ecco perché le tecnologie che offriamo hanno l’obiettivo di supportare le operazioni dei tecnici nelle aziende clienti. Un esempio è ARsistant, un sistema di remote assistance che, grazie alla realtà aumentata e virtuale permette di condividere in tempo reale con un operatore documenti, filmati e istruzioni, garantendo un’operatività a mani libere. La realtà aumentata è vincente anche per la formazione dei dipendenti».

Quale contributo può dare una realtà come la vostra alla trasformazione digitale del Paese?

«Sotto questo aspetto, gli obiettivi di business del Gruppo si intrecciano fortemente con quelli della programmazione dell’agenda 2030 dell’ONU, che ha un importante focus sulla digitalizzazione del Paese nelle sue più ampie sfaccettature, dalla trasformazione digitale mirata a un’istruzione di qualità, alla modernizzazione delle città e – fondamentale per Relatech – all’innovazione digitale per il settore medico-sanitario. Il nostro concetto di innovazione sostenibile punta al benessere e alla modernizzazione dei nostri clienti e di conseguenza, del Paese».

Parlavamo dei talenti, Relatech come attrae le proprie risorse?

«Nel corso della sua storia, grazie all’ecosistema di partnership con centri di ricerca e università, Relatech ha instaurato collaborazioni decisive per la talent attraction & acquisition, con risvolti competitivi nella gestione e crescita delle persone del Gruppo. In una visione d’insieme, questo approccio favorisce un orientamento strategico e sostenibile poiché contribuisce attivamente alla crescita e alla capillarità sul territorio italiano.

Quali le attività svolte per garantire la loyalty del vostro Human Capital?

«Abbiamo diversi sistemi che ci consentono di aumentare la retention del nostro personale. Nel 2020 è stato implementato un piano di Welfare che riscontriamo abbia un potente effetto nella fidelizzazione delle risorse. Per la fidelizzazione del management, mettiamo a disposizione dei piani di stock grant e stock option. Essenziale, poi, la formazione su tutti i livelli, con una crescita del 60% dell’ammontare di ore di formazione erogate dal 2019 al 2020. L’anno scorso, per le prime e seconde linee, è stato avviato anche uno strutturato percorso di coaching, chiamato ReCoach, per lo sviluppo delle soft skills, la condivisione dei valori aziendali e l’integrazione delle risorse in azienda».

Quali tendenze tecnologiche impattano sulla sostenibilità?

«Relatech basa la sua offerta sui più importanti trend tecnologici, come Cybersecurity, Big Data, Machine learning, Realtà Aumentata e Virtuale, Internet of Things, Intelligenza Artificiale e Blockchain. Parlando di sostenibilità, c’è un tema di vitale importanza nell’ambito della ricerca scientifica che il Gruppo Relatech sta portando avanti con partner scientifici, in particolare i ricercatori dell’Università della Calabria».

Di che cosa si tratta?

«Secondo una ricerca internazionale, l’intelligenza artificiale correttamente utilizzata può facilitare il raggiungimento del 79% degli obiettivi ESG identificati per il 2030 – ribadisce il CEO di Relatech – ; ma può anche inibirne il 35% se non impiegata correttamente, portando al verificarsi di lacune in termini di trasparenza, sicurezza e standard etici. Gli algoritmi possono incorporare dei bias discriminanti, ad esempio di genere o di razza che possono portare a interpretare in modo scorretto certe informazioni e di conseguenza, portare a decisioni poco inclusive o addirittura discriminatorie. Il rapido sviluppo dell’AI deve essere quindi supportato dalle necessarie conoscenze normative e dalla supervisione delle tecnologie per consentire uno sviluppo sostenibile. Questo è ciò che Relatech si impegna a portare avanti».

Quali sono i piani di crescita futura, nel rispetto dei fattori ESG?

«La crescita per linee esterne è la strategia di ampliamento che stiamo adottando. Relatech ha completato più di sette acquisizioni negli ultimi cinque anni: l’ingresso nel perimetro di nuove società ha arricchito il gruppo di un elevato livello di specializzazione, permettendo l’inserimento di ulteriori competenze e contribuendo ad alimentare i piani di cross-selling. Un esempio importante è l’acquisizione del 100% di Mediatech, che ha rafforzato l’offerta di Relatech in ambito cybersecurity e servizi cloud. Abbiamo incrementato la nostra presenza anche su settori quali automazione industriale, trasporti e logistica. Qui fanno testo l’ingresso di Gruppo SIGLA e l’acquisizione di Dialog Sistemi».

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