FORMAZIONE

Coding etico, nasce la Low Code Academy. Un progetto formativo per le esigenze di enti non profit e PMI

Insegnare alle persone a creare soluzioni digitali in modo semplice grazie alle tecniche di programmazione low code e no code. È l’obiettivo di ImpactSkills, una “scuola del digitale” che offre nuove opportunità di lavoro e, al contempo, va incontro alle esigenze delle aziende del terzo settore e delle PMI. Ne parliamo con Silvia Pochettino, Fondatore e Amministratore

Pubblicato il 03 Mag 2023

Riqualificare le persone aiutandole a sviluppare le competenze digitali necessarie oggi nel mondo del lavoro, con un attenzione particolare al settore no profit.

È l’obiettivo della startup a vocazione sociale ImpactSkills, che ha messo a punto un innovativo percorso formativo nella convinzione che la capacità programmare e utilizzare le tecnologie IT sia un lasciapassare per un futuro migliore. Si impara a creare siti Web, sviluppare App o siti di eCommerce, servizi base ormai fondamentali anche per le realtà più piccole.

Nata dall’esperienza di Ong 2.0, una rete di enti del non profit e dell’innovazione tecnologica che da diversi anni collaborano per promuovere l’uso dell’IT nei progetti di cooperazione allo sviluppo, ImpactSkills in 10 anni di attività ha già formato diverse centinaia di professionisti qualificati.

Figure in grado di realizzare soluzioni digitali attraverso un approccio rapido e che, forti delle competenze acquisite, trovano facilmente impiego all’interno di organizzazioni non governative (ONG) e non profit, PMI e medie aziende. Questo percorso ha fatto poi un passo avanti grazie alla diffusione delle tecnologie low code no code.

Cosa è il coding etico

L’idea di ImpactSkills nasce dalla presa di coscienza del fatto che gli enti del Terzo Settore hanno parecchie difficoltà a digitalizzare i propri processi, a causa della carenza diffusa di competenze specifiche.

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“D’altro canto, però – sottolinea Silvia Pochettino, Fondatore e Amministratore di ImpactSkills -, hanno una forte necessità di soluzioni disponibili a basso costo, in tempi stretti e utilizzabili anche in assenza di un reparto IT interno. Questa consapevolezza ci ha portato a scegliere la strada del coding etico e, in particolare, della programmazione low code e no code, un approccio che permette di sviluppare con facilità soluzioni basate su servizi digitali già esistenti e strumenti Open Source, il più delle volte disponibili gratuitamente”.

Silvia Pochettino

Fondatore e Amministratore di ImpactSkills

Quello del low code no code è un trend destinato a rafforzarsi, proprio come risposta alla carenza di programmatori sul mercato del lavoro.

Secondo Gartner, quest’anno il numero di applicazioni aziendali sviluppate attraverso approcci low code crescerà del 19,6% ed entro la fine del 2026 il 65% delle soluzioni IT realizzate in casa dalle organizzazioni sarà sviluppata con moduli pre-testati e interfacce grafiche disponibili online.

Gli obiettivi di un progetto di coding etico

Ma quali sono le ragioni che hanno spinto ImpactSkills a imboccare questa strada?

“Il primo obiettivo – mi spiega Pochettino – è formare delle persone competenti che siano in grado di interfacciarsi con gli enti non profit, comprendere le loro esigenze e proporre delle soluzioni IT semplici e a basso costo. Stiamo assistendo a una crescita molto rapida della community low e no code e queste competenze stanno ormai diventando una commodity nel mondo del lavoro, alla stregua del saper utilizzare Word o Excel. La capacità di saper progettare in autonomia un gestionale, una web app o dei servizi online saranno fondamentali nel mondo del lavoro di domani. Ecco perché abbiamo deciso di lavorare da subito su questo aspetto, ma con l’approccio etico che ci contraddistingue. Questo significa che, attraverso politiche di promozione e incentivazione mirate, puntiamo a riqualificare da subito persone che devono rientrare nel mondo del lavoro, formare i richiedenti asilo e ridurre il digital gender gap in ambito Stem, offrendo quindi alle donne una possibilità concreta per migliorare la loro posizione lavorativa”.

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I benefici per l’immagine del brand

Formare specialisti della programmazione low-code e no-code assicura vantaggi evidenti a molte categorie di soggetti. Anzitutto gli esodati, che possono acquisire competenze digitali che il più delle volte non possedevano.

Ma anche i rifugiati politici e i migranti economici, che possono aspirare a impieghi qualificati e contrattualizzati, sicuramente più gratificanti dei tipici lavori “di fatica”. Non da ultimo, le PMI, possono così creare internamente al proprio staff queste competenze o promuovere l’upskill di tutta l’organizzazione su metodologie e tecnologie che sono sempre più richieste.

Anche le grandi aziende potranno conseguire benefici consistenti dal partecipare a progetti di coding etico.

Vediamo i principali:

  1. Posizionarsi sul mercato con una immagine di brand positiva rafforzata, perché legata a valori percepiti come rilevanti dal consumatore. Valori di sostenibilità, riduzione del gender gap ed equità.
  2. Possibilità di accogliere tirocinanti da impiegare in progetti specifici, lavorando alla soluzione puntuale di particolari esigenze di business con un approccio agile.
  3. Assicurarsi la disponibilità in organico di persone formate sullo sviluppo no code e low code, che possono contribuire ad accorciare i cicli di go-to-market nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi, in virtù della capacità acquisita di reperire e “manipolare” con facilità gli strumenti che permettono di programmare senza codice.

“Abbiamo collaborato con passione alla progettazione di questo percorso – ha aggiunto Federico Della Bella, Data Driven Customer Experience Partner P4I – Partners4Innovation, che ha aiutato a progettare il percorso formativo – nell’ambito di uno scambio davvero ricco con il team di Impactskills e con la faculty, in cui abbiamo trovato competenze e passioni davvero fuori dal comune. I dati lo dimostrano: le scarse competenze digitali del capitale umano sono la principale causa di arretratezza del nostro tessuto sociale, economico, industriale e imprenditoriale, che corre il rischio di non tenere il passo di sistemi con un capitale umano tecnicamente più preparato. Grazie ad approcci low code e no code si può recuperare rapidamente parte del terreno perduto arricchendo imprese, pubbliche amministrazioni ed enti not-for-profit di competenze digitali avanzate, oltre a riqualificare una forza lavoro a forte rischio di obsolescenza. Se a questo aggiungiamo il rigore etico e l’impegno sociale di Impactskills anche rispetto alle tematiche del coding, sempre più intrecciate a scelte etiche rilevanti come vediamo in questi mesi, abbiamo la consapevolezza di aver partecipato a un progetto che è non solo utile, ma anche e soprattutto bello, nel senso pieno della parola”.

Federico Della Bella

Partner P4I, Partners4Innovation - Data Driven Customer Experience

Il programma Low Code Academy

Il percorso prevede programmi di upskilling e reskilling digitale a basso costo. I corsi partiranno a settembre ed è prevista anche la possibilità, per gli studenti più meritevoli appartenenti a categorie svantaggiate, di accedere a borse di studio che arrivano a coprire l’intera quota da corrispondere.

I docenti sono dipendenti e collaboratori di TechSoup, impresa sociale legata a Microsoft, che mette a disposizione gratuitamente gli strumenti di programmazione legati a Power Apps, ma anche consulenti esperti di programmazione low code e no code di Gnucoop, che offre soluzioni digitali per l’economia sociale.

Il percorso formativo è misto e combina la frequenza in presenza con sessioni online, all’interno di breakout room di massimo 30 partecipanti oppure on demand. “Teniamo molto al rapporto diretto tra il docente e la classe, che a nostro avviso è una componente a forte valore aggiunto. La formula mista, con video tutorial e test di autoapprendimento, ci permetterà inoltre di estendere progressivamente la platea degli utenti”.

Il percorso si articola in 4 moduli, indipendenti tra di loro, ma che, nel loro complesso formano uno sviluppatore o una sviluppatrice no code / low code in grado di rispondere alle esigenze più pressanti della committenza.

I 4 moduli sono:

  • Le basi del low code, che contiene i concetti fondamentali per comprendere la filosofia, la metodologia e la tecnologia no code e applicarla a diversi
  • Web design e web app, in cui si acquisiscono le basi per l progettazione di siti web e applicazioni web, ottimizzando i tempi grazie agli strumenti low e no code.
  • CRM e Marketing Automation, che apre ai partecipanti il fondamentale mondo del CRM e degli strumenti di automazione del marketing, delle vendite e della customer care.
  • Data Analytics, in cui entrano in gioco i dati e i partecipanti acquisire, integrare e trattare dati di diverse tipologie e di costruire report e cruscotti che rendono più semplice, immediato e analitico il processo decisionale, in qualsiasi organizzazioni.

Il modulo di introduzione al no code ha una durata di 3 settimane, mentre i 3 moduli verticali (web design, CRM, Analytics) durano, ciascuno, 3 mesi: il tempo necessario per immergersi nelle diverse tecnologie, negli approcci, sperimentare, far sedimentare la conoscenza. Il tutto con formati part-time, con collocazione settimanale e oraria che facilitano la partecipazione di persone impegnate full-time o part-time, oltre ovviamente alle persone libere e in cerca di nuove opportunità.

Il percorso completo permette di acquisire una competenza rotonda e rispondente alle principali esigenze di ogni organizzazione.

Percorsi verticali e tirocini

Nel 2022 è stato già fatto un corso sperimentale di breve durata, che ha fornito una “infarinatura generale” ai partecipanti sulle tecniche di programmazione attraverso moduli di configurazione e interfacce di tipo grafico.

Normalmente, però, i percorsi previsti sono verticalizzati, focalizzati sullo sviluppo di competenze specifiche, e permettono di essere operativi da subito.

I partecipanti hanno completato la formazione svolgendo un tirocinio presso alcuni enti non profit, mentre a partire dal prossimo autunno è prevista una esperienza “sul campo” all’interno delle aziende che hanno già aderito al progetto.

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