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Aruba Enterprise, data center e sostenibilità ambientale

Infrastrutture costruite con un focus specifico sui temi della sostenibilità, dall’approvvigionamento energetico al raffreddamento dei server: così il gruppo italiano delle soluzioni Data Center, Cloud e Trust Services progetta i propri sistemi produttivi su basi green

22 Mar 2019

Per Aruba Enterprise, la divisione del gruppo italiano focalizzata sulle soluzioni per la grande impresa e la Pubblica Amministrazione, il network proprietario di data center è un punto di forza con una marcia in più: l’hardware cento per cento a risparmio energetico. Si tratta di infrastrutture interconnesse, resilienti, sicure e, elemento altrettanto importante, progettate con una precisa logica green, che fa leva su tutte le possibili soluzioni per ridurre l’impatto sull’ambiente senza mai compromettere i massimi standard garantiti di affidabilità e prestazioni.

Aruba è consapevole, infatti, che la gestione dei data center è un’attività energivora ed è da sempre impegnata per minimizzare l’impatto ambientale. Per questo, dal 2011, tutti i suoi data center – IT1 e IT2 ad Arezzo, IT3 a Ponte San Pietro (BG) e il prossimo IT4 in costruzione a Roma – funzionano solo con energia a garanzia di origine da fonti rinnovabili (Garanzia GO, emessa da GSE, Gestore dei Servizi Energetici).

In particolare, il Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (BG), a soli 30 Km da Milano, è il data center campus più grande d’Italia e un vero polo di eccellenza, dove tutti i sistemi sono costruiti per soddisfare ed eccedere i massimi livelli di resilienza previsti dal livello Rating 4 di ANSI/TIA 942. La struttura si estende per 200.000 m² con 90.000 m² di superficie coperta destinata a data center. È capace di 90 MW di potenza ed è alimentato da energia proveniente da fonti rinnovabili di origine certificata, con generazione anche autonoma, grazie a una centrale idroelettrica e a impianti fotovoltaici di proprietà situati all’interno del campus. La struttura utilizza, inoltre, un impianto di raffreddamento geotermico ad alta efficienza.

Infrastruttura all’insegna della sostenibilità anche per l’Hyper Cloud Data Center in fase di realizzazione a Roma, nuovo punto di riferimento nel centro Italia per realtà imprenditoriali e Pubblica Amministrazione. Il campus, progettato su un’area di 74.000 m², interamente proprietaria, con 52.000 m² di superficie destinata a data center, avrà fino a 30 MW di potenza raggiungibile, prodotta solo da fonti rinnovabili certificate, in parte anche tramite l’autoproduzione di energia fotovoltaica. La struttura romana sarà completamente ecologica anche grazie all’uso di sistemi di raffreddamento a efficienza ottimizzata (Free Cooling indiretto), una soluzione innovativa che sfrutta specifiche sonde geotermiche sui pali di fondazione per il raffrescamento dei server. Anche il data center di Roma rispetterà i massimi standard di resilienza e qualità infrastrutturale: al suo completamento sarà certificato Rating 4 secondo lo standard ANSI/TIA 942-A.

Con la stessa ottica green sono stati progettati anche IT1 e IT2, i data center Aruba di Arezzo. La fornitura di energia è cento per cento rinnovabile e il sistema di Dynamic Free Cooling (DFC) sfrutta l’aria esterna per il raffreddamento della sala dati per buona parte dell’anno, attivando i compressori soltanto quando necessario.

L’offerta infrastrutturale di Aruba Enterprise risponde così in modo puntuale alle esigenze del mercato: le aziende chiedono infrastrutture per la gestione dei dati e dei servizi cloud, imprescindibili oggi per fare impresa, ma puntano al tempo stesso al risparmio sui costi, alla sostenibilità e alla riduzione dell’impatto ambientale. Il network di data center di Aruba non solo sfrutta una distribuzione geografica in grado di servire da vicino tutti i soggetti in Italia, ma garantisce a tutti i clienti un hardware cento per cento a risparmio energetico.

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