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Supply Chain, ottimizzare i processi con le soluzioni EDI

La sfida per le aziende che fanno affidamento su catene logistiche complesse, oggi, è quella di accedere rapidamente a dati aggiornati e corretti, sfruttando l’automazione per rendere i workflow sempre più fluidi. “Da questo punto di vista, le piattaforme di Electronic Data Interchange offrono diversi vantaggi”, dice Katya Kancheva, Business Solution Manager di Comarch Italia

20 Dic 2021

Domenico Aliperto

Ottenere il più rapido accesso possibile a informazioni aggiornate e corrette sui livelli delle scorte e sullo stato del trasporto delle merci è fondamentale per sviluppare una solida strategia di vendita e per migliorare l’efficienza della Supply Chain. Tutto ciò è valido in qualsiasi settore, ma è ancora più vero se si considerano le sfide che oggi verticali come il retail o il comparto manifatturiero – senza dimenticare l’healthcare, il mondo dell’elettronica di consumo e l’automotive – stanno affrontando rispetto alla gestione delle catene di approvvigionamento globale.

L’introduzione della fatturazione elettronica e il prolungarsi dell’emergenza pandemica hanno infatti cambiato le carte in tavola, ridisegnando la mappa delle priorità di molte aziende e dando forte impulso alla digitalizzazione dei processi. I quali, se non correttamente gestiti e messi in condizione di comunicare lungo l’intera filiera, rischiano però di generare più inefficienze che benefici. La digital trasformation applicata alle procedure di interscambio, infatti, esprime il suo massimo potenziale solo se corre sullo stesso filo dell’automazione, con l’obiettivo di omogeneizzare i flussi di dati attraverso l’esecuzione dei vari task e di ridurre ai minimi termini gli errori umani.

Questo implica la necessità di mettere a fattor comune tutti i sistemi in giocoe costruire strutture logiche che fungano da “autostrade” per le informazioni scambiate tra gli attori che partecipano alla catena del valore.

La risposta delle soluzioni EDI e l’offerta di Comarch

In tal senso, le piattaforme EDI (Electronic Data Interchange) rappresentano una delle migliori risposte attualmente disponibili sul mercato. Essendo basate su una tecnologia consolidata, affidabile, semplice da implementare e integrare, le soluzioni EDI possono essere utilizzate come ponte tra i sistemi interni di un’azienda e processi come Warehouse Management System e Logistics Service Provider. Senza più bisogno, quindi, di dover fornire informazioni in un formato specifico per condividere i dati logistici, anche quando si tratta di incorporare applicazioni evolute come quelle dall’ambito IoT (Internet of Things). «Non sono poche le aziende che hanno già iniziato a dialogare con i propri fornitori facendo leva sulle piattaforme EDI, grazie alle quali sono riuscite a migliorare la qualità dei dati e ad accelerarne il processo di condivisione lungo l’intera Supply Chain», spiega Katya Kancheva, Business Solution Manager di Comarch Italia.

Katya Kancheva

Business Solution Manager di Comarch Italia

Con un’esperienza di oltre 25 anni maturata nella progettazione e nella fornitura di sistemi e servizi avanzati per l’automazione aziendale, Comarch è oggi un punto di riferimento specialmente per le imprese che operano a livello internazionale. In particolare, la piattaforma Comarch EDI, erogata sia on premise sia in Cloud, consente di scambiare dati in formato elettronico in modo dinamico e affidabile con i propri partner commerciali, a prescindere da dove siano dislocati geograficamente. «Le due versioni hanno costi diversi e differenti modalità di utilizzo, ma in entrambi i casi. il software permette di semplificare l’intero ciclo di vendita, dalla generazione dell’ordine all’effettivo pagamento, passando per la gestione della consegna. Inoltre, facendo leva anche sulla tecnologia blockchain, su sistemi avanzati di tracciabilità e sul machine learning, Comarch EDI offre strumenti innovativi per aiutare gli owner dei processi legati alla Supply Chain a ottimizzare costantemente il workflow», dice Kancheva.

Naturalmente, la partnership con Comarch non si limita alla semplice offerta tecnica di una soluzione. «La fase iniziale, che comporta l’assessment e la definizione delle azioni di change management, è fondamentale», aggiunge la manager. «Quando affrontiamo un progetto, prima di ogni altra cosa analizziamo le esigenze dell’organizzazione e dell’ecosistema logistico in cui è inserita, poi individuiamo gli obiettivi che l’azienda intende raggiungere e infine identifichiamo le soluzioni che meglio si adattano al quadro delineato». Kancheva precisa che si tratta ogni volta di un lavoro peculiare, che varia tantissimo da cliente a cliente. «Tutto dipende dal livello di maturità digitale del cliente e dei suoi partner, del parco applicativo in uso e del tipo di infrastrutture IT a disposizione».

Il processo di sviluppo della soluzione, specie se si sceglie di ricorrere ai managed services, verte essenzialmente sulla creazione di un unico punto di accesso ai nuovi sistemi, sulla possibilità di automatizzare in modo esteso i workflow e sulla riduzione dei costi di gestione. «Il tutto grazie a su un’offerta che, pur contraddistinguendosi per molti elementi standard, è estremamente flessibile».

I casi Unilever e Balconi Dolciaria

Tra le imprese internazionali che si sono già rivolte a Comarch per intraprendere questo percorso di trasformazione c’è Unilever, che ha deciso di utilizzare i documenti elettronici per facilitare la cooperazione con le catene retail in Russia e in Ucraina. Unilever si è unita alla piattaforma EDI di Comarch utilizzando il sistema più adatto per il suo formato di documento, ovvero tramite il protocollo di comunicazione AS2. L’integrazione diretta con l’ERP esistente ha consentito a diverse aziende partner di ricevere rapidamente informazioni sulla gamma di prodotti e sui prezzi di Unilever, e successivamente di poter effettuare ordini attraverso uno speciale portale web. Unilever ha quindi deciso di automatizzare lo scambio di informazioni con i propri operatori logistici. L’obiettivo principale del progetto era ridurre il tempo necessario per la preparazione manuale dei documenti, aumentare l’accuratezza delle informazioni e migliorare il lavoro nei magazzini.

«Nella fase di analisi pre-implementazione», racconta Kancheva, «è stato creato il flusso di lavoro dello schema dei documenti EDI, corrispondente a tutti i requisiti di Unilever, nonché un piano realizzato ad hoc. Il progetto ha generato diversi risultati misurabili: molti processi aziendali sono stati ottimizzati, tra cui la sincronizzazione del data master, la procedura di ordinazione e la gestione del prodotto in magazzino».

Oggi Unilever riesce a realizzare oltre l’80% degli ordini elettronicamente, e questo consente all’organizzazione di aumentare le vendite senza assumere personale aggiuntivo. Inoltre, se la capacità di inviare documenti e fattura elettroniche approvate tramite firma digitale ha migliorato la qualità dei servizi, l’implementazione della circolazione elettronica dei documenti tra l’azienda e gli operatori logistici – con la riduzione dei compiti eseguiti manualmente, l’aumento dell’accuratezza degli ordini e la contrazione dei tempi necessari per lo sviluppo e il trasferimento documenti – ha accelerato lo svolgimento delle operazioni.

In Italia, Comarch ha invece aiutato Balconi Dolciaria a implementare in tempi serrati un sistema di scambio di messaggi EDI con i maggiori retailer europei, in particolare nel Nord Europa. Nata a Milano nel 1953 come laboratorio artigianale, Balconi è diventata col passare degli anni un’azienda internazionale che vende i propri prodotti in più di 80 paesi nel mondo. «La partnership, avviata nel 2016, si è fondata sul fatto che Comarch poteva contare su una fitta, consolidata rete di relazioni EDI con i maggiori retailer globali», dice la manager. «Oggi Balconi è in grado di gestire lo scambio di messaggi EDI con i partner italiani e soprattutto con quelli europei, grazie a un’integrazione con il sistema gestionale già installato. La piattaforma implementata da Comarch», chiosa Kancheva, «riesce infatti a ridurre la complessità derivante dalla gestione di formati EDI differenti che vengono richiesti dai diversi interlocutori di business, fungendo da sistema di traduzione tra i messaggi di questi ultimi e il sistema gestionale del cliente».

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