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Reportage

Infrastrutture e logistica: le inefficienze pesano fino a 35 miliardi l’anno. Determinante il ruolo dei porti

Per migliorare l’efficienza e la sicurezza del sistema logistico italiano è fondamentale favorire l’interconnessione dei nodi di interscambio modale (porti, interporti, centri merce e piastre logistiche). In questo scenario «lo Stato non può stare a guardare, ma deve intervenire con un monitoraggio attento sull’andamento del sistema», sottolinea Rodolfo De Dominicis, Presidente e AD di UIRnet

23 Apr 2019

La logistica è in prospettiva uno dei settori con il maggior tasso di trasformazione e cambiamento sia a livello operativo che strategico: infrastrutture e operatori hanno iniziato a sperimentare e utilizzare soluzioni ‘in connettività’ abilitate dallo scambio di dati e informazioni, spingendosi in aree dove il fisico e il digitale convergono. Soluzioni che sono utilizzate per gestire l’ultimo miglio, la composizione dei magazzini, i trasporti e le flotte, con ricadute sull’intera Supply Chain. Le iniziative tuttavia rimangono troppo isolate, non favorendo la creazione di un sistema di rete: per fare un vero e proprio salto è necessario che tutto il sistema sia connesso, integrato e automatizzato. Le infrastrutture digitali sono infatti alla base dello sviluppo socio-economico futuro dell’Italia, soprattutto per recuperare la competitività perduta negli ultimi vent’anni rispetto ai porti del Nord Europa e a quelli emergenti del Mediterraneo come Marocco, Egitto, Turchia e Grecia. Infatti, il peso che hanno le inefficienze infrastrutturali e logistiche ogni anno varia tra i 25 e i 35 miliardi di euro, pari all’1,5-2% del PIL. In Italia esiste una Piattaforma Logistica Nazionale (PNL) che potrebbe aiutare il recupero dell’efficienza con valori compresi tra i 7 e i 10 miliardi di euro l’anno, cioè il 7,5% del PIL nel settore logistico e lo 0,5% del PIL italiano.

È stato questo il tema centrale su cui ha ruotato il convegno “Infrastrutture digitali e logistica delle merci. Priorità strategiche per Genova e per l’Italia”, organizzato da UIRNet – l’organismo di diritto pubblico e il Soggetto Attuatore Unico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), costituito per la realizzazione e la gestione della PLN – e Logistica Digitale – joint venture tra DXC, FAI Service e Vitrociset (Gruppo Leonardo), società selezionata tramite gara pubblica in project financing per estendere e gestire la PLN, nonché per erogarne e commercializzarne i servizi -. In particolare UIRNet, ai fini della estensione e della gestione della PLN e della relativa commercializzazione dei servizi, opera tramite un Concessionario (che poi è Logistica Digitale), mentre in parallelo, progetta, sviluppa e implementa progetti inerenti alla PLN e collaterali ad essa, progetti di blockchain cybersecurity, infrastrutture leggere ai varchi e tecnologie di integrazione ed effettua investimenti di pubblico interesse nell’ottica di potenziare la diffusione della digitalizzazione del sistema logistico nazionale.

Ad aprire i lavori del convegno sono stati Marco Bucci, sindaco di Genova e Commissario Straordinario per la ricostruzione del Ponte Morandi, e Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria. Inoltre, tra gli altri, hanno partecipato il Viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il sottosegretario alla PA Mattia Fantinati, e il presidente del Comitato tecnico-scientifico di Confindustria per la Logistica Guido Ottolenghi.

Come ha dichiarato Rodolfo De Dominicis, Presidente e AD di UIRnet: «Se si vuole uscire dalla situazione attuale di efficienza relativa del sistema logistico nazionale, lo Stato non può stare a guardare, ma deve intervenire con un monitoraggio attento sull’andamento del sistema, una verifica costante delle performance dei singoli attori e, soprattutto, deve continuare a promuovere – ma questa volta definitivamente – un sistema terzo che sia in grado di raccogliere, esaminare e gestire i flussi di dati che vengono dal campo per le finalità decisorie che gli competono».

Rodolfo De Dominicis

Presidente e Ad di UIRnet

Secondo Fabrizio Perrone, AD di Logistica Digitale, «attraverso la trasformazione digitale della logistica italiana e lanciando sul mercato un’offerta di servizi innovativi orientati alla digitalizzazione della catena logistica è possibile creare un ecosistema, consolidando e coltivando le esperienze sviluppate insieme ad una rete di partner, rendendo disponibili le migliori competenze del settore e valorizzando le esperienze locali. Questo significa creare valore, utilizzando i risparmi generati dalla riduzione delle inefficienze di sistema per fornire un ritorno e continuare ad attrarre gli investimenti pubblici e privati del mercato».

Fabrizio Perrone

AD di Logistica Digitale

In Italia il tema della Pa digitale, smart, veloce ed agile, che non sia più un costo occulto per famiglie e imprese ma che consenta di far fare un grande salto di qualità a tutto il sistema Italia è ormai un tema d’attualità, con un presidio anche a livello istituzionale. «Bisogna partire da logistica e infrastrutture – ha ribadito il sottosegretario Mattia Fantinati -. Da questo punto di vista smart cities e l’internet delle cose saranno importantissimi. Non mi sfuggono i pericoli connessi soprattutto al 5G in tema di sicurezza ed è ovvio che quest’ultimo aspetto guiderà sempre la nostra azione».

Mattia Fantinati

Sottosegretario alla PA

E in questo quadro anche i partner tecnologici giocano un ruolo primario: «Come DXC Italia abbiamo fondato e investito in Logistica Digitale, per innovare e competere. Siamo qui per aiutare l’Italia e Genova a trasformarsi e crescere grazie alla trasformazione digitale», ha sottolineato Lorenzo Greco, AD di DXC Technology Italia.

Lorenzo Greco

AD di DXC Technology Italia

Primo passo: capire la rilevanza della logistica in Italia

Per dare evidenza di quanto la logistica sia strategica per il nostro Paese bastano pochi numeri:

  • è un settore che produce servizi senza i quali una parte importante delle attività economiche non potrebbero realizzarsi;
  • rappresenta l’asset distributivo del Paese e di posizionamento dei prodotti e della manifattura italiana nel mondo (>463 mld Euro nel 2018);
  • rappresenta il sistema portante su cui si muovono 887miliardi di euro di interscambio commerciale dell’Italia con il mondo;
  • genera 85miliardi di euro di valore aggiunto (5% del totale italiano);
  • impiega circa 1,1 milioni di lavoratori.

Secondo passo: comprendere il ruolo dei porti

I porti sono il più importante partner distributivo e di posizionamento dei prodotti della manifattura italiana per l’accesso ai mercati internazionali e ai consumatori, che favoriscono la commercializzazione dei prodotti italiani nel Mondo. In particolare, la portualità italiana detiene:

  • il 55% del totale delle esportazioni italiane extra-UE, pari a 112 miliardi di Euro di merce che nel 2018 è partita dai porti italiani (su un totale di 205miliardi di Euro);
  • il 30% del totale delle esportazioni italiane mondiali, pari a circa 140 miliardi di Euro di merce che nel 2018 è partita dai porti italiani (su un totale di 463miliardi di Euro);
  • tra il 65% e l’80% è la quota che detiene la portualità italiana sul totale delle esportazioni italiane dirette in USA (tot. exp. 42,5 miliardi di Euro), Brasile (tot. exp. 3,9 miliardi di Euro), Cina (tot. exp. 13,2 miliardi di Euro) e India (tot. exp. 4,0 miliardi di Euro).

Il porto di Genova 

UIRNet e Logistica Digitale sono unite per offrire servizi sempre più innovativi, sicuri e di alta qualità, con benefici potenziali enormi per il Paese. In casi emergenziali, ad esempio come quello che recentemente ha colpito Genova (il suo porto è uno dei principali del paese con 54,2 milioni di tonnellate gestite nel 2017), la logistica digitale può essere fondamentale, perchè il crollo del ponte Morandi avvenuto nell’agosto del 2018, sta compromettendo non solo il primato del porto genovese, ma anche il suo contesto economico. Per questo UIRNet pensa a soluzioni innovative in grado di ottimizzare i flussi veicolari in ogni situazione, d’emergenza e non, che possano mantenere saldo il ruolo che il porto di Genova possiede nelle rotte di navigazione e terrestri.

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