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Canali concilia qualità sartoriale e multicanalità con il digitale, grazie anche alla software house “di casa”

Una strategia che punta su retail diretto ed export è stata supportata con una serie di progetti – il più recente nella logistica integra automazione di magazzino, ERP e Mobile – implementati da DataFashion, che fa parte del gruppo. «Il nuovo magazzino ha triplicato la nostra capacità in termini di capi movimentati, con tempi di servizio calati di oltre il 50%», ci spiega il CIO Giovanni Colzani

11 Mag 2016

Daniele Lazzarin

Si parla spesso di trasformazione digitale del Made in Italy, e della necessità di sposare la tradizione “sartoriale” italiana con la capacità di crescere all’estero con un modello “multichannel”, basato su una rete retail – magari col proprio marchio, almeno in parte – e nel contempo sull’eCommerce. Canali è un ottimo esempio di tutto questo, anche perché nel suo caso l’aggettivo “sartoriale” è più che appropriato, visto che parliamo di un’impresa familiare – fondata nel 1934, è già alla terza generazione – che produce abiti artigianali di alta qualità, anche su misura. E che negli ultimi anni ha deciso di puntare fortemente sul retail diretto e sulla crescita all’estero, supportando questa strategia con una serie di progetti di digitalizzazione dell’amministrazione, dei punti vendita, e della logistica, basati sul sistema ERP Dynamics AX di Microsoft, e facilitati dal lavoro di DataFashion, una software house di proprietà 100% Canali e specializzata sul settore moda-abbigliamento.

«Canali produce esclusivamente in Italia, in fabbriche di proprietà per i capispalla e presso fornitori, comunque tutti italiani, per gli accessori – ci spiega il CIO Giovanni Colzani -. Ha circa 1900 dipendenti di cui 1500 in italia, distribuiti tra il quartier generale di Sovico (Monza), e diverse aziende di confezione in Brianza, nelle Marche e negli Abruzzi». All’estero Canali ha poi filiali e show room in USA, Cina (Hong Kong e Shanghai), Londra, Parigi, Amsterdam. «Negli ultimi anni è molto cresciuto il numero di negozi a marchio Canali, che sono circa una trentina e costituiscono il secondo canale più importante dopo i department store negli USA, e poi c’è la rete in franchising estesa soprattutto in Asia: il fatturato 2015 è indicativamente di 220 milioni di euro, di cui oltre il 90% viene dall’export».

Proprio dall’accelerazione sul retail diretto, nel 2011, è nata la necessità di dotarsi di un sistema ERP che fosse internazionale, e semplice da implementare in tutti i paesi, compresa la possibilità di trovare facilmente dei system integrator locali specializzati, spiega Colzani. «Si è così deciso di adottare AX, allora nella versione 2009, e le soluzioni di LS Retail (partner islandese di Microsoft con basi in USA, Medio Oriente, Singapore e Malaysia, ndr) come sistemi di cassa: siamo partiti dalla sede asiatica e dai negozi di Hong Kong, Shanghai, Pechino, Macao e New York».

In una seconda fase poi Canali ha iniziato a sostituire il gestionale legacy della casa madre in Italia con AX, stavolta nella versione 2012, cominciando dall’area amministrazione, contabilità e finanza, avviata nel gennaio 2015 con estensioni funzionali sviluppate da DataFashion per gestire le peculiarità tipiche del settore moda.

AX interfacciato con il sistema di movimentazione, un’app, e un portale per i fornitori

Poi la terza fase ha riguardato la parte logistica. Per sostenere la crescita, l’internazionalizzazione e l’eCommerce la società ha deciso di costruire un nuovo centro distributivo centralizzato e automatizzato accanto al quartier generale di Sovico, in sostituzione dei precedenti quattro magazzini.

Dal punto di vista informativo la nuova struttura – da cui partono le spedizioni per tutto il mondo – è gestita con il modulo WMS (Warehouse Management System) di AX, implementato da DataFashion, che l’ha integrato con l’impianto fisico automatizzato di movimentazione e stoccaggio, e con i dispositivi mobile in dotazione al personale.

In questo modo Dynamics AX gestisce logiche e flussi di magazzino mentre il software di automazione si occupa dell’operatività, con allineamento bidirezionale delle informazioni in tempo reale. E’ stato inoltre sviluppato un portale collaborativo interfacciato con AX per consentire ai fornitori di alimentare direttamente il gestionale con i dati relativi alle spedizioni.

Il progetto, spiega Colzani, ha richiesto circa un anno e mezzo, di cui i primi 12 mesi dedicati a ridisegnare i processi dell’azienda, analizzare i requisiti di clienti e mercato, censire le soluzioni disponibili sul mercato, e definire i gap funzionali del software da colmare. Nei mesi successivi sono state sviluppate le personalizzazioni e le integrazioni con il dipartimentale di automazione del magazzino ed è stata creata una app proprietaria per l’utilizzo di AX dai dispositivi mobile, interfacciati al gestionale grazie ai servizi standard mobile di AX 2012.

Rispetto alla situazione precedente, che era completamente diversa, continua il CIO di Canali, il nuovo assetto logistico ha fortemente aumentato la rapidità di svolgimento delle operazioni sul prodotto finito e il contributo informativo per gli operatori e il management.

«La capacità operativa del magazzino si è triplicata in termini sia di bauli che di capi movimentati, e i tempi di servizio sono calati di oltre il 50%. Sono migliorate la visibilità dei flussi e la reportistica, e si sono ridotti al minimo gli errori umani». Nessun processo particolare a sé è previsto per l’eCommerce: «Riusciamo a garantire consegne espresso in 48 ore, comunque per le vendite online l’obiettivo principale è soprattutto di aumentare la rotazione degli stock».

«I prossimi sviluppi: AX for Retail, estensione dell’ERP, e prima o poi un PLM»

Nel complesso, osserva Colzani, questa serie di progetti è stata impegnativa («non credo ci siano molte esperienze di AX nel nostro settore in Italia»), ma è stato utile anche per riconvertire il know-how della software house di proprietà sui sistemi Dynamics. A questo punto i prossimi passi per Canali saranno l’attivazione della verticalizzazione AX for Retail sui negozi italiani, da estendere poi anche ai negozi europei e nel resto del mondo, la migrazione delle società estere da AX 2009 ad AX 2012, e l’estensione della copertura dell’ERP sulla sede centrale al ciclo passivo e alla produzione. Area quest’ultima in cui la società rivedendo alcune logiche di produzione, supportandole con sistemi dipartimentali ad hoc. «Infine un altro progetto che dovremo prima o poi prendere in considerazione è l’adozione di un PLM, a integrazione del sistema ERP, con cui gestire schede tecniche e distinte base, per non eccedere in customizzazioni su AX, perché si sa quanto sia complesso poi gestire e manutenere questi sviluppi».

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