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Da Quantico un ecosistema digitale per le PMI: la via italiana alla standardizzazione

La digital company toscana affianca le piccole e medie imprese che necessitano di soluzioni software per migliorare i loro processi non solo attraverso il suo ERP proprietario, ma anche mediante consulenza e tecnologie personalizzate. «Dal commercio elettronico alla produzione, le nostre aziende hanno bisogno di elevarsi qualitativamente»: a colloquio con il COO e co-fondatore, Massimiliano Sorcinelli

Pubblicato il 12 Dic 2023

Nell’informatica, i software ERP (Enterprise Resource Planning) sono tra i più longevi. Ciò significa che esistono, non da oggi, diversi vendor specializzati nello sviluppo dei cosiddetti “gestionali”. Tra questi, Quantico, digital company con quartier generale ad Arezzo, propone Reacto. Si tratta di un ERP proprietario con struttura modulare che si distingue rispetto agli altri per «il servizio che offriamo ai nostri clienti, cercando di ascoltare e capire le loro esigenze per poi tradurle in un software che ha come base Reacto, ma che si presta a diverse verticalizzazioni» spiega Massimiliano Sorcinelli, COO e co-fondatore di Quantico.

Per farlo, la digital company conta su un team di una cinquantina di persone dedicato, oltre che alla progettazione e al deployment del prodotto di punta, anche alla realizzazione di software custom e alla system integration con soluzioni di terze parti. Un’attività resa possibile dall’unione di competenze provenienti da più imprese, in particolare Initzero e Atipico, che oggi fanno parte della stessa compagine societaria che si occupa anche dell’installazione di sistemi di networking e della realizzazione di contenuti web e non solo.

Come standardizzare i processi di una made in Italy a vocazione “artigiana”

Il target di riferimento di Quantico è quello delle PMI, a cui l’azienda offre non solo l’ERP, ma un «ecosistema digitale» dice ancora Sorcinelli, evidenziando che «da un po’ di anni i nostri clienti hanno la necessità di integrare le loro soluzioni software. Quindi, dal commercio elettronico alla produzione, hanno bisogno di elevarsi qualitativamente».

C’è una parola che illustra bene in cosa consista questo miglioramento qualitativo, la parola “artigiano”. Il mondo delle piccole e medie imprese italiane è caratterizzato da una spiccata capacità artigianale, intesa come modalità specifica e accurata di sviluppare prodotti e servizi. Questa peculiarità se da una parte rappresenta il punto di forza del made in Italy, dall’altra allontana dalla standardizzazione tipica di un software. Una standardizzazione che, prima ancora di essere di natura tecnologica, riguarda metodi di lavoro e flussi operativi.

Spesso, l’offering IT dei grandi brand internazionali presenta dei livelli di standardizzazione che possono risultare troppo rigidi per una PMI nostrana. Il che non significa che non si debba procedere all’uniformazione e alla strutturazione dei processi. Occorre, semmai, una sorta di “via italiana” alla standardizzazione. «Anzitutto è fondamentale la raccolta delle esigenze aziendali per poi avviare un processo di cambiamento. Ogni software si basa su un algoritmo che però deve anche essere molto flessibile» sottolinea Massimiliano Sorcinelli.

La crescente adozione del cloud anche tra le piccole e medie imprese

Flessibilità non vuol dire arbitrio. Una soluzione IT, per quanto avanzata, se non è introdotta contestualmente alla formazione del personale chiamato a utilizzarla in maniera corretta rischia di non generare l’innalzamento qualitativo dei processi per cui è stata implementata in azienda. E questo vale sia in un mercato di sostituzione, nel quale le imprese ad esempio cercano software più aderenti ai propri desiderata, sia in un mercato che si apre per la prima volta alla digitalizzazione.

«Nel mondo del wholesale, cioè della vendita all’ingrosso, andiamo in sostituzione. Su altri settori legati alla logistica o alla produzione, invece, andiamo proprio a implementare le nostre soluzioni perché alcuni processi in precedenza non erano gestiti informaticamente» chiarisce Sorcinelli. Sarebbe tuttavia un errore pensare che ci sia una scarsa propensione all’innovazione da parte delle PMI, anche perché l’età media degli imprenditori si sta abbassando e questo facilita ad esempio la scelta di ambienti architetturali più moderni e performanti.

Come dimostrano gli ultimi dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, in Italia la spesa in Public Cloud da parte di questo cluster di imprese nel 2023 ha raggiunto i 478 milioni di euro, in aumento del 34% sul 2022. Indice del fatto che il trend nell’adozione della “nuvola” non riguarda soltanto le aziende di livello enterprise. Un dato confermato dalla stessa esperienza di Quantico che, per bocca del suo COO, attesta che negli ultimi 24 mesi la percentuale delle soluzioni in cloud rilasciate, che si basano soprattutto su Google Kubernetes Engine (GKE), è cresciuta molto di più rispetto alle soluzioni on-premise.

Non solo AI generativa, la blockchain per la certificazione dei processi

Ci sono alcuni settori, poi, come il Fashion o tutti quelli che ruotano attorno al recupero di materie prime preziose da prodotti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che dimostrano un certo dinamismo. In questi segmenti, così come in numerosi altri, le verticalizzazioni della digital company toscana, insieme a un servizio di consulenza ad hoc in grado di condurre un’analisi puntuale sul fabbisogno specifico, portano alla personalizzazione del software. O, ancora, aggiungono l’ulteriore tassello della system integration a prodotti già presenti nei clienti, che siano quelli di gestione della tesoreria, i classici CRM (Customer Relationship Management) o piattaforme esterne di e-commerce con cui interfacciarsi quali Shopify e Prestashop.

«Stiamo lavorando adesso – afferma in conclusione Massimiliano Sorcinelli – per uscire con un qualcosa di nuovo sull’AI generativa nel 2024. Sarà qualcosa di più evoluto rispetto a un semplice chatbot, che servirà ad aiutare l’utente nel corretto utilizzo del software e nell’automazione di alcune operazioni. Inoltre, continueremo a focalizzarci sulla blockchain per inserirla sia all’interno del WMS sia all’interno del MES in maniera tale da certificare i processi di stoccaggio di magazzino e quelli produttivi».

Pur trattandosi di una tecnologia meno alla moda dell’AI generativa, la “catena di blocchi” consente infatti di sostituire automaticamente tutta la documentazione che servirebbe per norme come le ISO 9001 e 23000. Uno strumento di semplificazione per le PMI, e non solo, che Quantico mette a disposizione nel suo ecosistema digitale.

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