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Reportage

Source to Pay, Jaggaer punta tutto sull’integrazione

Alla conferenza REVInternational è stata ufficializzata la nuova offerta sviluppata dopo l’acquisizione di Pool4Tool e BravoSolution. Ezio Melzi, Managing Director di Jaggaer Italia: «Ora siamo in grado di proporre una piattaforma completa Source to Pay. Il futuro? All’insegna dell’automazione dei processi d’acquisto basati su Machine Learning»

03 Lug 2018

Parola d’ordine per Jaggaer: integrazione. Tra dati, soluzioni, sistemi e organizzazioni. Solo attraverso l’integrazione, infatti, si può portare davvero la cultura dell’innovazione nel mondo dei buyer ed estrarre valore oltre che efficienza dall’ottimizzazione della supply chain. È stato questo il refrain di REVInternational, la due giorni (25 e 26 giugno) di scena a Monaco di Baviera che ha annunciato, davanti a una platea di clienti, prospect e partner, la completa integrazione – per l’appunto – tra l’offerta di Jaggaer e quella di BravoSolution: a pochi mesi dalla fusione con il gruppo austriaco Pool4Tool, meno di un anno fa lo specialista americano dell’eProcurement ha infatti acquisito la società italiana, dando vita a una multinazionale capace di spingersi sempre più in profondità nel mercato EMEA e di coprire l’intero ciclo di digitalizzazione dei processi di Source To Pay in upstream e in downstream, dalla nascita del bisogno di acquisto di beni e servizi al pagamento, passando per l’emissione delle fatture elettroniche, con un occhio di riguardo alle implicazioni che – proprio grazie alla convergenza di tutte le operazioni – l’analisi dei dati generati dalle transazioni può avere sulle decisioni strategiche.

«Siamo riusciti a portare a termine l’operazione di integrazione dei sistemi in soli tre mesi, un record. Il merito è anche del fatto che a incontrarsi erano tre aziende complementari», ha spiegato Ezio Melzi, Managing Director di Jaggaer Italia.

Il team di professionisti italiani continuerà a supportare i clienti e a essere punto di riferimento per le esigenze del mercato locale, espandendo però ruolo e prospettiva: «Siamo passati dall’essere i primi provider al mondo di soluzioni upstream, e quindi Source to Contract, all’essere insieme a Jaggaer i primi player globali indipendenti a proporre un’offerta completa, ovvero Source to Pay. Unendo le forze, le due aziende hanno portato in dote al merger 1.800 clienti, di cui 700 provenienti da BravoSolution. Le opportunità di mutuare contratti dai due portfolio sonosignificative, ma gli aspetti più interessanti, a mio avviso, riguardano la possibilità di rafforzamento della presenza nei processi di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni europee e soprattutto il raddoppio della capacità di investimento in ricerca e sviluppo».

Lo sguardo è in effetti rivolto al futuro e all’implementazione delle piattaforme Advantage, Direct e Indirect, come ha precisato anche Robert Bonavito, CEO di Jaggaer, aprendo l’evento: «Nel corso dell’anno lanceremo una serie di nuovi prodotti per declinare le nostre soluzioni verticali su specifiche industry e organizzazioni».

Robert Bonavito

CEO Jaggaer

Il CTO Zia Zahiri, illustrando le priorità per il prossimo biennio, ha parlato di una roadmap dinamica, che punterà sempre di più sull’integrazione delle applicazioni di procurement con le suite ERP, che spesso vengono utilizzate dalle imprese per richiedere forniture o effettuare transazioni. È ciò che per esempio sta provando a fare Ansaldo Energia, nella cornice di un piano di digital transformation che sta accompagnando la crescita del gruppo sul piano internazionale, al di fuori dell’Unione europea, dove si sta condensando la maggior parte delle revenue. Antonio Fioretti, CPO di Ansaldo Energia, ha spiegato che collegando la soluzione di Jaggaer al gestionale di SAP la sua organizzazione riuscirà già dal corrente anno a dare vita a un sistema in grado di valutare le prestazioni dei vendor, qualificandone – una volta che questi si sono registrati sulla piattaforma – l’affidabilità, e a indirizzare le scelte dei buyer in base alle informazioni raccolte dall’ERP e trasmesse al dashboard del procurement. Anche illycaffè è alle prese con una vera e propria rivoluzione in ambito Acquisti.

Diego Pedroli, Procurement and Logistics Director della illycaffè, ha illustrato le tappe di un percorso iniziato nel 2013 e culminato in un piano strategico degli Acquisti che ha il preciso obiettivo di trasformare il team di Pedroli “da generatore di risparmio a generatore di valore”. Anche in questo caso, il progetto passa dall’integrazione con l’ERP: «Abbiamo cercato un metodo per garantire governance e compliance lungo tutta la supply chain, con la creazione di standard che ci aiutassero a controllare l’intera filiera. Un processo di razionalizzazione che non sarebbe potuto avvenire senza la sponsorship del CEO, e che prevede il coinvolgimento di tutte le Funzioni che ruotano attorno a Procurement e Logistica. Per quanto mi riguarda, è un viaggio che è appena cominciato. A tendere immaginiamo di implementare funzionalità IoT, Digital Assistant, RPA, AI e Machine Learning che aiuteranno gli Acquisti e la Logistica ad aumentare la velocità di attraversamento dei processi operativi e la raccolta delle informazioni necessarie alle decisioni, liberando risorse per attività a più valore aggiunto».

Si tratta, in effetti, solo dei primi pionieristici passi verso la creazione di meccanismi di notifiche automatiche basato sull’analisi dei dati provenienti da molteplici sorgenti e su algoritmi di Machine Learning. Ne ha parlato approfonditamente Thomas Dieringer, Managing Director di Jaggaer Austria ed ex numero 1 di Pool4Tool, descrivendo le quattro fasi che portano a una compiuta digitalizzazione del Procurement. «L’automazione rappresenta il primo step, necessario alla sostituzione delle attività manuali specialmente rispetto ai flussi downstream. Il secondo passaggio riguarda la creazione di un sistema che renda i dati trasparenti e accessibili a tutte le risorse coinvolte, possibilmente in un luogo centralizzato, accessibile da un unico pannello di controllo e facilmente espandibile con informazioni che arrivano da altre fonti. A questo punto servono algoritmi capaci di esplorare i dati necessari a costruire regole e nuovi KPI su cui basare gli assistenti digitali che possono aiutare l’organizzazione a prendere decisioni informate migliorandone la user experience. Il ciclo si chiude nel momento in cui la piattaforma di Machine Learning, assorbendo i dati e continuando a integrarli con gli elementi di contesto, sviluppa la capacità di prevedere cosa potrebbe accadere all’interno di scenari ipotetici, indirizzando l’intero processo a monte».

Per Ezio Melzi questo vorrà dire poter lavorare su due fronti, quello del buyer e quello del CPO. «Se il primo ha a che fare con decisioni di natura operativa, e necessita di suggerimenti sulle migliori opzioni da scegliere, il secondo lavora invece sul piano strategico e ha bisogno di insight fondati su analisi qualitative approfondite. I due obiettivi sono a portata di mano, anche se il secondo, volendo sfruttare al massimo le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, richiede accurate valutazioni su qualità e attendibilità delle sorgenti dati, spesso esterne all’azienda».

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