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Fusioni e acquisizioni

Jaggaer-BravoSolution, nasce il più grande provider indipendente di soluzioni per eProcurement e digital Supply Chain

Un’offerta completa, che si estende lungo tutte le fasi del processo di acquisto, più capacità di investimento per l’innovazione tecnologica e una presenza globale, ma declinata localmente, per assicurare pieno supporto al change management per la digital transformation. Ecco i vantaggi per i clienti dal merge fra le due multinazionali secondo il Consigliere Delegato Italia Melzi: «Nel nostro Paese forti opportunità, sia sotto la spinta della normativa sulla fatturazione B2B, che sarà obbligatoria da gennaio, sia dalle agevolazioni Industry 4.0»

03 Apr 2018

Manuela Gianni

Per supportare le aziende nella digitalizzazione del processo di Procurement – ovvero tutte le attività strategiche e operative che le imprese svolgono dal momento in cui si manifesta un bisogno di acquisto di un bene o servizio utile, fino alla fatturazione al pagamento – Jaggaer e BravoSolution hanno unito le forze: dal merge fra l’azienda statunitense e la multinazionale italiana, annunciato lo scorso dicembre, è nato un player globale da oltre 250 milioni di dollari di fatturato, circa 1000 dipendenti, 1800 clienti nel mondo (600 di BravoSolution e 1200 di Jaggaer) e uffici in America, Middle East, Europa e Asia. Complessivamente, oltre 3 milioni di buyer e operational user utilizzano le tecnologie delle due aziende, con 3,7 milioni di fornitori che negoziano i contratti sulle piattaforme.

Due realtà che non è stato difficile integrare, poichè combaciano come due pezzi di un puzzle, con pochissime ridondanze, secondo quanto ha spiegato a Digital4 Ezio Melzi, Consigliere Delegato di BravoSolution Italia (a Jaggaer company): la stessa vision sul mercato, il medesimo approccio, orientato a supportare i clienti in maniera personalizzata nei progetti di digitalizzazione dei processi end-to-end, e un’offerta complementare dal punto di vista delle soluzioni tecnologiche e della presenza geografica.

Ezio Melzi

Ezio Melzi, Consigliere Delegato di BravoSolution Italia (a Jaggaer company)

Quali sono i vantaggi per i clienti dell’integrazione fra Jaggaer e BravoSolution?

Moltissimi, da tanti punti di vista. Jaggaer e BravoSolution hanno entrambe una storia lunga quasi 20 anni: senza conoscersi sono diventate leader mondiali nei rispettivi campi di specializzazione, prendendo due indirizzi opposti ma complementari nel supportare le aziende nella digitalizzazione del processo di Procurement, che nel linguaggio degli specialisti si divide in upstream (dal demand management alla definizione del contratto) e downstream (dalla gestione dell’ordine, all’acquisto a catalogo fino al pagamento della fattura). Ma il mercato sta cambiando e sempre più le imprese chiedono soluzioni end-to-end. Insieme abbiamo ampliato la value proposition. Oggi siamo il più grande provider indipendente al mondo del settore, escludendo cioè le grandi major del software, più generaliste.

Inoltre, raddoppiamo le risorse da dedicare a ricerca e sviluppo: solo un’azienda di grandi dimensioni può oggi mantenere il ritmo di investimenti all’innovazione e garantire ai suoi clienti le soluzioni più performanti. Ripartiamo con più entusiasmo e spinta di prima, con la stessa determinazione e attenzione alle esigenze dei mercati a livello globale e locale.

Il merge può considerarsi concluso?

Siamo nella fase conclusiva. La due diligence preliminare è stata lunga ed approfondita, questo ci sta aiutando in modo significativo ad accorciare i tempi esecutivi dell’integrazione. Il brand BravoSolution progressivamente sarà sostituito da Jaggaer. Ci dispiace un po’, naturalmente, ma ci tengo a sottolineare che l’Italia continuerà ad avere un ruolo molto rilevante: rappresenta da sola oltre il 10% del fatturato totale. Certamente il brand è importante ma riconoscersi in una azienda leader mondiale che vuole continuare a crescere, che può offrire ai mercati soluzioni uniche e fortemente integrate ed integrabili, che altri provider non sono in grado di offrire, ci rende altrettanto orgogliosi e fieri.

In cosa esattamente siete complementari?

Innanzitutto nell’offerta tecnologica, che da fine maggio sarà perfettamente integrata, aumentando la profondità di azione di entrambi. Lavoriamo da sempre sullo stesso processo, quello del Procurement, ma come accennavo siamo partiti da due punti diversi.

BravoSolution sin dall’inizio si è focalizzata sulle soluzioni tecnologiche per la gestione di processi strategici demand-to-contract, digitalizzando tutte le fasi dalla nascita del fabbisogno di un acquisto fino definizione di un contratto di fornitura, passando attraverso la selezione, la qualifica dei fornitori, la negoziazione del prezzo, le condizioni di delivery, la definizione del contratto.

Jaggaer, all’opposto, è partita nella digitalizzazione delle fasi che vengono dopo la stesura del contratto: definizione e gestione di un ordine, acquisto attraverso cataloghi, anche su frame agreement negoziato nelle fasi precedenti, fino alla gestione della fattura, con soluzioni specifiche sia per acquisti diretti, sia indiretti

Ci accomuna però la visione: la tecnologia è abilitante, ma per il successo dei progetti è necessario supportare i clienti nel change management e nei percorsi di digitalizzazione. In questo contesto, vediamo enormi opportunità di upselling.

E per quanto riguarda la presenza sul mercato?

Siamo complementari anche nella copertura geografica, pur essendo entrambi globali. Jaggaer è leader sul mercato americano, che per BravoSolution rappresentava il 20% delle vendite, mentre BravoSolution, che è partita dall’Italia, ha un posizionamento molto consolidato sul mercato europeo e Middle East. Ovviamente manterremo grande attenzione ai mercati locali, adeguandoci alle diverse specificità.

A che punto è la digitalizzazione dei processi di eProcurement in Europa e in particolare in Italia?

Vediamo opportunità molto forti nei prossimi mesi, anche sotto la spinta della normativa sulla fatturazione B2B che sarà obbligatoria da gennaio, e dalle agevolazioni Industry 4.0. In questo mercato l’aspetto regolamentare è predominante. Ormai digitalizzare i processi è determinante per tutte le aziende: le soluzioni sono accessibili e sperimentate, adatte a qualunque tipo di approvvigionamento e servizio, per acquisti diretti e indiretti. Rispetto al passato, non c’è alcun rischio nell’investimento i tempi si sono accorciati grazie al cloud, che offre quasi le stesse possibilità di parametrizzazione dei software custom: le nostre soluzioni consentono di agire su circa 600 parametri. E per il prossimo futuro, stiamo puntando su soluzioni predittive e intelligenza artificiale.

Vediamo grandi opportunità anche nella PA. Speriamo che nei prossimi anni chi ci governerà abbia un occhio di riguardo per l’efficienza dei processi amministrativi e che l’onda positiva della digitalizzazione del Paese non venga rallentata: il lavoro di AGID e del Team per la Trasformazione Digitale del commissario Piacentini hanno davvero portato a un cambio di marcia.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Manuela Gianni

Giornalista, ingegnere, mi occupo da molti anni di innovazione, tecnologie digitali e management. Direttrice sin dalla nascita di Digital4Executive

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