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fusioni e acquisizioni

Nice e Amazon: una piccola software house di Asti “conquista” il leader mondiale del Cloud

Amazon Web Services ha acquisito Nice, specializzata in soluzioni per l’accesso a risorse di calcolo distribuito, con 40 dipendenti e nomi come Toyota, McLaren, Airbus, ENI, CERN e Harvard Business School tra i clienti. «Manterremo il nostro brand e l’intero team rimarrà con noi: stiamo già pensando alle nuove tecnologie che potremo sviluppare lavorando con i nuovi colleghi di AWS», spiega il CEO Giuseppe Ugolotti

19 Feb 2016

Daniele Lazzarin

Una piccola software house italiana “di provincia” – ma con nomi come Airbus, Audi, Ferrari, ENI e CERN tra i clienti – è finita in questi giorni sulle prime pagine dei principali media economici mondiali per essere stata acquisita da Amazon Web Services, la divisione del colosso dell’eCommerce che si occupa di servizi di Cloud Computing.

Si tratta di Nice, con sede ad Asti, nelle colline piemontesi tra Langhe e Monferrato. Una tipica storia italiana nata vent’anni fa dall’idea imprenditoriale di Giuseppe Ugolotti, 69 anni, ingegnere elettronico, tuttora CEO della società. Ugolotti ha capito già nel 1996 l’importanza di dare a realtà a forte intensità progettuale e di ricerca (aerospace, automotive, oil & gas, ricerca e università in primis) un accesso facile e senza necessità di investimenti hardware a grandi capacità di calcolo, elaborazione e visualizzazione.

È nato così EnginFrame, il “grid portal” per infrastrutture di calcolo distribuito e High Performance Computing, che insieme a “Desktop Cloud Visualization” (un’interfaccia utente per l’accesso da remoto ad applicazioni di progettazione 2D e 3D e simulazione) costituisce l’offerta principale di Nice. Offerta che ha conquistato clienti come Airbus, Kimberly Clark, Thales-Alenia Space, Audi, Bosch, Ferrari, Honda, Jaguar-Land Rover, Magneti Marelli, McLaren, Redbull, Suzuki, Toyota, ENI, Total, CERN, CNR, e una ventina di università dalla Yale University alla Harvard Business School, fino al Politecnico di Milano e alla Beijing University.

Nomi come questi hanno chiaramente aiutato Nice – che come spiega il Sole 24 Ore ha chiuso il 2015 con un fatturato di 4,5 milioni di euro (in crescita del 40% rispetto al 2015) e una quarantina di dipendenti – a calamitare l’attenzione di Amazon Web Services sull’eccellenza delle proprie tecnologie.

La piccola software house piemontese entrerà così a far parte del leader mondiale del Cloud Computing. AWS è infatti riconosciuta da tutti gli analisti come l’operatore dominante nell’infrastructure-as-a-service (IaaS), il segmento infrastrutturale del mercato Cloud, che per Gartner nel 2015 è arrivato a valere 17 miliardi di dollari, con prospettive di raddoppio entro tre anni. Secondo Synergy Research Group, nel terzo trimestre 2015 AWS aveva il 39% di quota nel mercato IaaS, contro l’11% di Microsoft e il 6% di Google. Altri dati impressionanti arrivano dal bilancio Amazon: nel 2015 AWS ha fatturato 7,9 miliardi di dollari – crescendo negli ultimi due trimestri rispettivamente del 78% e del 69% anno su anno – con un margine operativo di 1,9 miliardi, e portando quindi alla casa madre il 7% del fatturato, ma il 40% del margine operativo.

Una mossa strategica: la competizione nel Cloud va oltre la “battaglia sui prezzi”

Al di là della “italianità” di Nice, la notizia di questa acquisizione è interessante anche in chiave di trend strategici nel mercato Cloud. La società di Asti è infatti la quinta specialista di nicchia comprata da AWS negli ultimi mesi. Una “campagna” di acquisizioni che secondo alcuni analisti dimostra che la competizione nel Cloud si sta spostando dalla “battaglia sui prezzi”, con ribassi di tariffe che hanno imperato per anni, all’allargamento dell’offerta con servizi differenzianti, e cioè verticali, specialistici e di nicchia.

«Siamo molto orgogliosi che la più grande azienda Cloud al mondo ci abbia scelto, è un esempio positivo per quello che le aziende software possono fare anche in Italia», ha detto Ugolotti al Sole 24 Ore.

Da parte sua AWS ha commentato così l’accordo sul suo blog ufficiale, attraverso il Chief Evangelist Jeff Barr: «Diamo un caldo benvenuto ai nostri nuovi colleghi di Nice: abbiamo firmato un accordo per acquisire questo primario fornitore di software e servizi di high performance e technical computing, che dal suo quartier generale ad Asti in Italia si rivolge a clienti di tutto il mondo, con prodotti che li aiutano a ottimizzare e centralizzare i loro workload di high performance computing (HPC) e visualizzazione, e strumenti molto utili anche a lavoratori sul campo che fanno grande uso di mobile device».

Barr rassicura poi i clienti di Nice: «Nice continuerà a operare con il suo brand e il suo team rimarrà immutato e continuerà a portare avanti i prodotti EnginFrame e Desktop Cloud Visualization (DCV), le cui aziende utenti continueranno a ricevere supporto e servizi world-class, ulteriormente migliorati dal contributo di AWS». Nel futuro, Nice e AWS lavoreranno insieme per creare prodotti e strumenti ancora migliori, conclude Barr, sottolineando che le due aziende si aspettano di concludere tutti gli aspetti dell’acquisizione entro fine marzo.

Concetti molto simili sono espressi da un comunicato di Nice sul suo sito: «Come AWS siamo ossessionati dal livello di servizio al cliente, e siamo apprezzati per l’eccellenza del nostro supporto e dei servizi professionali Con il supporto di AWS coccoleremo ancora di più i nostri clienti», dichiara Bruno Franzini, Support and Professional Services Manager di Nice, mentre il CEO Ugolotti aggiunge: «L’intero team rimarrà con noi per iniziare questo nuovo capitolo della nostra storia: tutti stiamo già pensando a quante nuove tecnologie saremo in grado di sviluppare lavorando insieme ai nostri nuovi colleghi di AWS».

Nice e Amazon: una piccola software house di Asti “conquista” il leader mondiale del Cloud

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