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Trend e innovazioni dal mondo

Alla scoperta del growth hacking. Il caso del Libro scartato e diventato bestseller grazie a Bittorrent

Il libro non trova un editore. L’autore non si scoraggia decide di fare da solo ricorrendo a Bittorrent e scala le classifiche. Lo strano caso di Tim Ferris

25 Set 2013

Luigi Ferro

Succede negli Usa dove, come racconta FastCompany, Tim Ferriss, esperto di produttività sul web, per lanciare il suo libro ha scelto la tecnica del growth hacking che mischia programmazione software e marketing “appoggiandosi a web brand e social network come Facebook, StumbleUpon, Dropbox, AirBnb, Spotify e qualunque altro sito possa essere utile”.

La vicenda prende inizio quando Barnes&Nobles si rifiuta di vendere il terzo libro di Ferriss, The 4-hour chef. L’autore non si perde d’animo, lo diffonde su Bittorrent, entra nelle classifiche dei principali quotidiani e vende sessantamila copie cartacee nella prima settimana.

Tim è conosciuto, da cinque anni scrive sul web, ma secondo FastCompany tutto questo non basta. Riassumendo la strategia adottata, spiega che il primo passaggio ha previsto la costruzione di un prodotto adatto per il mercato. Ogni capitolo è stato scritto per essere una storia a sé, indipendente dagli altri. Inoltre, un pubblico ristretto lo ha testato rispondendo alle domande di un sondaggio che ha orientato le scelte dell’autore sui contenuti finali. Da quasi ottocento pagine infatti è sceso a seicento.

Il secondo passo ha visto il coinvolgimento dei blogger. Ferriss ha individuato quelli con maggiore audience anche se di solito non si occupano dei temi trattati nel libro. Ha comunque raccolto un buon numero di citazioni e stabilito partnership con start up e app che avessero un pubblico in linea con i contenuti del libro.

L’aspetto più importante è però quello della viralità. Grazie a un amico che lavora a Bittorrent ha preparato un pacchetto di 700 megabyte con interviste e altri contenuti extra, video, foto. Il pacchetto è stato distribuito gratuitamente. Al suo interno aveva un link per comprare il libro con il 40% di sconto su Amazon (la piattaforma di distribuzione comunque al momento è un passaggio obbligato). Il risultato sono due milioni di download, oltre1,2 milioni di pagine visitate, quasi 900 mila clic su amazon, 328 mila clic sul sito di Tim Ferriss, 295 mila clic sul book trailer.

“Un sacco di libri gode di una buona pubblicità – scrive FastComapny – ma poi vanno sbattere contro il muro di mattoni dei venti dollari di prezzo”. In questo caso invece l’utilizzo di Bittorreent ha cambiato le carte in tavola. Ogni utente aveva a disposzione il suo coupon con il 40% di sconto.

L’ultima mossa è consistita nella ottimizzazione e fidelizzazione. Un lavoro complicato che prevede l’esame dei dati di traffico i post dei blog che hanno funzionato di più e quelli che hanno permesso di aumentare il rank su Amazon. Ma secondo Ryan Holiday, l’autore dell’articolo consulente di brand e writer la strada è chiara. Tratta il tuo libro come una start up usando anche Bittorent come d’altronde ha confessato di fare anche Netflix che nella costrzuione del suo catalogo di film si aiuta con i dati dei download illegali effettuati tramite il software p2p.

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