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Threads, cos’è e come funziona il nuovo Social di Meta

C’è chi lo considera un semplice add-on di Instagram, chi non capisce come possa essere utile in termini di strategia di Digital Marketing e chi, invece, lo ritiene un pericoloso antagonista per X, la creatura di Elon Musk conosciuta in passato come Twitter. Successo o flop?

Pubblicato il 12 Feb 2024

È diventata famosa come l’anti-Twitter. Si tratta di Threads, una piattaforma che permette di condividere brevi messaggi di testo (fino a 500 caratteri), eventualmente accompagnati da immagini e video.

All’interno di questo Social Network, gli utenti possono interagire con i post altrui, generando discussioni su specifici argomenti e approfondendo temi verticali di proprio interesse. Quindi, in cosa si differenzia questa nuova creazione di Zuckerberg? E com’è stata accolta dai creator digitali?

Threads in Italia: caratteristiche principali del servizio

Threads, è una piattaforma di microblogging di proprietà di Meta, che ha fatto il suo ingresso in Italia il 14 dicembre 2023: l’annuncio è giunto direttamente dalla società proprietaria di Facebook e Instagram, che ha esteso la disponibilità del nuovo strumento simultaneamente in tutta Europa. Presentato negli Stati Uniti lo scorso luglio, Threads mira a conquistare una posizione di rilievo nel panorama Social, proponendosi come un’alternativa a più noti servizi simili.

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La peculiarità distintiva di Threads è la sua integrazione con Instagram: gli utenti possono collegare i propri account permettendo la condivisione cross-posting automatica dei contenuti pubblicati su entrambe le piattaforme, usufruendo così dell’esperienza completa. L’alternativa è utilizzare Threads senza un profilo: in questo caso, si può usufruire in modo “informativo” del tool, visualizzando i contenuti, cercando profili, condividendo contenuti tramite link, ma non è possibile interagire come gli utenti con un profilo attivo.

Dopo il debutto negli USA, il Social Network di Zuckerberg ha gradualmente implementato nuove funzionalità. Oltre alla versione Web, sono state introdotte opzioni come la modifica dei post pubblicati, l’aggiunta di tag e parole chiave e altre innovazioni volte a rendere Threads sempre più completo e competitivo.

Threads, tra normativa e creator. Quale futuro?

In primis, dato è fondamentalmente integrata con Instagram, l’applicazione condivide naturalmente molte informazioni degli utenti tra le due piattaforme. Questa prassi di condivisione di dati ha generato problematiche in merito al DMA, ovvero il Digital Markets Act, normativa dell’Unione Europea a causa della quale Meta ha deciso di evitare il lancio di Threads in Europa già a luglio scorso. L’intento era quello di evitare l’esposizione dell’App a possibili sospensioni o violazioni delle norme stabilite.

Ma, al netto delle norme, questa connessione forte con l’universo Instagram cosa implica a livello di evoluzione e futuro dello strumento? E come lo hanno accolto non solo gli utenti, ma anche i creator digitali?

Il calo di utenti

Sebbene l’hype iniziale abbia subito portato a pensare che la nascita di questa nuova creatura digitale sia positiva e destinata alla longevità, i dati sul mercato US, dove l’adozione è iniziata già mesi fa, sono in negativo: secondo stime della società americana Sensor Tower, specializzata in ricerche di mercato e analisi dei Social Media, si è registrato un calo significativo nel numero di utenti attivi quotidiani su Threads nel giro di un mese.

C’è stato un declino repentino rispetto al picco di numeri del lancio (7 luglio 2023), quando si erano registrati ben 23,5 milioni di utenti attivi giornalieri, diminuiti successivamente ad appena 13 milioni. Inoltre, il tempo medio trascorso dagli utenti sull’App sia su dispositivi iOS che Android, risulta sceso da 19 minuti a soli 4 minuti. Perché questo?

Forse la forte connessione con Instagram ha favorito un iniziale “travaso” di utenti che, però, sono profondamente abituati a un’interazione differente, fatta di immagini e reel, e non a contenuti puramente testuali, il che avrebbe causato la quasi immediata defezione. Allo stesso modo, i creator stessi che vorranno cimentarsi con lo strumento dovranno “imparare” a utilizzarlo secondo le sue logiche, che – per intenderci – sono nettamente “meno Tik-Tok” e più “LinkedIn” come approccio.

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Differenze tra Threads, X e Mastodon

Ma cosa differenzia Threads da altri strumenti come Twitter e Mastodon? Possono essere tutte definite come piattaforme di microblogging: qualcosa che va oltre il Social, ossia basati sulla volontà di condividere brevi testi e idee intorno a un tema. Hanno, però, alcune sostanziali differenze.

Threads vs X

Threads si concentra su una condivisione più intima con gruppi selezionati di utenti: questo crea un ambiente più ristretto e privato per la comunicazione, contrariamente a X, piattaforma pubblica in cui gli utenti possono condividere i propri pensieri, notizie e contenuti con un vasto pubblico senza restrizioni particolari, facilitando conversazioni su argomenti di interesse comune con una portata molto più ampia.

Anche dal punto di vista dell’interazione e della natura dei contenuti ci sono differenze significative: Threads si concentra principalmente su brevi messaggi testuali, accompagnati eventualmente da immagini o video che però non sono il core, mentre X offre un ampio spettro di contenuti multimediali come GIF, video, immagini e link esterni.

Threads vs Mastodon

E Mastodon? Per chi non lo conosce, questo è lo strumento di microblogging più amato dai “nerd” in circolazione: indipendente, privo di pubblicità – per ora almeno, con buona pace dei marketer -, è stato creato in EU e i suoi server sono finlandesi.

L’architettura delle piattaforme differisce notevolmente: Threads è centralizzato e collegato a Instagram, gestito da Meta con tutte le classiche logiche Social, mentre Mastodon è un’istanza decentralizzata composta da diverse istanze indipendenti, gestite da diversi amministratori e dagli utenti stessi. Questa struttura rende Mastodon perfetto per chi ha la volontà di gestire la propria ricerca di contenuti, scambio di opinioni e creazione di community in modo più flessibile e autonomo, il che può creare qualche problema di moderazione ma anche più libertà.

Il problema dei contenuti spazzatura

Nonostante sia in Italia da pochissimo tempo, i primi problemi non sono tardati ad arrivare. A poche settimane di vita infatti, è già emerso su Threads un grande tema legato ai contenuti spazzatura: il nuovo Social si è riempito di Fake News, finte foto e messaggi di incitamento all’odio.

Uno dei motivi di questo fenomeno è il Rage Farming, una tecnica di manipolazione utilizzata per creare indignazione e creare quindi coinvolgimento negli utenti, per aumentare il numero dei propri follower e delle interazioni ai post.

Il risultato è stato un aumento esponenziale di contenuti di bassa qualità che ha suscitato non poca indignazione in una buona parte di utenti, tanto che Adam Mosseri, il responsabile di Instagram, si è scusato per il funzionamento dell’algoritmo, che consiglia proprio quei contenuti e ha dichiarato di essere al lavoro per risolvere il problema al più presto.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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Greta Lomaestro

Da 11 anni nel settore Comunicazione&Marketing, con un focus sul Digital, mi occupo di consulenza strategica, media relations, contenuti, social media, eventi e formazione. Autrice del libro "Strategia digitale per le PMI"

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