Intervista

Dal customer engagement alla tracciabilità: 3rand Up segna la via per dare valore al brand (e fidelizzare il consumatore)

La tecnologia può essere un elemento chiave per valorizzare il marchio e coinvolgere il consumatore. Dario Pacotto, fondatore e Amministratore di 3rand Up, partner di Tesisquare, ci ha raccontato in un’intervista di come l’azienda utilizzi l’IoT per la tracciabilità e l’anticontraffazione, per certificare la sostenibilità dei prodotti, ma anche per contrastare il grey market e offrire servizi personalizzati sui gusti del cliente

06 Apr 2022

Paola Capoferro

Sviluppare progetti che creino valore per i clienti e che esaltino il brand, attraverso soluzioni altamente innovative. È questa la filosofia che sta guidando 3rand Up, la NewCo nata nel 2020, partner di Tesisquare.

Abbiamo intervistato il suo fondatore e Amministratore, Dario Pacotto, che ci ha raccontato che il nome dell’azienda rispecchia la sua mission: 3rand Up vuol dire infatti “risollevare il brand”.

Dario Pacotto

Fondatore e Amministratore di 3rand Up

In che modo oggi si dà valore a un brand?

Noi oggi lavoriamo con aziende del Made in Italy, specialmente Fashion&Luxury e Manufacturing, ma a prescindere dal settore c’è sempre lo stesso leitmotiv: dare valore al brand vuol dire prendersene cura, occupandosi di ogni aspetto, dalle materie prime, alla produzione, al marketing, al rapporto con il cliente. I diversi tasselli si incastrano tra di loro fino a comporre la storia del brand, raccontano chi è, la sua filosofia, lo rendono riconoscibile. E una storia ben costruita e raccontata permette di lavorare su un aspetto oggi centrale: la fidelizzazione del cliente al marchio.

Tuttavia, ancora molte aziende italiane non hanno pienamente compreso la centralità di questo aspetto: si fa fatica a realizzare che il rapporto con il cliente può non fermarsi alla vendita, anzi che può alimentarsi e crescere nel tempo a patto di adottare le giuste strategie di engagement.

Questo è quello che stiamo cercando di trasferire ai nostri clienti, facendogli cogliere le potenzialità lato marketing e rispetto al legame con il loro cliente finale.

Per accompagnare le aziende in questo percorso 3rand Up ha disegnato un framework, di cosa si tratta?

Siamo partiti dal comprendere come sta cambiando il mondo del Made in Italy e quali esigenze hanno oggi le aziende.

Abbiamo così definito un approccio modulare di servizi a valore che copre diverse aree: la serializzazione, l’anticontraffazione, la tracciabilità, il costumer engagement. E lo abbiamo fatto integrando tutto su un’unica piattaforma: la Brand Value Platform, che si interfaccia anche con diverse soluzioni IoT per garantire l’origine, l’autenticità e la tracciabilità dei prodotti.

La piattaforma consente di assegnare un’identità digitale, generata automaticamente fin dalla fase di produzione. Alla base c’è da un lato l’integrazione con i sistemi informativi aziendali, e dall’altro la soluzione Protect Your Brand (PYB), sviluppata da Tesisquare e brevettata in 150 paesi. L’identità viene associata applicando al prodotto un QR Code o un tag NFC contenente il codice PYB, che letto tramite uno smartphone mostra l’intera filiera del capo, dalla produzione al cliente finale. Protect Your Brand, quindi, si connota come una soluzione per la tracciabilità e l’anticontraffazione.

Questa tecnologia, in pratica, rafforza il valore del bene a vantaggio di tutti gli attori della filiera e rappresenta una sorta di “garanzia” per il consumatore finale. Non solo, funge anche da efficace strumento di customer engagement e una leva aggiuntiva ai mezzi del marketing tradizionale.

La soluzione permette, infatti, di arricchire digitalmente il prodotto con una serie di informazioni che messe assieme vanno a costruire uno storytelling, che racconta la storia del prodotto e chi è il marchio. L’obiettivo è creare un rapporto con il cliente più solido e dinamico, ma anche invogliarlo a interagire, offrendo una nuova esperienza di acquisto e di coinvolgimento post-vendita, accedendo tramite app o web app,

Ma c’è ancora un tassello da aggiungere: tutti i dati distribuiti possono essere raccolti su Blockchain, così da valorizzare le filiere etiche, aspetto oggi sotto i riflettori, data la crescente attenzione al tema della sostenibilità. Le aziende che hanno attuato un percorso produttivo responsabile hanno la possibilità di dichiarare in trasparenza l’origine delle materie prime, il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori da parte loro e dei fornitori, l’attenzione alla sostenibilità ambientale e alla salute dei consumatori. Ovviamente questo può fare la differenza nell’era del Brand Activism, in cui le aziende, per prosperare e attirare i clienti, devono avere un ruolo attivo nel sociale, prendendo posizione rispetto alle impellenti questioni ambientali, sociali e politiche del nostro tempo.

Che tipo di rapporto e coinvolgimento post-vendita si può instaurare con un cliente?

Un esempio interessante è il progetto che abbiamo portato avanti con alcuni brand che forniscono gadget per il mondo del calcio: l’obiettivo era arricchire le magliette “digitalmente”, in base alla situazione che si crea di volta in volta. Chi acquista una maglietta dell’Inter, se la squadra nerazzurra vince il derby con il Milan, può vedere i video dei momenti salienti della partita, accendendo all’app. Questo si traduce in un enorme potenziale per il marketing, che può ideare campagne e strategie sempre nuove, e in generale per l’azienda perché ha un canale diretto per rimanere costantemente in contatto con i suoi clienti, in modo unico.

Ma le potenzialità di una soluzione come la nostra non si esauriscono qui. Pensiamo a quei prodotti in pelle di coccodrillo o di struzzo dei brand di lusso, per cui si richiede quando si viaggia una certificazione, che si chiama “cites”, nata per regolare e monitorare il commercio di piante e animali a rischio estinzione. Ad oggi, generalmente, viene consegnata cartacea. Con la nostra app è possibile, invece, associarla digitalmente a un prodotto e averla così sempre a portata di mano.

Tornando poi al tema della sostenibilità, stiamo portando avanti un progetto, basato sulla tecnologia NFT (non-fungible token) con l’azienda di sneakers MOA concept. Ad ogni acquisto, l’identità digitale del prodotto si arricchisce di un token unico di proprietà del consumatore del valore di 10 euro che idealmente viene utilizzato dall’azienda per concorrere a portare avanti un progetto ESG (un classico esempio è quello di piantare un albero, ndr.)

3rand Up può aiutare anche a contrastare il fenomeno del grey market?

Assolutamente sì. Il mercato grigio è un problema per i brand del Made in Italy. Articoli autentici, spesso di marche prestigiose, sono commercializzati, con strategie di prezzi al ribasso, fuori dai canali di distribuzione ufficiali, senza il permesso dei marchi. Le ricadute negative sono molteplici, si limita il concetto di esclusività, e c’è un danno d’immagine e una perdita economica per il brand. Allo stesso tempo anche lato cliente c’è una minore affidabilità e garanzia del prodotto, rispetto a quando viene acquistato sui canali ufficiali di vendita.

Con Brand Value Platform è possibile tracciare ogni capo, dalla produzione alla logistica e dalla logistica ai punti vendita, con la tecnologia RFId. Inoltre, con la Blockchain è possibile garantire l’autenticità di tutta la filiera, “notarizzando” la catena produttiva in maniera chiara, insindacabile, sicura e immutabile.

Un brand che si è rivolto a noi proprio per tracciare il “canale distributivo” del prodotto sui vari mercati, come soluzione per il contrasto al mercato grigio, è Acqua di Parma, con cui stiamo portando avanti un progetto per assumere il pieno controllo di ogni singolo item nei canali produttivi, distributivi e di after sales. L’obiettivo è assicurare al cliente di ricevere sempre il prodotto nelle migliori condizioni e con tutte le garanzie di qualità, sostenibilità e affidabilità che da sempre contraddistinguono il noto brand italiano, che fa capo al Gruppo Lvmh.

3rand Up è un’azienda giovane, ma voi continuate a crescere e a sperimentare. Quali sono i progetti più recenti?

Ultimamente, oltre alla parte software, abbiamo aggiunto nel nostro offering due soluzioni hardware.

Dal momento che la piattaforma si basa sull’utilizzo di tag abbiamo deciso di individuare dei partner per fornirli noi direttamente ai nostri clienti. È capitato inoltre, ultimamente, che alcune realtà si siano rivolte a noi anche solo per l’acquisto dei tag, perché hanno bisogno di procedere con una loro serializzazione interna, o hanno intenzione di migliore la logistica in generale o la gestione del magazzino.

Abbiamo poi sottoscritto una partnership commerciale con A3Cube per la distribuzione dello scanner a reti neurali, che si avvale della tecnologia proprietaria “Intelligent Visual Scanning Technology” (iVST) e utilizza l’Intelligenza Artificiale. Il sistema riesce a focalizzarsi su un singolo dettaglio ed è in grado di riconoscere se un oggetto o un materiale è esteticamente idoneo oppure presenta difetti, con un margine di errore pressoché vicino allo zero. In pratica, supporta le attività di controllo qualità e ispezione, andando a sgravare da attività ripetitive e spossanti le persone. Si tratta di una soluzione che trova applicazione in tantissimi contesti, in primis il mondo del Fashion e l’Automotive.

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Paola Capoferro

Redattore di Digital4Executive - sin dal primo vagito della testata - scrivo di Digital Transformation, in particolare sui canali Digital4HR e Digital4Procurement. Ingegnere gestionale, appassionata di numeri, sono stata travolta dal fascino della parola e della scrittura.

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