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State of Marketing 2020: l’innovazione passa dall’intelligenza artificiale

Gli oltre 300 senior marketer intervistati da Salesforce hanno confermato che l’innovazione e le nuove tecnologie MarTech rivestono un ruolo di fondamentale importanza nella strategia. Cresce l’uso dell’AI: i marketer italiani sfruttano ben 15 fonti per “nutrire” gli algoritmi

Pubblicato il 18 Giu 2020

marketing 2020

La ricerca dell’innovazione (e la necessità di relazionarsi con gli utenti in tempo reale) è il vero cruccio dei marketer italiani. Questo, almeno, è quanto emerge dal report “State of Marketing 2020” di Salesforce. La ricerca, arrivata alla sua sesta edizione, ha coinvolto oltre 7.000 marketer in tutto il mondo, di cui oltre 300 italiani. La ricerca, vale la pena sottolineare, è stata condotta tra fine gennaio e inizio febbraio, prima del COVID-19 e del “New Normal” per il quale ci stiamo preparando.

I dati, presentati da Andrea Buffoni, Regional VP di Salesforce Marketing Cloud, hanno permesso agli esperti di Salesforce di realizzare un focus sullo “Stato del Marketing” nel nostro Paese, con evidenze e spunti di riflessione che consentono di comprendere quali siano i vettori “evolutivi” del settore nel breve e nel lungo periodo. In particolare, gli esperti marketing italiani sono sempre più attratti dall’intelligenza artificiale, vista come strumento idoneo per coniugare esperienze online e offline.

Gli algoritmi di intelligenza artificiale, però, sono solo uno degli aspetti che maggiormente interessano i responsabili marketing italiani: dall’indagine condotta da Salesforce, infatti, emerge che l’innovazione è sia la principale priorità sia la principale sfida che li “assilla” ogni giorno nel loro lavoro.

State of Marketing 2020: le evidenze del mercato italiano

Dall’analisi delle risposte dei 300 marketer italiani emerge che le loro esigenze non sono poi così differenti da quelle dei colleghi del resto del mondo. Sia per i primi, sia per i secondi l’innovazione è il focus principale cui puntare, grazie al quale trasformare non solo le tecnologie connesse alle campagne marketing (MarTech), ma anche l’organizzazione delle risorse umane impegnate in questo settore.

Ciò che differenzia principalmente i marketer italiani dai colleghi stranieri è l’attenzione nei confronti della privacy e del trattamento dei dati personali. La compliance con le normative sulla privacy – e, in particolare, con il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) – è, infatti, la seconda priorità e la terza sfida in termini di importanza. Segno che l’introduzione del regolamento europeo nel 2018 fa ancora sentire forte la sua “presenza” tra i responsabili marketing delle aziende italiane.

Più che raddoppiato l’uso dell’intelligenza artificiale, ponte fondamentale tra “online” e “offline”

Quando si parla di innovazione, però, è impossibile non parlare di intelligenza artificiale. Come avevamo già accennato, il ricorso ad algoritmi di intelligenza artificiale è infatti una delle strade maggiormente percorse per il marketing 2020. Rispetto al 2018, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è cresciuto del 178%, con il 73% dei marketer che ha ammesso di averla sfruttata per creare sinergie tra online e offline.

L’AI, però, è anche uno strumento di grandissima importanza per quel che riguarda la personalizzazione della customer journey degli utenti/clienti e per l’analisi dei dati. Da quest’ultimo punto di vista, poi, i marketer italiani sembrano essere un passo avanti rispetto ai colleghi stranieri. I senior marketer italiani sfruttano ben 15 fonti per “nutrire” gli algoritmi di intelligenza artificiale (principalmente piattaforme CRM ed email), mentre i colleghi stranieri si fermano ad “appena” 10 fonti. E, a fine 2020, queste fonti diventeranno ben 20, contro le 14 dei colleghi stranieri.

Evoluzione rallentata dalle vecchie pratiche

Con le loro risposte, i marketer italiani hanno anche messo in evidenza quelle che sono le “worst practice” che, ancora oggi, rallentano l’evoluzione del settore. In particolare, si legge nel report Salesforce, sono gli approcci “siloed” a ostacolare crescita e sviluppo delle tecniche marketing, mentre un approccio più dinamico, nel quale i contenuti vengono creati a seconda del canale e delle esigenze della campagna che si sta sviluppando.

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