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Generazione Alpha, i consumatori del 2030: sempre più tecnologia nei modelli d'acquisto

Una ricerca condotta da Infobip in collaborazione con BVA Doxa delinea il profilo dei ragazzi nati tra 2010-2020, i clienti domani: una generazione altamente tecnologica, per la quale mondo reale e digitale saranno sempre più interconnessi

08 Mar 2022

Redazione

Dopo X, Y e Z, si riparte dalla prima lettera dell’alfabeto greco, Alpha, per identificare la prima generazione del XXI secolo: i nati tra il 2010 e il 2020 che si lasciano il passato alle spalle e guardano al futuro in modo nuovo. Rispetto a Millenials, Generazione Z e nativi digitali, i ragazzi della Generazione Alpha non hanno conosciuto il mondo senza smartphone, tablet e gadget tecnologici. Gli Alpha sono, infatti, nati in un decennio in cui la tecnologia ha subito una profonda trasformazione, dalla presentazione dell’iPad all’avvento di Instagram, fino al lancio di Twitch e degli assistenti virtuali. È quindi una generazione completamente immersa nel digitale che si contraddistingue per la dimestichezza nell’utilizzo delle tecnologie e la naturalezza con cui interagisce con i diversi dispositivi.

Infobip, società globale di comunicazione cloud e leader nelle soluzioni CPaaS, ha realizzato, in collaborazione con BVA Doxa, la ricerca “Generazione Alpha, come sarà il consumatore del 2030?”, che ha coinvolto 405 giovani italiani suddivisi in due fasce d’età, 6-10 e 11-15 anni, per valutare l’impatto della tecnologia e le modalità di visione e interazione con la realtà che li circonda al fine di capire, una volta adulti, come influenzeranno la società e come cambieranno le loro modalità di consumo e di relazione con i brand.

Il profilo della Generazione Alpha

I risultati della ricerca delineano il profilo di una generazione ad alto tasso tecnologico. Oggi gli Alpha di età maggiore hanno 12 anni e non conviene sfidarli a qualsiasi videogioco o nella ricerca delle informazioni in rete. In media a 9 anni possiedono già console per videogiochi e tablet, mentre a 10 anni smartphone e PC. Come si può facilmente immaginare, lo smartphone si conferma come il dispositivo di proprietà più diffuso tra il 64% dei ragazzi intervistati, seguito dalla console per i videogiochi e dal tablet, entrambi posseduti da circa due intervistati su cinque, rispettivamente dal 38% e dal 36%. Smartphone, smart TV, console per videogiochi, tablet, PC e assistenti vocali vengono utilizzati regolarmente dal 75% per accedere a Internet. Se smartphone e PC sono i preferiti dal 98% e dal 91% degli intervistati tra 11 e 15 anni, il tablet è invece al primo posto (82%) nella fascia di età 6-10.

Per il 70% l’utilizzo delle app di messaggistica, come Whatsapp, è una delle attività preferite così come guardare video su YouTube (90%), film, serie TV e cartoni animati (74%) e giocare online ai videogiochi (72%) – percentuale che raggiunge l’85% tra i giovani di sesso maschile. Chiudono la classifica delle attività che gli intervistati svolgono online: i compiti (69%), i social media (50%) e la ricerca di oggetti che si vogliono acquistare (47%).

«A differenza delle generazioni precedenti, i ragazzi nati tra 2010-2020 hanno conosciuto solo un mondo digitale e questo avrà un impatto senza precedenti sul loro sviluppo, sulla psicologia e sul modo in cui vedono il mondo che li circonda. Inoltre, la pandemia di Covid-19 sta rafforzando e aumentando la dipendenza dai dispositivi smart e dalle comunicazioni digitali», ha dichiarato Vittorio D’Alessio, Sales Director Italy di Infobip, piattaforma globale di comunicazione cloud che consente alle aziende di creare customer experience su larga scala e lungo tutte le fasi del customer journey. «Solo con il tempo scopriremo quale sarà l’impatto sulla società delle abitudini di questa nuova generazione, ma sicuramente possiamo affermare che avranno più esperienza e maggiori aspettative, rispetto ai loro predecessori, su come la tecnologia può aiutarli. Se le aziende non sono preparate, non solo perderanno alcuni clienti, ma un’intera generazione. E se si pensa a come catturare l’attenzione di questa generazione, non si dovrebbe pensare solo ai loro gusti o alle loro preferenze perché coinvolgere gli Alpha sarà una sfida tecnologica».

Approfondendo l’analisi in base al cluster demografico di appartenenza, si può notare che per tutte le età i dispositivi tecnologici rappresentano la porta per entrare in un mondo di intrattenimento, ma tra gli 11 e i 15 diventano uno strumento di socialità e di informazione. I più giovani, infatti, preferiscono guardare video su YouTube (90%), film, cartoni animati e serie TV (75%) o giocare online ai videogiochi (74%), i ragazzi più grandi invece prediligono attività ‘meno ludiche’ e quindi usare WhatsApp (93%), TikTok e Instagram (76%), fare i compiti (80%) e guardare online eventuali oggetti da acquistare (57%).

Questo approccio tecnologico si riflette anche nelle relazioni con genitori, parenti e amici, dove il 55% circa degli intervistati utilizza WhatsApp come canale di comunicazione, percentuale che raggiunge il 67% e l’83% nella fascia di età 11-15 quando si parla con mamma e papà e amici. Solo il 30%, invece, sceglie le chiamate tradizionali, più diffuse tra 6 e 10 anni, trend che però si inverte nel caso delle telefonate ai nonni, preferite dal 48% del campione e dal 52% delle ragazze.

Seguendo la stessa tendenza anche la ricerca di informazioni e consigli è fortemente legata all’online, soprattutto tra i più grandi (11-15 anni). I ragazzi si affidano sempre più a Google, YouTube, social media e influencer quando cercano informazioni sui prodotti (46%) o notizie di attualità (55%), mentre i genitori sono i preferiti da un intervistato su due quando si cercano informazioni sulla scuola e sullo studio (57%) oppure sulle curiosità (46%).

Dalla ricerca condotta da Infobip, emerge chiaramente che i bambini della Generazione Alpha si affidano agli strumenti digitali per imparare e per giocare, influenzando di conseguenza il loro modo di vedere e di relazionarsi con il mondo che li circonda, anche per quanto riguarda i futuri comportamenti di consumo una volta adulti. Se gli amici (39%) e i genitori (36%) continuano ad avere la propria influenza nelle scelte di acquisto, cresce sempre di più l’impatto sul mondo dei consumi di influencer, tiktoker e youtuber (24%) così come della comunicazione pubblicitaria altamente profilata in base ai reali interessi sui social media e su Internet (24%).

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