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IL LIBRO

Philip Kotler, guardare la vita con gli occhi del marketing: in libreria l’autobiografia

È imminente la pubblicazione di “Marketing: il viaggio di una vita”, edizione italiana del libro uscito nel 2016 che raccoglie le esperienze e gli insegnamenti del padre del Marketing moderno. Pubblichiamo una presentazione a firma della curatrice e traduttrice del testo

08 Nov 2018

Sabina Addamiano

Philip Kotler è stato definito dallo Handbook of Management Thinkingil padre del marketing moderno”. Il pubblico italiano conosce da lungo tempo questo grande studioso: il suo manuale Marketing Management, uscito negli Stati Uniti nel 1967, è giunto in Italia nel 1986 e ha visto nel 2017 la quindicesima edizione. Su questo manuale, firmato in edizione italiana da Walter Giorgio Scott insieme a Philip Kotler, si sono formate generazioni di dirigenti, imprenditori, manager, consulenti e docenti di marketing. Insomma, come afferma Torger Reve della Norwegian School of Management, “per molti studenti di marketing e professionisti del marketing di tutto il mondo, ‘marketing’ e ‘Kotler’ sono sinonimi… Nessun altro individuo ha influenzato l’ambito del marketing più di Philip Kotler”.

Kotler è un autore prolifico: ad oggi si contano 65 volumi a sua firma, cui si aggiungono 158 articoli e innumerevoli interventi brevi e traduzioni in lingue che vanno dall’arabo al russo. Tra questi, la sua autobiografia occupa un posto assolutamente originale a causa della sua storia particolare.

All’inizio del 2013, il quotidiano economico giapponese «Nikkei» ha invitato Kotler a scrivere trenta articoli da pubblicare nel mese di dicembre dello stesso anno, uno al giorno. La richiesta si iscriveva in una lunga serie di inviti fatti dal quotidiano a personalità prestigiose: tra queste, Akio Morita di Sony, il grande studioso di management Peter Drucker e Tony Blair.

Preso dall’entusiasmo per questo incarico, Kotler ha scritto non trenta, ma cinquanta articoli sulla sua esperienza nel marketing e su episodi specifici della sua vita di docente e consulente di marketing, e ha lasciato a «Nikkei» la scelta di quelli da pubblicare.

Di concerto con il quotidiano, qualche mese dopo la pubblicazione dei trenta articoli prescelti l’intera serie dei cinquanta contributi è stata attentamente riveduta da Kotler, integrata da alcuni capitoli aggiuntivi, tradotta in giapponese e pubblicata in un volume come sua autobiografia. Il volume è stato quindi pubblicato in inglese negli Stati Uniti con il titolo My Adventures in Marketing (Idea Bite Press, 2016).

Grazie all’impegno di Alberto Mossone, marketer e consulente editoriale internazionale che ha colto immediatamente i motivi di interesse del libro, l’italiana EKIS Edizioni ha acquisito dall’autore i diritti per l’edizione italiana, di uscita imminente con il titolo Marketing: il viaggio di una vita.

L’edizione italiana non è, però, una semplice traduzione del testo inglese. Quando sono stata contattata da Alberto Mossone per tradurre il libro, dopo averlo letto ho pensato che il lettore italiano avrebbe voluto qualcosa di più della narrazione di una storia di vita, per quanto piacevole e interessante da leggere: avrebbe voluto comprendere appieno il peso e la rilevanza di alcune figure di studiosi di economia aziendale, la ricchezza dei diversi contesti culturali di cui Kotler ha fatto esperienza, la complessità del marketing e della sua strumentazione in costante evoluzione, e specialmente la relazione di Kotler con il nostro Paese.

Kotler ha infatti un’ammirazione infinita per l’Italia, la sua creatività e la sua ricchezza culturale: l’Italia, per sua esplicita ammissione, è il suo Paese preferito. Alle sue relazioni con l’Italia Kotler ha dedicato un breve capitolo della sua autobiografia, che però non esaurisce la lunga storia delle sue relazioni scientifiche e culturali con il nostro Paese. Nel capitolo 43, Kotler racconta delle attività da lui svolte a Milano negli anni Novanta come formatore nell’ambito di alcuni seminari per manager di livello executive: ma il suo primo seminario in Italia risale addirittura al 1975.

Sulla base di queste riflessioni, ho proposto all’Editore di realizzare una nuova edizione riveduta e arricchita da un ricco apparato di note, un’ampia introduzione e un’appendice specificamente pensata per il pubblico italiano. Quest’ultima illustra nel dettaglio le attività che Kotler svolge regolarmente in Italia dal 2015 nell’ambito del PKMF-Philip Kotler Marketing Forum, un’occasione unica per ascoltare dal vivo le riflessioni del padre del marketing moderno sugli ultimi sviluppi della disciplina.

Scorrendo il testo italiano dopo aver concluso la traduzione, posso dire che la storia di vita che si dipana lungo queste pagine è avvincente e formativa al tempo stesso. Nonostante abbia ormai ottantasette anni, Kotler è un uomo ancora straordinariamente curioso: la curiosità intellettuale, del resto, è stata il tratto caratterizzante di tutto il suo percorso umano e professionale. Così, dopo aver ripercorso lo sviluppo del marketing “delle origini”, il lettore può passare in rassegna le molteplici sfaccettature della disciplina, dai suoi diversi campi di applicazione fino ai suoi ultimi sviluppi: l’adozione del marketing da parte delle organizzazioni non profit, il marketing museale, la responsabilità sociale d’impresa, il brand activism e molto altro. Nell’esperienza di vita di Kotler, il marketing si declina come capacità di applicare un approccio e un metodo – quello del marketing – a situazioni e problemi diversi su scale e in ambiti estremamente variegati, individuando di volta in volta gli strumenti più adatti alla risoluzione di un dato problema.

Non siamo, però, di fronte a un manuale o un saggio di marketing. Il lettore troverà in questo libro anche le opinioni di Kotler sulla democrazia americana, il suo gusto per il collezionismo di opere d’arte giapponesi e vetri artistici, il racconto del modo in cui ha trovato casa e di come passa le vacanze… e la sua storia d’amore con la moglie Nancy. Il tutto insieme a un’affermazione che stimola la riflessione personale: “Mi è stato chiesto se avessi fatto un piano di marketing per diventare un docente di marketing famoso. No, non l’ho fatto. Mi sono limitato ad essere contento di pensare, fare ricerca e scrivere di marketing e di altri argomenti. Buona parte della fama è dovuta al lavorare sodo a ciò che ami, e al voler offrire prestazioni di alto livello”.

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