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Rendicontazione integrata, cresce il numero di aziende che presenta in un unico rapporto le relazioni finanziarie e non

La rendicontazione integrata può contribuire a migliorare la trasparenza e la responsabilità, portando aziende e stakeholder a prendere decisioni più informate e basate su una gestione più efficace dei rischi. Molte aziende, tuttavia, non l’hanno ancora adottata, spaventate dalla complessità e dai costi

Pubblicato il 03 Feb 2023

Andrea Garbarino

Analyst, Accompany

La rendicontazione integrata è un concetto relativamente nuovo nel mondo della finanza e della contabilità aziendale. Si riferisce alla pratica di presentare le prestazioni finanziarie e non finanziarie di un’azienda in un unico rapporto completo. Questa metodologia, conosciuta come integrated reporting, ha come obiettivo quello di fornire una visione olistica delle operazioni e delle prestazioni dell’azienda, piuttosto che concentrarsi solo su misure finanziarie tradizionali come profitti e ricavi.

Le origini dell’Integrated Reporting

All’inizio degli anni 2000, e specialmente dopo il 2010, due bisogni incominciarono ad emergere nel settore finanziario e in quello aziendale:

  • Adottare un framework capace di includere anche informazioni non-finanziarie nei report aziendali.
  • Trovare un modo più sostenibile per fare impresa e un modo migliore per mostrarlo.

Fino a quel momento la dottrina economica prevalente era, infatti, quella di Friedman, secondo cui il successo di un’azienda doveva essere misurato esclusivamente guardando al valore (economico) prodotto per gli stakeholder tramite il consumo e lo sfruttamento di risorse (Friedman, 1970). Il problema, come riscontrato da numerosi studiosi, era che Friedman non prendeva in considerazione né la quantità limitata di risorse a disposizione né gli effetti a lungo termine derivanti da questo continuo e scellerato sfruttamento.

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La risposta a questi bisogni arrivò nel 2013, grazie alla collaborazione fra diversi partner, aziende, studiosi, regolatori, professionisti contabili. Nacque, così, l’Integrated Reporting (IR) Framework.

Partendo dalle basi dell’Integrated Thinking, l’IR propone un nuovo approccio alla disclosure aziendale focalizzandosi sulla creazione di valore nel lungo termine.

L’International Integrated Reporting Council definisce l’Integrated Reporting come “un processo fondato sull’Integrated Thinking che risulta nella redazione periodica di un report integrato contenente informazioni circa la capacità dell’azienda di creare, distruggere o preservare valore nel lungo termine” (IIRC, 2021).

Integrated Reporting Framework: caratteristiche e obiettivi

Contrariamente ad altri modelli, come quelli del Sustainability Accounting Standards Board o del Global Reporting Initiative, l’IR Framework non prevede l’adozione obbligatoria di determinati KPI. Quello che fa, invece, è elencare una serie di linee guida per la preparazione e compilazione del report finale. Queste prevedono la presenza all’interno del report di informazioni chiare, complete (sia negative che positive), concise, che riguardino questioni che possono avere effetto sulla capacità dell’azienda di creare valore nel breve, medio, lungo termine e che siano presentate in maniera tale da permettere un confronto sia con i report dell’azienda stessa dei successivi/precedenti anni sia con i dati provenienti dai report di altre aziende.

Uno dei principali obiettivi dell’Integrated Reporting è, da un lato, quello di fornire agli investitori e agli stakeholder una comprensione più completa delle prestazioni e delle attività dell’azienda e, dall’altro, spingere le aziende a adottare un approccio fondato sulla creazione di valore a lungo termine pensando in maniera olistica alle risorse, relazioni, dipendenze e trade-off che emergono quando i processi per la creazione del valore vengono attuati.

Considerando sia i fattori finanziari che non finanziari, come le prestazioni ambientali, sociali e di governo (ESG), le aziende possono comprendere meglio i rischi e le opportunità che affrontano e prendere decisioni più informate su come gestire e far crescere le loro attività.

I vantaggi della rendicontazione integrata 

Per le aziende, la rendicontazione integrata può contribuire a migliorare la trasparenza e la responsabilità, e può potenzialmente portare a decisioni migliori e una gestione più efficace dei rischi.

Questa nuova forma di reporting è inoltre particolarmente utile alle aziende in termini di comunicazione. Permette infatti di esporre in modo chiaro e conciso come la strategia, la governance, le performance aziendali e l’ambiente esterno contribuiscono alla creazione, erosione e preservazione del valore nel tempo. I destinatari di questa comunicazione sono tutti gli stakeholder aziendali: portatori di capitale, dipendenti, banche, istituzioni governative, comunità in cui l’azienda opera, fornitori, clienti…

Per gli investitori, può fornire una visione più completa delle operazioni e delle prestazioni di un’azienda, il che può aiutarli a prendere decisioni di investimento più informate.

Nonostante questi vantaggi, la rendicontazione integrata non è ancora ampiamente adottata. Molte aziende sono ancora restie, citando preoccupazioni in merito ai costi e alla complessità di preparare un rapporto integrato. Tuttavia, poiché sempre più investitori e stakeholder richiedono informazioni più complete e trasparenti sulle aziende, è probabile che la rendicontazione integrata diventi sempre più comune in futuro.

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Andrea Garbarino
Analyst, Accompany

In Accompany si occupa di progetti di riorganizzazione aziendale, trasformazione digitale, formazione manageriale e cambiamento culturale. In parallelo, si interessa di temi relativi all’Agile Framework e all’Integrated Reporting Framework (argomento della sua tesi di laurea magistrale). Si è laureato alla Facoltà di Economia, Scienze matematiche, fisiche e naturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con indirizzo in Innovation and Technology Management.

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