Agrifood

Vino 4.0: le migliori tecnologie per le imprese vitivinicole

L’evoluzione profonda delle imprese vitivinicole, dalla produzione al marketing. Grazie all’uso di sensori, droni, cobot e, più in generale, di una serie di tecnologie fisse e mobili, le filiere potenziano le loro capacità di gestione in termini operativi e strategici

21 Gen 2022

Laura Zanotti

Vino 4.0 significa applicare la migliore innovazione tecnologica a tutta la filiera vitivinicola: dal campo al bicchiere degustato dal consumatore finale. Concettualmente parlando, si tratta di rivoluzionare il modo di pensare abbracciando un modello di filiera decisamente data-driven ed estremamente più collaborativo. Dalla coltivazione dell’uva ai processi operativi di cantina, dalla logistica distributiva al Customer Relationship Management (CRM) più spinto, Vino 4.0 vuol dire saper cogliere tutte le opportunità associate a una gestione più intelligente ed avanzata. Un insieme di tecnologie integrate e sincronizzate incrementa non solo i livelli di monitoraggio e di controllo, ma anche le capacità di pianificazione e di decisione in modalità end-to-end.

Vino 4.0: quali tecnologie e quali obiettivi

Abbracciando una prospettiva olistica, l’approccio 4.0 presuppone una gestione guidata da una digitalizzazione sempre più spinta che mette a sistema tracciabilità, rintracciabilità, flussi di dati e analisi per garantire una predittività funzionale a:

  • rendere più oggettivi i processi decisionali
  • ridurre i costi, gli scarti e gli errori
  • incrementare la produttività e l’efficienza delle risorse
  • valorizzare gli asset aziendali
  • rafforzare le catene di fornitura
  • ampliare le opportunità di ricavo
  • fidelizzare partner e clienti finali
  • tutelare i brand e i consumatori dalle frodi

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Rivoluzione del comparto favorita dal PNRR

Ad aiutare le imprese vitivinicole in questa fase di Transizione 4.0 è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, rispetto al programma di incentivi legati all’Industria 4.0, si è rinnovato e potenziato. A supporto dell’agricoltura il PNRR prevede investimenti pari a 6,8 MLD a cui si aggiungono i fondi provenienti da tutti quei progetti cosiddetti trasversali legati alla smartificazione del settore primario. Nel documento si legge come “la strategia Dal produttore al consumatore sostiene espressamente che gli agricoltori devono trasformare più rapidamente i loro metodi di produzione e utilizzare al meglio nuove tecnologie, in particolare attraverso la digitalizzazione, per ottenere migliori risultati ambientali, aumentare la resilienza climatica e ridurre e ottimizzare l’uso dei fattori produttivi”.

Un’innovazione che include sicurezza e sostenibilità

A pagina 122 del PNRR viene specificato come “Il progetto mira a sostenere attraverso contributi in conto capitale l’ammodernamento dei macchinari agricoli che permettano l’introduzione di tecniche di agricoltura di precisione (es. riduzione di utilizzo pesticidi del 25% a seconda dei casi applicativi) e l’utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché l’ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni (-95% passando da Euro 1, circa 80%  del parco attuale, a Euro 5). Inoltre, in ottica di economia circolare, l’investimento include l’ammodernamento della lavorazione, stoccaggio e confezionamento del Food & Beverage, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità del processo produttivo, ridurre o eliminare la generazione di rifiuti, favorire il riutilizzo a fini energetici. Per le aziende vitivinicole, dunque, il PNRR rappresenta un’occasione imperdibile per finanziare tutte le iniziative legate alla riduzione dell’impatto ambientale dei trasporti, migliorare la capacità di stoccaggio e trasformazione, potenziare la capacità di export e migliorare la capacità logistica dei mercati all’ingrosso.

Nello spirito di una gestione data-driven

Informatizzazione, integrazione e intelligence aiutano a rendere tutto il comparto più competitivo, agile e sostenibile. Più in dettaglio, il cambio di passo tecnologico rappresenta un passaggio culturale importante per tutti gli operatori della filiera.

Fase agricola

Vino 4.0 significa introdurre una sensorizzazione che, oltre a garantire la tracciabilità della filiera agroalimentare dalla fattoria alla forchetta, abilita la cosiddetta agricoltura di precisione, potenziando i livelli di controllo di terreni e coltivazioni, per consentire di aumentare produttività ed efficienza per ettaro. Ai processi di smartificazione legati alla Internet of Things, includendo l’uso dell’identificazione a radiofrequenza per introdurre la tracciabilità e la rintracciabilità, il settore può avvalersi dell’uso dei droni che, integrato a un sistema di analisi, consente di monitorare in tempo reale la coltura per rilevare informazioni preziose come vigore del fogliame, stress idrico o l’insorgere dei più comuni attacchi parassitari, presidiando l’esecuzione dei microtrattamenti su aree specifiche.

Vinificazione e distribuzione

Dalla gestione dei vigneti alla vinificazione (includendo anche i processi di distillazione, rettifica e miscelatura per i superalcolici), dall’imbottigliamento alla movimentazione dei prodotti che arrivano nei vari punti l’importanza di sistematizzare le informazioni e le certificazioni relative all’origine e ai processi di lavorazione è un asset importante per tutti gli operatori. Oltre ad agevolare produzione e logistica, infatti, adottare sistemi di codifica ed etichettatura più evoluti, che includono indicazioni di autenticità, tutela sia i brand che i consumatori. Le tecnologie di Track & Trace, infatti, contrastano tutti i fenomeni sempre più diffusi legati a frodi, contraffazioni o minacce del Made in Italy con la brandizzazione ingannevole associata all’Italian sounding.

Lotta alla contraffazione e tutela di brand e consumatori

Negli ultimi anni, le cronache documentano episodi sempre più frequenti di vini e alcolici contraffatti che, nel peggiore dei casi, possono arrivare a compromettere la salute dei consumatori. Tenendo conto di come vini e alcolici contraffatti costino ogni anno alle aziende europee perdite nell’ordine dei 5,2 MLD di euro, con un’incidenza del – 5,2% rispetto al business regolare, l’adozione di tecnologie a supporto di una tracciabilità potenziata aiuta gli operatori a preservare il business e la fiducia dei clienti finali (Fonte: EUIPO “The Global Trade in Fakes” Giugno 2021).

CRM: dalla soddisfazione alla fidelizzazione data driven

Che si tratti di vini o distillati, il comparto del Wine & Spirit è estremamente competitivo e diversificato. L’offerta verte su una produzione consolidata, ispirata alla tradizione, e una più emozionale e innovativa, volta a intercettare la voglia di novità dei consumatori. Per questo motivo il marketing gioca un ruolo importantissimo nella costruzione del valore del brand e del prodotto così come di una qualità legata all’esperienza garantita al consumatore finale. Ricordando anche come non tutti i clienti siano giusti per la propria azienda. L’individuazione del target, infatti, permette di focalizzare al meglio gli sforzi aziendali, diversificare la produzione e lavorare a una crescita del business funzionale alle proprie risorse e ai propri obiettivi di mercato, nazionali e internazionali.

Evoluzione della comunicazione

Dalla soddisfazione alla fidelizzazione, il Vino 4.0 passa dalla qualità diversificata della relazione sui social, includendo tecniche multicanali di comunicazione e di ingaggio. Nella vendita diretta, oltre alle strutture di accoglienza e vendita in linea con l’immagine aziendale, sono necessarie anche persone formate a fare da front office, esperte nello storytelling, che conoscono i prodotti e le tecniche di vendita del mondo retail. Non basta infatti che le persone entrino in azienda: è fondamentale che vi escano con le macchine piene di prodotti. Le nuove sfide per i vitivinicultori sono anche quelle di gestire la fusione di esperienze fisiche e digitali (phygital) per progettare e coordinare customer journey e brand awareness. Le campagne commerciali per funzionare hanno bisogno di informazioni sempre più puntuali e dettagliate rispetto ai comportamenti e alle abitudini dei clienti finali. Anche in questo caso, le tecnologie aiutano a sistematizzare il flusso di dati generati dall’intersezione dei consumatori con i brand, permettendo di analizzare sogni e bisogni per garantire esperienze contestuali, pertinenti e rilevanti in modalità sempre più personalizzata.

Vino 4.0: l’importanza di un software gestionale di nuova generazione

Vino 4.0 per le aziende vitivinicole non significa solo dematerializzare i registri di cantina e attenersi agli adempimenti normativi. La trasformazione digitale impone a tutti gli operatori nuove capacità e nuove conoscenze a livello operativo e organizzativo. I software gestionali di nuova generazione sono in grado di rispondere alle più diverse esigenze, registrando le informazioni aziendali cruciali (dai sistemi di coltivazione ai processi di cantina, dai costi di produzione a tutte le dinamiche legate agli acquisti, alle vendite e ai flussi di cassa, con un’integrazione spinta al CRM). La possibilità di una fruizione in cloud permette alle aziende di terziarizzare la complessità e di avvalersi di tutta la potenza elaborativa necessaria senza gli oneri legati agli investimenti in hardware e servizi di manutenzione, sicurezza e aggiornamento. La possibilità di poter contare su una business intelligence agile e potente permette alle aziende di estrarre e rielaborare le informazioni necessarie a compiere scelte importanti e sempre allineate al time to market.

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Laura Zanotti
Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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