Strategie

Velez, CEO di Dilaxia: «Con il digitale aziende più reattive, sostenibili e competitive. Serve parlare il linguaggio del business»

Dilaxia è il nuovo nome di NSI, digital transformation company bolognese presente sul mercato da oltre vent’anni, con alle spalle 4.000 progetti di successo per circa 1.500 clienti. Un cambiamento che riflette una nuova strategia, che punta ad aiutare i clienti a navigare nelle acque agitate del nostro tempo grazie alle tecnologie digitali

Pubblicato il 27 Apr 2023

La priorità numero uno per tutte le aziende che vogliono mantenersi competitive è la digitalizzazione. Il contesto socioeconomico globale negli ultimi tre anni ha subito mutamenti fondamentali dettati dalla pandemia di Covid, dai cambiamenti climatici, dalla guerra, dall’intelligenza artificiale di massa: situazioni che richiedono alle aziende capacità e rapidità di adattamento inedite che solo il digitale permette.

Come indicano i dati degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy della School of Management del Politecnico di Milano di fine novembre 2022, nel corso di quest’anno si prevede che il 43 per cento delle aziende incrementerà il budget per le tecnologie digitali, puntando in particolare su Information security, Business intelligence, Big data e Analytics, Cloud.

È fondamentale poter disporre delle giuste competenze per guidare le aziende in un percorso di digitalizzazione effettivamente business oriented e massimizzare così il ROI degli investimenti in tecnologia.

Questa è la mission che si è data Dilaxia, applicando in primo luogo a sé stessa il cambiamento di mentalità che è richiesto a tutti.

Così NSI, digital transformation company bolognese, si è trasformata in Dilaxia per sottolineare un salto evolutivo. La sua ventennale cultura tecnica, che le ha permesso di completare oltre 4.000 progetti di trasformazione digitale per circa 1.500 clienti, si potenzia oggi grazie ad una capacità di visione che va oltre la tecnica, inoltrandosi nei territori del business e dell’organizzazione. Ne parliamo con Gianluca Velez, CEO di Dilaxia.

Qual è la storia aziendale di NSI, ora Dilaxia, e la sua personale come imprenditore?

«Ho iniziato la mia carriera, dopo le lauree in ingegneria elettronica e informatica, nell’ufficio informatico del Team Minardi di F1, – racconta Gianluca Velez, CEO di Dilaxia -. Proprio la scuderia è diventata il mio primo cliente: sentivo il fermento di non volermi fossilizzare su un’unica azienda ma di portare i servizi IT sul mercato. Così è nata la mia prima esperienza imprenditoriale, percorso che mi ha poi portato nel 2002 a fondare NSI. L’azienda è stata inizialmente caratterizzata da una cultura molto tecnica e nel tempo, insieme ai miei attuali soci, è evoluta facendo grandi passi. NSI in vent’anni ha completato oltre 4.000 progetti di trasformazione digitale per circa 1.500 clienti, sia privati che PA. Ora diventiamo Dilaxia S.p.A. per attuare un approccio ancora più orientato al business, in grado di rispondere alle nuove esigenze dei clienti».

Di cosa c’è bisogno oggi per supportare le esigenze di digital transformation delle aziende?

«Il mondo del lavoro negli ultimi anni è fortemente cambiato, ma stanno arrivando al pettine i nodi di una crisi demografica mai fronteggiata e una poco oculata programmazione del settore dell’istruzione che porta a constatare la presenza di un profondo gap di competenze» aggiunge Daniele Mazza, Chief Operating Officer COO.

«Secondo il report di Eit Digital – Makers & Shapers “The Future of education for digital skills”, nel 2030 solo il 64 per cento delle persone in UE disporrà delle competenze digitali basic, mentre saranno occupati solo 13,3 milioni di digital specialist: il gap è di ben 6,7 milioni di lavoratori hitech rispetto agli obiettivi del Decennio digitale europeo.

La carenza di risorse e di competenze rischia di compromettere la capacità di trasformazione digitale delle aziende.

Questo scenario e questa nuova consapevolezza ci hanno portato come azienda a interrogarci sul nostro ruolo. Ci siamo risposti che per utilizzare pienamente la tecnologia digitale, le aziende hanno bisogno di un partner in grado di stimolarle e assisterle in un percorso di digitalizzazione che liberi il loro potenziale e crei nuovo valore».

NSI ora diventa Dilaxia: qual è la mission?

«Il nuovo nome, Dilaxia, evoca l’idea di una galassia digitale, simboleggiando il viaggio di trasformazione digitale per riprogettare i processi aziendali e renderli più proattivi, sostenibili e competitivi – spiega Stefano Borghi, Chief Technology Officer (CTO) -. Con oltre vent’anni di esperienza nel settore digitale, NSI ha consolidato una solida base su cui costruire Dilaxia. È tempo di esplorare nuovi orizzonti, adottando un approccio focalizzato sul business e gli obiettivi».

Per perseguire l’eccellenza, l’azienda ha deciso di concentrarsi su alcune aree chiave:

  • Supporto al lavoro remoto, facilitando la collaborazione a distanza;
  • Intelligenza Artificiale per automatizzare anche le operazioni concettuali;
  • Analisi di oceani di dati per massimizzare l’utilizzo delle informazioni;
  • Migrazione al cloud per sfruttare al meglio le infrastrutture globali;
  • Sicurezza informatica per proteggere le risorse aziendali dalle minacce cyber;
  • Sistemi MES per ottimizzare la produzione manifatturiera;
  • Tutela della privacy per garantire il rispetto dei diritti e delle libertà individuali;
  • Trasformazione dei processi amministrativi per l’efficienza della Pubblica Amministrazione;
  • Sicurezza sul lavoro per prevenire rischi e garantire un ambiente di lavoro sano.

«Con Dilaxia salpiamo su questo nuovo mare perché vogliamo crescere diventando per i nostri clienti un punto di riferimento non soltanto sulla tecnologia, ma anche sull’uso che si può fare della tecnologia per diventare aziende capaci di prosperare perché capaci di cambiare e adattarsi rapidamente».

Le piattaforme cloud Forwork e Utopia

«Utopia è una piattaforma dedicata alla compliance alle regole su privacy e data protection rappresentate in primis dal GDPR. Una soluzione in cloud che si rivolge a consulenti privacy, DPO, studi legali e grandi aziende. Attualmente la compliance GDPR di circa 6.000 organizzazioni è gestita con Utopia», – aggiunge Pier Silverio Pedrelli, Chief Revenue Officer CRO -.

«Grazie ad un motore basato sul machine learning, Utopia è in grado di aiutare i propri utenti ad analizzare il livello di protezione dei dati. MIA, l’intelligenza artificiale di Utopia, è una sorta di consulente virtuale che supporta gli utenti nella compilazione di registri dei trattamenti e degli altri adempimenti richiesti da GDPR».

Forwork è invece una suite dedicata alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nelle aziende. Al momento gestisce 700.000 lavoratori di circa 30.000 aziende. Consente alle aziende di adeguarsi al d.lgs. 81/2008 sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, norma alla quale tutte le aziende italiane devono adeguarsi. Ha tre moduli. Medwork, dedicato alla sorveglianza sanitaria; Safework che gestisce tutto ciò che riguarda la sicurezza del posto di lavoro; Trainwork che traccia le attività di formazione in questo ambito. «I processi legati a privacy, salute e sicurezza sul lavoro vengono spesso affrontati dalle aziende in modo destrutturato: i software Dilaxia permettono di ricavare valore dalla gestione strategica dei dati».

Alla luce dei trend socioeconomici globali, quali obiettivi si pone Dilaxia?

«Il mondo è profondamente cambiato, la trasformazione digitale è una chiave per supportare le aziende nei nuovi scenari globali», riprende Gianluca Velez -. «Basti pensare ad esempio che, come espresso dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, al 14 per cento di aziende end user italiane che dispongono di un piano strategico di green IT se ne aggiunge un 21 per cento che sta approcciando questo percorso. Dilaxia oggi conta 150 collaboratori in 2 sedi, con 8 milioni di euro di fatturato. L’obiettivo aziendale è quello della crescita organica affiancata da approcci strategici legati alle acquisizioni e alle fusioni, puntando a una maggiore internazionalizzazione, espandendosi nel mercato europeo. Del resto, questo percorso è già iniziato nel 2018, con l’avvio del primo ramo aziendale estero in Albania».

Raccontiamo un caso di successo

Andrea Scagliarini S.p.A., importante azienda del settore assicurativo, è parte integrante del Gruppo Howden, il più grande broker assicurativo al mondo al di fuori degli USA, presente direttamente in 45 Paesi. Per aiutare la società a erogare i suoi servizi in modo efficiente ed efficace, Scagliarini ha scelto di affidarsi a NSI, ora Dilaxia, per lo sviluppo di Atlas, un CRM e software gestionale completo dotato di tutte le funzionalità necessarie per gestire ogni fase del processo di erogazione dei servizi di un broker assicurativo. Atlas offre una gamma completa di funzionalità, tra cui la gestione dei prospect, delle opportunità, delle trattative, delle polizze, dei sinistri, delle quietanze e dei titoli.

Per Matteo Scagliarini, Chair Howden Italia e CEO Howden Scagliarini: «Dilaxia rappresenta da anni un partner strategico per lo sviluppo del nostro software gestionale, che ci consente un’efficienza operativa ed una granularità nell’analisi dei dati straordinarie. Dilaxia ci ha sempre supportato in modo proattivo ed efficace e ci ha consentito di implementare soluzioni all’avanguardia nel nostro settore».

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Redazione

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