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Reportage

Ogni business è digitale, ma chi guida la trasformazione? La parola ai C-Level italiani

All’evento “C-Level Summit” organizzato da Digital4Executive e ZeroUno nove manager di Amadori, Bayer, Carl Zeiss, Chebanca!, Chiesi Farmaceutici, Enel, Furla, Mediolanum, Sky Italia hanno discusso di come l’innovazione tecnologica stia cambiando il rapporto tra ICT e business. Andrea Rangone, AD di Digital360, ha introdotto l’incontro. Il reportage completo e le videointerviste ai protagonisti

27 Nov 2015

Daniele Lazzarin

Andrea Rangone, AD, Gruppo Digital360Nessun settore economico oggi si può ritenere immune dalla digitalizzazione. Ma nelle aziende chi guida questa trasformazione, le direzioni ICT, storicamente depositarie del sapere tecnologico, o i responsabili delle Line of Business, i Chief Marketing Officer, i Supply Chain Manager, i Responsabili Acquisti, HR e via dicendo? Questo è probabilmente il tema più “caldo” del momento nella gestione delle tecnologie in azienda, ed è stato al centro del “C-Level Summit”, tenutosi a novembre a Milano.

Digital4Executive e ZeroUno, testate del Gruppo Digital360, hanno infatti organizzato questo incontro con alcuni C-level di primarie imprese italiane – Amadori, Bayer, Carl Zeiss, Chebanca!, Chiesi Farmaceutici, Enel, Furla, Mediolanum, Sky Italia – proprio per analizzare come l’innovazione digitale, ormai pervasiva nelle organizzazioni, sta cambiando la relazione tra la Direzione ICT e le Direzioni di business, mettendo in evidenza le best practice e le principali problematiche.

L’incontro è stato introdotto come “padrone di casa” da Andrea Rangone, amministratore delegato di Digital360, che dopo aver rapidamente presentato il gruppo di cui è a capo («siamo una realtà in rapida crescita, una “matching platform” che vuole facilitare l’incontro tra domanda e offerta di strumenti di trasformazione digitale per le aziende, grandi e piccole, e per la PA»), ha dipinto un efficace scenario delle tendenze in corso.

«Non c’è settore che non sia toccato dalla “Big Bang disruption”, dall’editoria al banking, alle assicurazioni alla moda – ha detto tra l’altro Rangone -, e l’Italia purtroppo è indietro di 40 miliardi di euro, rispetto agli investimenti medi in digitalizzazione degli altri paesi avanzati europei».

Il C-Level Summit è stato poi caratterizzato da due tavole rotonde. La prima, intitolata “L’evoluzione tecnologica, culturale e organizzativa della direzione ICT a supporto del Business” e moderata da Stefano Uberti Foppa, direttore di ZeroUno, ha visto come protagonisti Luciano Bodini, BHC Logistic & Distribution Head di Bayer; Aldo Chiaradia, CIO di Furla; Demetrio Migliorati, Digital Workplace & Innovation di Banca Mediolanum; Luca Prina, Direttore Centrale Marketing e Comunicazione di CheBanca!; e Umberto Stefani, Group CIO di Chiesi Farmaceutici.

«La tecnologia – ha detto tra l’altro Bodini di Bayer – spesso ormai corre più veloce delle nostre capacità di innovazione. A questo punto l’ottimizzazione delle singole funzioni nelle aziende è già molto avanti, è il momento di concentrarsi sull’ottimizzazione delle supply chain: nel farmaceutico per esempio la digitalizzazione dei documenti e della fatturazione verso la PA sta già abilitando importanti benefici sull’intera filiera». Migliorati di Mediolanum ha invece sottolineato provocatoriamente che «parlare di digitalizzazione è ormai superato: la banca ormai si può definire una software company che opera nel business bancario, e deve diventare un ecosistema di servizi verso i clienti basati sulla tecnologia».

Clienti che sono sono già digitali, ha confermato Prina di Chebanca: «Siamo già dentro l’era della digital disruption: la tecnologia va messa al servizio del cliente, ma deve anche abilitarne nuovi bisogni, e in questo senso IT e Business devono fare lavoro di squadra facendo confluire i rispettivi obiettivi». Il punto di partenza però, sottolinea Stefani di Chiesi Farmaceutici, deve essere sempre una solida strategia di business, «senza la quale la tecnologia da sola non fa niente».

Stefano Uberti Foppa, direttore di ZeroUno, Luciano Bodini, Bayer; Demetrio Migliorati, Banca Mediolanum; Luca Prina, CheBanca!; e Umberto Stefani Group, Chiesi Farmaceutici,  Aldo Chiaradia, Furla

«La digitalizzazione è una minaccia per lo statu quo in azienda: tutti si stanno chiedendo “da dove verrà la Uber del mio settore”, ma sta ai manager trasformarla in opportunità – ha detto Chiaradia di Furla -. E l’IT ha un ruolo particolare in questo, perché il CIO non può più seguire le idee del business, deve essere sempre allineata, e possibilmente anticiparle».

La seconda tavola rotonda, dal titolo “Come le nuove esigenze del Business spingono l’innovazione nella direzione ICT”, e moderata da Manuela Gianni, direttore di Digital4Executive, è stata invece animata da Giampiero Carozza, Chief Procurement Officer di Amadori; Federico Ferlenghi, Customer Care Director di Sky Italia; Luigi Pignatelli, Country Information Officer di Carl Zeiss Vision Italy; e Nicoletta Rocca, HRO Global ICT and Global Procurement di Enel.

«I dati di contatto diretto con i clienti raccolti tramite i canali digitali sono fondamentali: grazie agli analytics possiamo migliorare la customer experience. In Sky Italia la funzione che ha la visione migliore e più completa sul cliente è ora il Customer Care», ha detto Federico Ferlenghi, mentre Carozza di Amadori (guarda la videointervista) ha spiegato la “trasformazione digitale” di un altro processo, quello di procurement, avvenuto appunto nell’azienda emiliana: «Un progetto che ha portato alla nascita di una nuova direzione Acquisti di Gruppo (UAG), supportata dal team di ‘Business Process Trasformation’ guidato dal CIO».

Manuela Gianni, direttore di Digital4Executive, Giampiero Carozza, Amadori; Federico Ferlenghi, Sky Italia; Luigi Pignatelli, Carl Zeiss Vision Italy: e Nicoletta Rocca, Enel.

Il cambiamento in corso sta impattando pesantemente anche sui modelli di governance dei sistemi, ha detto Pignatelli di Carl Zeiss (guarda la videointervista): «Quelli di prima non servono più, ne occorrono di nuovi che tengano conto del Cloud ibrido, del mix di soluzioni interne ed esterne per supportare la crescita del business nel modo migliore».

Tutti i protagonisti del C-Level Summit infine hanno sottolineato il problema della forte carenza di competenze specializzate in tecnologie digitali e digitalizzazione di processo nei vari settori verticali («mancano 4 milioni di teste per governare l’ICT», ha detto Chiaradia) e su questo tema una soluzione originale viene da Enel: Nicoletta Rocca (guarda la videointervista) ha raccontato di un innovativo progetto “pilota” con cui il gruppo ha ricercato le competenze digitali “nascoste” al suo stesso interno, con un assessment su 5000 dipendenti che ha portato a un censimento appunto delle skill e a una classificazione in vari gruppi, individuando anche un centinaio di “digital champion”.

Guarda le videointerviste di Digital4Executive e ZeroUno ai relatori:

Nicoletta Rocca, Enel

Luigi Pignatelli, Carl Zeiss

Giampiero Carozza, Amadori

Federico Ferlenghi, Sky Italia

Luciano Bodini, Bayer

Umberto Stefani, Chiesi

Luca Prina, CheBanca!

Demetrio Migliorati, Banca Mediolanum

Aldo Chiaradia, Furla

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