Sostenibilità: Leroy Merlin sceglie Regusto, piattaforma digitale anti-spreco

Sostenibilità

Leroy Merlin adotta una piattaforma contro lo spreco: agli enti no profit i prodotti invenduti

Il retailer ha scelto di donare mobili e materiali per l’edilizia in eccedenza attraverso Regusto, piattaforma digitale basata su tecnologia Blockchain che combatte gli sprechi (non solo alimentari). Un esempio che dimostra come la tecnologia può aiutare ad accelerare il cammino della solidarietà e del recupero

12 Ott 2021

Redazione

Leroy Merlin ha appena siglato una partnership con Regusto finalizzata alla lotta allo spreco nel segno della sostenibilità e dell’economia circolare.

Regusto, marchio della società perugina Recuperiamo, ha sviluppato un’innovativa piattaforma digitale basata su tecnologia blockchain in grado di connettere in tempo reale e in maniera geolocalizzata, la domanda e l’offerta di prodotti food e non food a rischio sprecoDonare mobili e materiali per l’edilizia agli enti non-profit è il cuore della partnership che ha siglato con Regusto Leroy Merlin, la prima azienda nella grande distribuzione non-food ad aderire alla piattaforma.

Come funziona la piattaforma Regusto

Dopo il primo test avviato nel negozio di Baranzate (MI), ora tutti i 50 store in Italia Leroy Merlin sono abilitati all’utilizzo della piattaforma e il personale vi può caricare autonomamente le referenze da donare. I prodotti potranno essere prenotati da tutte le associazioni iscritte a Regusto presenti sul territorio italiano, accordandosi su ritiro o spedizione in base alle diverse esigenze.

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Ogni donazione sulla piattaforma è tracciata con la blockchain, rendendo disponibili report, statistiche e indici di impatto ambientale, come le emissioni di CO2, lo spreco di acqua e il consumo di suolo evitati. Da giugno, sono state effettuate 129 donazioni a 20 associazioni per un totale di oltre 38.600 kg di materiale, contribuendo a un risparmio di più di 20 mila kg di CO2 e di 116 mila m3 di acqua. Il 55% delle donazioni ha riguardato prodotti per la casa, mentre il 44% ha interessato materiali per l’edilizia e l’arredamento.

Una legge antispreco per un futuro sostenibile

La collaborazione tra Leroy Merlin e Regusto si inserisce infatti nel solco tracciato dalla legge 166/2016 sulla donazione e la distribuzione di prodotti a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, che ha visto come prima firmataria l’On. Maria Chiara Gadda. Grazie alla legge “antispreco”, infatti, sono sempre di più le aziende italiane che decidono di donare prodotti invenduti ed eccedenze di magazzino agli enti non-profit.

“La Legge 166, cosiddetta ‘antispreco’ ha consentito in questi anni di sottrarre allo spreco migliaia di tonnellate di alimenti e farmaci. Ora bisogna fare un passo in avanti, perché questa legge rende già possibile il recupero di molti altri prodotti non alimentari che risultano in eccedenza nella filiera commerciale, e che allo stesso tempo possono rispondere ai bisogni dei cittadini in difficoltà. L’esempio di una azienda come Leroy Merlin dimostra che è possibile donare al terzo settore anche prodotti ingombranti, come possono essere piastrelle, elettrodomestici, sanitari o materiali per l’edilizia per progetti di reinserimento sociale o anche per migliorare la funzionalità delle sedi degli enti”, ha spiegato l’On. Maria Chiara Gadda, presente all’ufficializzazione della partnership”. “La collaborazione con una piattaforma virtuale come Regusto rende più agevole l’incontro tra profit e non profit, e risolve un grande collo di bottiglia determinato dalla logistica e dalla disponibilità per le associazioni di grandi spazi per gestire il recupero. Spesso si pensa che obbligare le imprese a donare sia la strada migliore, ma è semplicistico. Ora che la legge ha chiarito responsabilità, aspetti burocratici e fiscali, dobbiamo preoccuparci di farne conoscere tutte le potenzialità e migliorare l’efficienza della rete della solidarietà e del recupero con adeguati strumenti. Tecnologia, innovazione e piattaforme informatiche, insieme a una cultura diffusa della sostenibilità e della prevenzione, sono in questo percorso un tassello molto importante”, conclude Gadda.

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