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Il viaggio di Alpitour verso il Cloud: sicurezza, innovazione e osservabilità end-to-end

Da diversi anni il gruppo ha avviato numerosi progetti e partnership strategiche per dotarsi di soluzioni che offrissero servizi B2B e B2C all’avanguardia e applicazioni per gestire le attività interne. È recente l’implementazione di un software in grado di consolidare automaticamente le informazioni provenienti dall’intero stack tecnologico, ottenendo, così, dati e insights in tempo reale

Pubblicato il 02 Mar 2023

Alpitour

Alpitour è il più grande gruppo turistico italiano che da oltre settant’anni presidia le evoluzioni e le innovazioni che caratterizzano il settore dei viaggi, svolgendo da sempre un ruolo da pioniere nel seguire i trend del mercato.

Considerato il simbolo del modello europeo V.I.T.O. (Vertical Integrated Tour Operator), al suo interno ingloba una varietà di brand e aziende che si articolano nelle cinque macro-divisioni: Tour Operating, Aviation (tra cui la compagnia aerea Neos), Hotel (come la catena VOIhotel), Travel Agencies e Incoming (ne fa parte Jumbotours). Fa parte del gruppo anche Utravel, una start-up che opera nel segmento dei viaggi dedicati agli under 30.

Alpitour, generare innovazione attraverso partnership strategiche

Già da diversi anni, il gruppo ha avviato numerosi progetti e partnership strategiche per dotarsi di soluzioni che offrissero servizi sia in ambito B2B sia B2C e sviluppare applicazioni per gestire le attività interne, con l’obiettivo di adattarsi più rapidamente a uno scenario in continuo cambiamento ed essere sempre all’avanguardia nel portare esperienze innovative ai clienti.

L’ultimo passo in questa direzione è stato compiuto dal gruppo per inglobare un servizio in grado di consolidare automaticamente le informazioni provenienti dall’intero stack tecnologico (ormai diventato molto complesso e articolato), fornendo, così, dati e insight in tempo reale.

Automazione delle informazioni e dei processi

La scelta del partner strategico che supportasse l’azienda nella ridefinizione del proprio business è ricaduta su Dynatrace, una piattaforma unificata di Software Intelligence, che permette di consolidare automaticamente le informazioni provenienti dall’intero stack tecnologico. Si tratta di un’attività cruciale per supportare la migrazione dei sistemi da una base on premise al Cloud.

Oggi Alpitour utilizza, infatti, Dynatrace sull’intero stack IT: dall’infrastruttura allo strato applicativo, da DevOps a chi gestisce clienti e fornitori, fino ad arrivare alle control room.

«Dynatrace ci sta aiutando a ottenere un’osservabilità end-to-end e a monitorare quante più componenti possibili per escludere le problematiche dovute al passaggio da un ambiente on premise al Cloud, evitando così di incappare in quelle complicazioni tipiche che nascono da questo tipo di migrazione – ha evidenziato Omar Balducci, Information Systems Supervisor di Alpitour -. Per il futuro puntiamo a un maggiore sviluppo della pratica SRE (Site Reliability Engineering – ndr) e il nostro obiettivo è di portare le capacità delle automazioni anche in ambito DevOps per traguardare l’error budget come target dell’efficienza applicativa”.

In particolare, l’applicativo OneAgent di Dynatrace supporta la migrazione al Cloud, mappando e rilevando automaticamente tutte le applicazioni e i microservizi, e riducendo di conseguenza il rischio di errore. Inoltre, le funzionalità di osservabilità end-to-end potenziate dalla piattaforma di Dynatrace consentono ai team DevOps di Alpitour di identificare con precisione le cause alla base dei problemi, come i ritardi e gli eventuali disservizi, aiutandoli a ripristinare i servizi più rapidamente.

Alpitour, da tour operator tradizionale e business digitalizzato

Alpitour sta passando, dunque, dal tradizionale modello di tour operator a un business digitalizzato e sempre più focalizzato su un ecosistema integrato attraverso una piattaforma aziendale agile, in grado di costruire relazioni dirette sia con i clienti, sia con i fornitori, assicurando loro delle User Experience davvero ottimali.

Con circa 4.000 dipendenti (il 25% ha meno di 30 anni), una rete di 5.000 agenzie e una presenza in più di 29 Paesi (7 solo in Italia dislocate tra Torino, Milano, Somma Lombardo, Pesaro e Roma), per il gruppo risultava cruciale migliorare la gestione dei flussi di lavoro e la comunicazione tra le diverse sedi dislocate nel mondo, ottimizzare e personalizzare la relazione con i viaggiatori e migliorare l’offerta di servizi, adesso potenziati da un’intelligente lettura dei dati.

Il progetto inNOVA

Come accennato, l’attenzione all’innovazione è una caratteristica che da sempre contraddistingue il marchio, e il suo modo di operare. Prima della pandemia ha sviluppato, grazie a un investimento di oltre 20 milioni di euro, un piano strategico pluriennale – inNOVA -, con l’obiettivo di accelerare il cambiamento tecnologico –(in particolare a servizio della divisione tour operating ), semplificare flussi e processi e punti di contatto per garantire una maggiore efficienza interna. Queste le diverse aree di inNOVA:

  1. Prodotto – Revenue
  2. Capacity Management – Sales
  3. Booking
  4. Customer Experience
  5. Data Platform – Automation
  6. Artificial Intelligence

Si tratta di un modello di evoluzione generale per consolidare la nuova cultura di gruppo, fondata sulle persone e sulla digitalizzazione, la semplificazione, l’interconnessione e l’ottimizzazione delle competenze e dei dati in un’ottica incentrata sul cliente e focalizzata agli obiettivi di business.

Per dimostrare quanto il settore del turismo sia strettamente collegato al tessuto economico e sociale del paese, Alpitour ha realizzato insieme a Strategy Innovation, Spin-off dell’Università Ca’ Foscari Venezia, il primo rapporto di impatto, uno studio approfondito per indagare (e confermare) gli effetti positivi che l’azienda produce all’interno del Paese.

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