Growens dal 2021. MailUp Group cambia nome, ma non la mission

Rebranding e strategia

Growens: crescere, facendo crescere. MailUp Group cambia nome, ma non la mission

Il Gruppo oggi sviluppa e commercializza tecnologie di predictive marketing, mobile messaging e content creation ad altissima integrazione. La ridenominazione, ufficializzata questa primavera, esprime meglio l’identità e i nuovi asset aziendali

24 Mag 2021

Laura Zanotti

Growens è un neologismo che coniuga la radice inglese grow con il suffisso latino ens. Il suo significato è emblematico e sintetizza un percorso di crescita e sviluppo consacrato all’azione e alla migliore innovazione. Cosa ha spinto una realtà internazionale consolidata come MailUp Group, con 5 business unit tra Italia, Nord Europa, Stati Uniti e America Latina, 250 dipendenti e 25.500 clienti in 115 Paesi a cambiare nome?

Una buona idea diventata prodotto e startup

Per capire meglio il contesto bisogna tornare indietro di vent’anni, quando cinque ragazzi cremonesi colgono un’esigenza del mercato e la risolvono sviluppando un programma capace di automatizzare in modo intelligente la comunicazione via e-mail. Il prodotto, che semplifica le comunicazioni digitali B2B e B2C, funziona e piace: le campagne diventano più funzionali ed efficaci, aumentando i risultati. MailUp diventa in poco tempo la soluzione di riferimento nell’ambito dell’e-mail marketing, utilizzata da aziende di ogni dimensione e settore. Partendo da zero e senza l’aiuto di investitori industriali, fondi di venture capital e sostanzialmente senza debiti finanziari, i cinque giovani imprenditori creano una startup e precorrono i tempi della rivoluzione omnicanale. L’azienda negli anni amplia il suo orizzonte d’azione e diversifica la potenza di fuoco dell’offerta. Nel 2014 si quota sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana e riesce a raccogliere i capitali che le consentono di crescere per linee esterne e di internazionalizzare. A raccontare uno sviluppo sempre più strategico è Nazzareno Gorni, co-fondatore di MailUp e oggi amministratore delegato di Growens.

«In quasi 20 anni di attività abbiamo ampliato i nostri confini per creare una realtà internazionale con radici italiane e una visione globale – spiega Gorni -. Intorno a MailUp, che rimane un prodotto di punta, abbiamo sviluppato per il marketing un approccio massivo sempre più sofisticato, aggiungendo servizi di messaggistica e di comunicazione tramite SMS, social e app, Telegram incluso. Gestendo flussi di informazioni crescenti e mettendo a sistema feedback e comportamenti degli utenti, abbiamo incrementato la nostra capacità di profilazione e di segmentazione, abilitando una personalizzazione dei contenuti sempre più one-to-one. Per rispondere più rapidamente alle domande del mercato abbiamo scelto la strada delle acquisizioni, capitalizzando l’esperienza di altre aziende specializzate. In questo contesto, e nell’ambito di un processo di aggiornamento del posizionamento, della mission e del purpose aziendale, abbiamo deciso di cambiare nome, scegliendone uno in grado di rappresentare ancor meglio l’identità del Gruppo.  MailUp continuerà a mantenere la propria identità come business unit specializzata nell’Email marketing. Per affrontare la nuova fase di scale-up delle business unit più giovani, inoltre, abbiamo lavorato nell’ultimo anno per rafforzare le prime linee di management, ponendo così le basi per un rinnovato percorso di crescita».

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La sfida? Rimanere dirompenti nel tempo

L’obiettivo di Growens è duplice. A livello di Gruppo proseguire un percorso di capitalizzazione e internazionalizzazione. A livello di business continuare a supportare le sempre più numerose aziende clienti, consentendo loro di raggiungere nuovi obiettivi e nuovi traguardi.

A MailUp, tuttora attiva nel mercato delle tecnologie per l’e-mail marketing, si sono affiancate:

  • Acumbamail, operante nell’e-mail marketing dalla Spagna sul mercato iberico e Latino Americano
  • Agile Telecom, fornitore di servizi di SMS all’ingrosso per finalità promozionali e transazionali (password, notifiche e avvisi)
  • Datatrics, società olandese che ha sviluppato una piattaforma proprietaria di marketing predittivo. Il sistema si avvale dell’Intelligenza Artificiale per attivare tecniche di persuasione mirate su ogni singolo utente: è in grado, infatti, di identificare la leva persuasiva più efficace (ad esempio scarsità, urgenza, social proof) in base al profilo e ai comportamenti individuali.
  • BEE, startup fondata a San Francisco nel 2014 dal Gruppo e che ha sviluppato un digital content editor che, in modalità drag and drop permette a chiunque di creare contenuti per email e landing page, risolvendo design e grafica. Il servizio conta migliaia di clienti, tra cui software house che incorporano l’editor di BEE all’interno delle loro applicazioni e aziende di ogni tipo, tra cui anche colossi come Netflix, Google, Johnson& Johnson, Novartis o Amazon.

«Grazie alla quotazione in borsa abbiamo avuto l’opportunità di diversificare il nostro portafoglio di offerta e velocizzare il ritmo della nostra innovazione. A questo proposito Datatrics è stata un’acquisizione molto significativa: ci ha permesso di integrare nel Gruppo una Customer Data Platform che consolida in un unico ambiente tutte quelle informazioni che nelle aziende sono distribuite su più sistemi, creando una visione poco coerente di clienti e prospect che fa perdere opportunità al business. Nella Customer Data Platform converge ogni tipo di informazione. Questo consente segmentazioni automatiche e su ampia scala, sofisticate e in tempo reale, con un livello di personalizzazione dei messaggi che risulta sempre puntuale, pertinente e contestuale, aumentando il livello di ingaggio e di fidelizzazione».

Massima convergenza informativa

Storicamente e-commerce, web properties (siti, app e landing page), CRM e sistemi di advertising, social, e-mail marketing sono entrati nelle aziende in modo progressivo e addizionale, per cui è raro che siano collegati tra loro. La Customer Data Platform proposta da Datatrics abilita una comunicazione omnicanale e iperpersonalizzata ad altissima integrazione. Le aziende che desiderano comunicare in modo più efficace e rilevante con i propri clienti, reali o potenziali, possono avvalersi di una cabina di regia centralizzata che perfeziona i flussi delle comunicazioni, velocizzando il time to market per massimizzare i risultati.

«Per gestire le proprie attività oggi mediamente un ufficio marketing usa dai 20 ai 30 strumenti diversi – prosegue Gorni -. Il principio della Customer Data Platform è quello di essere un sistema integrato e in cloud che permette di collezionare, organizzare e rendere fruibili le informazioni con un approccio aperto tramite API. In futuro si svilupperanno ulteriori e nuove possibilità di interazione con i nostri clienti, in un modo talmente dinamico da rendere difficile la cumulazione di funzionalità in un unico tool. Avere dei sistemi aperti in cloud è la soluzione migliore rispetto alla scelta di adottare sistemi chiusi».

Il circolo virtuoso della comunicazione omnicanale

Considerata l’estrema frammentazione del customer journey su tutti i crescenti touchpoint della relazione e del business, per un’azienda sviluppare e mantenere questo tipo di sistemi è complicato anche perché servono risorse skillate e serve tempo per sfruttare al meglio gli strumenti disponibili. La Customer Data Platform contribuisce ad armonizzare il lavoro di produzione, logistica, customer service, vendite e marketing. L’accesso e la condivisione di ogni tipo di informazione relativa ai clienti e il potere degli algoritmi a supporto dell’analisi e dell’elaborazione consentono alle organizzazioni di progettare comunicazioni di qualità e coerenti per ogni singolo cliente.

«Quando ci sono tantissimi dati, tantissimi canali e tantissimi modi per personalizzare un contenuto solo un motore di Intelligenza Artificiale può farlo in modo massivo – conclude Gorni -. La marketing automation iperpersonalizzata ha delle performance statisticamente superiori rispetto ai messaggi massivi generalisti. La strategia di Growens è quella di diventare un player globale nel campo delle tecnologie per il marketing in modalità As a Service. Siamo entrati nel 2021 forti di risultati eccellenti e con uno stato patrimoniale solido. Continueremo a sviluppare le soluzioni che già abbiamo e continueremo a crescere tramite acquisizioni per aggiungere nuovi prodotti e nuove soluzioni al nostro portfolio, coerentemente a un percorso di crescita parallelo a quello della nostra crescita sul mercato finanziario».

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Laura Zanotti
Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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