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ERP

Passepartout, gestionali in Cloud a misura di PMI e professionisti

Continua la crescita della software house sammarinese, che ha circa 24mila clienti in tutta Italia. Per il fondatore e presidente Stefano Franceschini è il risultato dell’impegno costante nell’innovazione tecnologica

12 Lug 2013

Manuela Gianni

Stefano Franceschini, presidente e fondatore di PassepartoutSono tante, in Italia, le PMI che continuano a crescere e a innovare, nonostante la crisi. E lo fanno anche adottando soluzioni gestionali sviluppate pensando alle loro specifiche esigenze, come quelle di Passepartout, software house di San Marino da vent’anni sul mercato che oggi ha circa 24 mila clienti, di cui quasi 3mila sono studi professionali (commercialisti) e gli altri piccole e medie imprese.

La società, che ha un fatturato di 12 milioni di euro in crescita (+3% nel 2012), ha chiamato a raccolta i propri rivenditori a Riccione per la convention Passworld 2013, dove i manager hanno fatto il punto della strategia e ribadito la bontà delle scelte tecnologiche fatte in passato: lo sviluppo dei prodotti secondo il paradigma del Cloud.

«Il Cloud apre una nuova era – ha affermato Corrado Rossi, direttore commerciale -, e Passepartout si è mossa in questa direzione in tempi non sospetti, con grande lungimiranza. Le soluzioni che vendiamo oggi sono tutte in Cloud, sia che poggino sul server del cliente sia sulla nostra server farm. I risultati ottenuti in questi anni dall’azienda sono positivi, ma non ci accontentiamo: la contingenza economica è un’opportunità, perchè spinge le aziende a ridurre i costi a cambiare i modelli di business».

«Siamo stati capaci di crescere al netto delle acquisizioni, aumentando il numero di clienti – ha ribadito il presidente e fondatore della società Stefano Franceschini – e questo grazie all’impegno costante nell’innovazione tecnologica, che oggi vuol dire cloud». Dei 130 dipendenti della sede di San Marino, infatti, la maggior parte lavora nell’area tecnica. «Il prodotto in Cloud implica un approccio veramente diverso – continua Franceschini -. Il commercialista da consulente passivo può diventare un fornitore di business, andare dal cliente a proporre una soluzione».

Un mercato, questo, ancora ampio, dato che oggi solo il 25% dei commercialisti si è attrezzato e il 50% prevede di farlo, ma nel frattempo continua a usare la carta e a lavorare a mano, secondo le analisi dell’Osservatorio ICT&Commercialisti del Politecnico di Milano.

Il prodotto di punta è Mexal BP, il software per gestire le procedure aziendali fondamentali: contabilità, bilanci, acquisti, vendite, magazzino. Business Pass è invece la soluzione per gli studi professionali, utilizzata non solo per gestire il processo amministrativo ma anche per comunicare con i clienti, accedendo anche da smartphone e tablet alle informazioni e ai servizi. L’offerta si completa anche con software dedicati alle specifiche esigenze del mondo del benessere e dell’ospitalità, come hotel, ristoranti e centri estetici.

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