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È guerra aperta fra i big della Rete

Sono la telefonia su Internet, i Social Network e il Mobile i nuovi terreni di conquista di Facebook, Google, Apple, Microsoft e Amazon, i colossi che dominano il mercato mondiale dell’ICT. In uno scenario di agguerrita concorrenza, che vede tutti contro tutti

Pubblicato il 11 Gen 2013

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Quello che è certo è che avanzano senza freno e senza tema di mutare pelle: esplorando nuovi settori, anche eventualmente calpestandosi i piedi a vicenda. Comunque, indisturbati. Sembra questa la lezione che emerge dalle ultime vicende dei big come Facebook, Google, Apple, Microsoft e Amazon. Sono molto diversi tra loro, ma in comune hanno questa capacità di tentare nuove strade, anche rischiose. Ha tali caratteristiche la recente incursione di Facebook nel mercato del VoIP, contro Google e contro Microsoft-Skype. Oppure la mossa di Google di condurre quasi a forza gli utenti verso il proprio social network Google+, integrandolo fortemente con Youtube, Gmail e con il motore di ricerca. È forse l’azienda che più delle altre riesce a operare in modo trasversale a tutti i mercati. Ed è al momento inarrestabile in questa strategia, come conferma la recente decisione del Federal trade commission (l’Antitrust americano), tutto sommato abbastanza favorevole a Google.


Facebook vs Google
Facebook e Google hanno molti aspetti in comune. Entrambi vivono di pubblicità, hanno bisogno sempre più di monopolizzare il tempo e le comunicazioni dei rispettivi utenti e, per questo, guardano con interesse all’erba del vicino. È così che Facebook a gennaio ha cominciato a sperimentare un servizio VoIP, integrato con il proprio social network sull’app mobile. Per ora solo in Canada e solo per dispositivi iPhone.

È un test, significativo soprattutto perché rivela le inesauste volontà di potenza da parte di Facebook. Il social network con un miliardo di utenti non ha grandi probabilità di danneggiare Skype (azienda Microsoft), in realtà, ma può rubare lo scettro a Google Voice.

Per fare un servizio VoIP leader hai bisogno di tre cose, infatti: usabilità, qualità della voce ed effetto rete. Skype ha tutti e tre; al momento Facebook solo quest’ultimo punto e tutto sommato a un livello comparabile al network Skype (che ha 800 milioni di utenti). E quindi l’ultima mossa Facebook potrebbe porre un paletto all’ansia monopolizzatrice di Google, soprattutto, che d’altro canto sta pompando più che può il proprio social network, il quale non è ancora riuscito a esprimere il proprio potenziale.

Così come Facebook fa leva sulla propria rete sociale per spingere il nuovo servizio VoIP, Google fa leva sui propri servizi più famosi per sostenere G+. Chi si registra a Gmail, Youtube o altri servizi adesso è indotto a entrare in G+. Il gigante cammina sul filo del rasoio, rischiando di infastidire i propri utenti, ma a quanto pare il gioco vale la candela. Non serve solo a portare nuovi utenti a G+, ma anche per genere un business pubblicitario addizionale grazie all’integrazione tra i servizi. Nel 2012, infatti, Google ha rivoluzionato le proprie policy di privacy, unificandole. Così può condividere, tra i propri servizi, le informazioni raccolte sugli utenti. L’effetto pratico è che può personalizzare meglio la pubblicità e il servizio finale.

Le istituzioni europee stanno guardando con sospetto alle mire espansionistiche di Google. I garanti della privacy gli avevano chiesto di rimandare l’unificazione delle policy; l’Antitrust europeo sta ancora indagando su un presunto abuso di posizione dominante nel mercato della pubblicità online.

Per quest’ultima accusa, però, l’Antitrust Usa ha già deciso di non procedere e si è limitato a indicare alcuni impegni non vincolanti. Nel contempo, ha chiesto a Google di concedere a un prezzo equo e ragionevole la licenza dei propri brevetti nel mercato mobile, ottenuti con l’acquisizione di Motorola.


Google vs Microsoft vs Apple vs Amazon
Ma Google nel contempo sta anche cercando di ampliare i propri ricavi non pubblicitari. In questo caso il mercato di riferimento è il cloud (software as a service) e il nemico giurato è Microsoft. Poche settimane fa ha deciso di rendere a pagamento anche le Google Apps rivolte alle piccole aziende (da dieci utenti in giù). Un’analisi di Idc riporta inoltre che Google sta cominciando a strappare utenti a Microsoft Office sul mercato enterprise.

L’altro fronte di scontro con Microsoft è sul mobile, dove però il nemico numero uno di Google è Apple. Queste due aziende hanno finalità diverse, tuttavia: il primo cerca di espandere i propri servizi (e quindi la pubblicità) sul mobile; il secondo vuole vendere più prodotti.

È prevedibile che la loro guerra, nel 2013, si intensificherà sul filo dei brevetti e sulle strategie per rafforzare i rispettivi ecosistemi di sviluppatori. Microsoft d’altro canto sta traghettando il proprio business in una dimensione nuova, in cui piattaforme mobili e computer vivranno senza soluzione di continuità: lo dimostra il lancio di Windows 8, che è una rottura rispetto ai precedenti Windows. A conferma del fatto che anche Microsoft è disposto a mutare in fretta pelle. I primi dati sulle vendite di Windows 8 mostrano però un calo del 13 per cento, da ottobre a dicembre, rispetto all’anno precedente (secondo Npd).

Nemmeno Apple può essere serena, come si vede dal recente declino in Borsa. Secondo un’analisi condivisibile del Wall Street Journal, Apple deve prepararsi a un 2013 giocato soprattutto in difesa, dopo le grandi rivoluzioni degli scorsi anni. Android è sempre più forte, sui cellulari.

Amazon- altro gigante in grado di adattarsi velocemente al mercato- ha saputo costruirsi una buona nicchia nei tablet con il Kindle Fire, per proteggere il proprio business basato sulla vendita di contenuti. Amazon per altro gioca anche nel campo del cloud, ma di tipo infrastrutturale, quindi per ora non va in rotta di collisione con gli altri big qui citati.

Le ultime indiscrezioni dicono che Apple sta lavorando a un iPhone mini e anche questa può essere vista come una mossa difensiva. Ad oggi, la sola novità dirompente prevista per questa azienda è il lancio l’Apple Tv: scopo dichiarato, rendere più intelligenti i televisori. Sarebbe l’ennesima espansione in nuovi territori da parte di uno dei colossi che stanno dominando la scena hi tech mondiale.

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