Management

McKinsey: un’agenda per la ripartenza del business in chiave digitale (in 90 giorni)

Con l’emergenza sanitaria molte imprese hanno fatto un balzo in avanti sulla strada del digitale stimata in cinque anni. Per rimanere al passo ora è fondamentale lavorare su 4 direttrici: orientare gli sforzi digitali verso le nuove necessità dei clienti, utilizzare dati e AI per migliorare le operazioni di business, modernizzare la dotazione IT e migliorare l’organizzazione aziendale

20 Mag 2020

Luigi Teodonio

La ripartenza e il new normal saranno all’insegna del digitale. E solamente le aziende che sapranno farsi trovare pronte con questo appuntamento riusciranno a riprendersi più velocemente. Questo quanto emerge da una ricerca realizzata da McKinsey sull’evoluzione del mercato globale negli ultimi 3 mesi. Indipendentemente dal settore, infatti, si è assistito a una vera e propria corsa verso la digitalizzazione. Diversi studi mostrano infatti che consumatori e imprese hanno fatto un balzo in avanti di cinque anni in circa otto settimane.

Una tendenza che, nei prossimi mesi, subirà un’ulteriore accelerazione. Per questo sarà necessario farsi trovare pronti. McKinsey ha quindi stilato un piano trimestrale (basato su tre step differenti, ognuno dei quali ha una durata di 30 giorni) focalizzato su quattro direttrici: orientare gli sforzi digitali verso le nuove necessità dei clienti; utilizzare dati e intelligenza artificiale per migliorare le operazioni di business; modernizzare selettivamente le capacità tecnologiche per velocizzare lo sviluppo aziendale; migliorare l’organizzazione aziendale per fornire risposte più veloci.

Seguendo questa agenda, le aziende saranno in grado di valutare in maniera ottimale i loro punti di forza e quelli di debolezza nei vari settori e riuscire così ad adottare le giuste contromisure per non ritrovarsi tagliate fuori dal mercato.

Ripartenza digitale 2

Orientare gli sforzi digitali verso le nuove esigenze dei clienti

La sola digitalizzazione, nell’ottica dell’agenda trimestrale di McKinsey, non è sufficiente. Una catena di supermercati e ipermercati non potrà basare la sua strategia di rilancio su un “semplice” e-commerce. I concessionari auto, tra le attività commerciali più colpite dall’emergenza sanitaria, non potranno sperare che i cittadini tornino ad acquistare da loro facendo leva su un portale-vetrina nel quale mettere semplicemente in mostra le vetture.

Ciò di cui c’è realmente bisogno – e il digitale, in questa ottica, rappresenta solamente uno degli step per la ripartenza – è una ridefinizione del customer journey, che consenta di accelerare la transizione digitale e, allo stesso tempo, ridurre le possibili frizioni che potrebbero venire a crearsi tra digitale e reale.

Nell’agenda trimestrale ipotizzata da McKinsey, questo nuovo approccio dovrebbe avere un’articolazione temporale ben precisa. La scaletta da seguire dovrebbe essere la seguente:

  • Allineare l’organizzazione aziendale alle nuove esigenze degli utenti; valutare quale sia lo “stato dell’arte” digitale dell’impresa e confrontarlo con quello dei competitor;
  • Migliorare i canali digitali già esistenti e recuperare l’eventuale gap dai concorrenti, per farlo i Chief Digital Officer e i Chief Information Officer dovranno costituire velocemente o rifocalizzare dei team agile per portare avanti gli interventi prioritari;
  • Lanciare nuovi canali e nuove iniziative digital.

Dati e AI a servizio delle business operation

Le aziende, qualunque sia la loro dimensione e il loro settore operativo, sono chiamate a prendere decisioni operative su base quotidiana. Ognuna di esse utilizza già un modello predittivo e organizzativo che, nei loro piani, consente di prendere le migliori decisioni in base alle variabili che si presentano di volta in volta.

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Modelli che, però, si sono probabilmente dimostrati poco accurati nella situazione che abbiamo vissuto a partire dallo scorso marzo e che, altrettanto probabilmente, non riusciranno a reggere la prova del “new normal”. Nella fase della ripartenza sarà necessario, dunque, affidarsi di più al digitale e uscire dagli schemi sinora utilizzati a favore di nuovi approcci basati su dataset differenti e che facciano ampio utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Nell’agenda delineata da McKinsey, le aziende dovrebbero muoversi in questo modo:

  • Valutare la validità dei modelli utilizzati sinora e quella di modelli alternativi sinora scartati, questo compito spetterà ai Chief Analytics Officer – o a chi si occupa dell’analisi dei dati in azienda – che dovranno definire un programma di interventi rapidi, lavorando a stretto contatto con i leader aziendali e funzionali;
  • Ricalibrare o ricostruire i modelli, in modo che siano più attinenti alla “nuova realtà” nella quale l’azienda dovrà muoversi;
  • Sviluppare nuovi modelli basati su nuovi set di dati e, grazie all’elaborazione “spinta” dall’intelligenza artificiale, migliorarne efficienza e performance predittive.

Modernizzare le capacità tecnologiche

Per supportare i punti precedenti, però, sarà necessario poter contare su capacità di investimento e velocità di sviluppo. In tal senso, in fase di ripartenza, i CIO possono contribuire sia a ridimensionare la struttura dei costi IT (molte aziende hanno scoperto di avere il potenziale per liberare fino al 45% dei loro costi IT nel corso di un anno) sia a individuare le soluzioni digitali e le aree in cui reinvestire le risorse liberate , anche in termini di sistemi di supporto decisionale. Le aziende poi possono valutare anche di destinare parte dei risparmi alla modernizzazione selettiva dello stack tecnologico e degli strumenti di sviluppo software, che siano di supporto al nuovo piano di sviluppo aziendale.

Dato che i CIO considerano l’aggiornamento dei loro stack tecnologici, due caratteristiche di un moderno ambiente tecnologico sono particolarmente importanti e possono essere rapidamente implementate: una cloud-based data platform e un’automated software-delivery pipeline (un sistema di sviluppo software basato sul modello “continuous integration and continuous delivery”. Queste due operazioni, da sole, consentirebbero di velocizzare la gestione dei processi organizzativi e migliorare le performance aziendali sotto diversi punti di vista.

Nell’agenda trimestrale digitale di McKinsley per la ripartenza, questi obiettivi possono essere perseguiti seguendo una precisa scaletta temporale:

  • Revisione del budget corrente, individuando le “spese morte” e dirottando i risparmi verso nuovi investimenti, capaci di garantire performance migliori;
  • Attivare piattaforme cloud based e migliorare lo sviluppo di tool software necessari per un’organizzazione “agile” e a distanza, iniziando a individuare le problematiche dal punto di vista della sicurezza informatica;
  • Avviare un piano di assunzioni di nuovi talenti digitali, che rafforzino il team e mettano a disposizione dell’azienda le loro capacità.

Migliorare l’organizzazione aziendale

In questo primo scorcio di 2020, le aziende hanno dovuto rapidamente adattarsi a nuove realtà, aprendo le porte a nuove modalità di relazionarsi con colleghi, fornitori e clienti. Quelle che per prime sono state in grado di mettere in piedi nuove organizzazioni lavorative, basate su sistemi “agili” e smart, hanno reagito in maniera migliore allo choc della crisi sanitaria. E, dunque, dovranno essere prese ad esempio da chi, invece, non è riuscito a muoversi con la stessa efficacia e la stessa velocità.

Ora, però, non si dovrà più perder tempo: nella sua agenda trimestrale, McKinsey indica quali sono le fasi che potrebbero consentire a qualunque azienda di migliorare l’efficienza organizzativa interna in pochissimo tempo:

  • Valutare quali aree hanno bisogno di essere velocizzate e quali potrebbero garantire maggiore produttività in un’organizzazione “agile”;
  • Sviluppare nuovi modelli facendo leva sui modelli del lavoro agile e del remote working, tenendo conto del livello di personale, del mix di competenze, della governance e delle procedure operative;
  • Migliorare l’organizzazione per un modo digitale accelerato.
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