LA VISION

Digital transformation, vince chi impara a reagire a nuovi modelli di business

Sviluppare una vera cultura dell’innovazione vuol dire far leva sulla tecnologia per ridefinire i processi e trasferire valore alle persone. Ma come fare, nel concreto? Se ne parlerà il 16 settembre in un evento online intitolato “Digital disruption: ruoli, regole e responsabilità”. Ivan Stanzial, Chief Commercial Officer and Corporate Development Director di Archiva, e Scott Snyder, Senior Fellow presso University of Pennsylvania Wharton School of Business, anticipano alcuni dei temi trattati

08 Set 2020

Domenico Aliperto

La digital transformation non è uno slogan. È una necessità concreta, a maggior ragione per le aziende che operano in settori tradizionalmente meno sensibili alla tecnologia: eventi scollegati dal business – come l’attuale crisi sanitaria – o interni al proprio ambito di attività – come per esempio l’arrivo di un nuovo competitor che attraverso la digitalizzazione riscrive le regole del settore – possono accadere in qualsiasi momento. «Ed è compito del management non farsi trovare impreparato. Anche perché la digitalizzazione ha una caratteristica peculiare: possiede un effetto moltiplicativo, ed è in questo aspetto che risiede forse la maggiore sfida di una rivoluzione che è appena cominciata. Se il processo che intendiamo digitalizzare non è efficiente, ciò che otterremo è la moltiplicazione a cascata delle inefficienze. Proprio per questo, nonostante il periodo di crisi, non ci si può esimere da una revisione profonda dei propri processi e da un’attenta valutazione delle tecnologie che si andranno a impiegare». A parlare è Ivan Stanzial, Chief Commercial Officer and Corporate Development Director di Archiva, azienda specializzata in servizi e soluzioni ICT che ha vissuto sulla propria pelle gli effetti del lockdown, trasformando una potenziale criticità in un’opportunità di crescita.

Ivan Stanzial

Chief Commercial Officer and Corporate Development Director di Archiva

La strategia digitale non può prescindere da un riassetto organizzativo

Nel mercato attuale la velocità con la quale la tecnologia cambia è sempre maggiore e di conseguenza vengono abilitati scenari che non erano nemmeno immaginabili fino a qualche tempo prima. «Questo richiede una visione strategica molto più fluida, capace cioè di modificarsi velocemente per rispondere a variazioni di condizioni, atta a garantire il mantenimento di un vantaggio competitivo sostenibile. Attenzione però a non confondere la strategia ICT con la strategia aziendale», avverte Stanzial. La tecnologia è diventato un elemento indissolubile della strategia aziendale e deve supportarla, fungendo allo stesso tempo da acceleratore e abilitatore di nuove possibilità. «In questo senso CIO, CTO e CDO assumono anche la responsabilità di partecipare attivamente alla definizione della strategia aziendale. E questo accade in un contesto in cui è diventato centrale il ruolo di ciascuna persona», precisa il manager di Archiva. «Il coinvolgimento di tutti i collaboratori nella trasformazione è importante al punto tale da poter determinare il successo o il fallimento della trasformazione stessa».

Coinvolgere le persone, i propri collaboratori, richiede però la disponibilità a ripensare radicalmente anche la struttura e l’organizzazione. Il controllo gerarchico diretto, in questo senso, potrebbe non essere il modello migliore in un contesto, come quello digitale, in cui la velocità d’azione è essenziale. La struttura gerarchica trova infatti spesso compimento in iter approvativi multiutente e asincroni che rallentano il processo stesso e limitano, o addirittura spengono, l’impulso all’innovazione che invece è favorito da organizzazioni caratterizzate da team autonomi. Senza contare che trasformarsi digitalmente può significare anche lavorare per obiettivi, resi misurabili dai nuovi strumenti, e non su base oraria.

L’approccio di Archiva alla digital transformation

«In Archiva crediamo profondamente nel valore delle persone e del loro ruolo centrale nel successo della nostra azienda», rilancia Stanzial. «Per questo motivo investiamo continuamente in formazione incoraggiando i nostri collaboratori a proporre tematiche nuove, non per forza strettamente collegate al business. Favoriamo l’innovazione e la partecipazione attiva di tutti nel processo innovativo organizzando team autonomi di lavoro, workshop interni, sessioni di team building e di design thinking, favorendo momenti di raccolta e discussione dei feedback raccolti dai nostri clienti. Non esagero se dico che uno degli obiettivi più ambiziosi che ci siamo posti è quello di innovare costantemente il nostro modo di innovare! Possedere la tecnologia abilitante, infatti, non significa essere pronti dal punto di vista organizzativo a sostenere una nuova modalità lavorativa», continua Stanzial, sottolineando che a cambiare deve essere prima di ogni altra cosa la percezione dei propri processi.

Da dove partire? La digital roadmap per qualsiasi piano di digitalizzazione passa attraverso una fase di assessment iniziale che è fondamentale per impostare una fase esecutiva, identificando punti di forza ed eventuali lacune e, soprattutto, le particolarità specifiche dell’azienda e del settore di attività.  «Nelle battute iniziali del proprio percorso di digital transformation il cliente trova in Archiva, attraverso le professionalità e la service offering di Maxwell Consulting, un partner affidabile e preparato che lo supporta dalla corretta conduzione dell’assessment iniziale alla giusta interpretazione degli esiti dell’analisi iniziale, fino all’impostazione di una roadmap fatta di azioni concrete e programmi esecutivi ottimizzati».

“Digital disruption: ruoli, regole e responsabilità”, appuntamento per il 16 settembre

Per condividere con le imprese approcci ed esperienze utili a sviluppare una strategia vincente di digital transformation e a comprendere da dove partire e gli strumenti di cui bisogna dotarsi, Archiva ha organizzato in collaborazione con Maxwell Consulting un evento online gratuito dal titolo “Digital Disruption: Ruoli, Regole e Responsabilità”. Obiettivo del workshop – che si terrà giovedì 16 settembre alle ore 14 – è condividere con i partecipanti gli elementi indispensabili a sviluppare un’efficace e concreta strategia di digitalizzazione, partendo dalle regole per trasformare il business e dalla definizione dei ruoli coinvolti in questa trasformazione che può essere affrontata solo con un approccio end-to-end, che prenda cioè le mosse dalla consulenza per arrivare alla sua implementazione vera e propria.

Oltre a Ivan Stanzial, prenderanno parte all’evento in qualità di relatori anche Luca Littamè, CEO di Maxwell Consulting, e Luca Lancellotti, CEO di Realvalue Consulting. Sarà inoltre dato spazio alla case study sviluppata da MAN Truck & Bus Italia. In via esclusiva, interverrà Scott Snyder, Partner di Heidrick Consulting, Senior Fellow presso University of Pennsylvania Wharton School of Business ed Esperto riconosciuto a livello mondiale per la sua esperienza con le multinazionali nel campo della digital transformation, che spiegherà come utilizzare le sei regole della digital disruption per trasformare il business. Snyder, che ha ricoperto ruoli chiave per l’innovazione in GE, Lockheed Martin e altre startup innovative, è anche autore di diversi saggi dedicati alla rivoluzione tecnologica e culturale in atto.

Scott Snyder: “Le maggiori opportunità del digitale? Risiedono nei processi e nelle persone”

«Mentre l’enfasi nella trasformazione digitale tende a essere sul lato tecnologico (Mobile, Cloud, AI, IoT, Blockchain, Realtà virtuale e aumentata), le maggiori opportunità risiedono sui fronti del processo e delle persone. L’utilizzo del digitale per ripensare i processi esistenti può offrire vantaggi significativi in termini di velocità ed efficienza nel modello operativo complessivo di un’azienda», spiega, anticipando alcuni contenuti del proprio speech, lo stesso Snyder. «Investire nell’aggiornamento delle competenze della forza lavoro esistente e nell’aggiunta di talenti digitali contribuirà ad accelerare la trasformazione digitale in tutta l’azienda, consentendo a una maggior parte della forza lavoro di innovare attorno al business attuale e, allo stesso tempo, incubando nuovi prodotti e modelli di business abilitati digitalmente per il futuro».

Scott Snyder

Partner di Heidrick Consulting, Senior Fellow presso University of Pennsylvania Wharton School of Business ed Esperto riconosciuto a livello mondiale per la sua esperienza con le multinazionali nel campo della digital transformation

Secondo Snyder, le aziende e i leader affermati devono comprendere la reale ampiezza delle opportunità offerte dal digitale oltre l’orizzonte del proprio lavoro. «Le imprese che stanno cavalcando la situazione generata dalla pandemia come un’opportunità per potenziare la propria forza lavoro, implementare l’intelligenza artificiale e l’automazione per aumentare e moltiplicare le attività dei dipendenti, aumentare le operazioni a basso contatto, reimmaginare le funzioni aziendali tradizionali e ottenere una vera esperienza del cliente omnicanale, a fine emergenza avranno guadagnato un significativo vantaggio competitivo sui concorrenti che invece sono rimasti inerti».

Bisogna però maturare una chiara ambizione di crescita in un mondo digitale e una chiara comprensione delle capacità di cui l’azienda avrà bisogno in tutta l’azienda per raggiungere questo obiettivo in futuro. «Le aziende», precisa Snyder, «devono garantire sempre maggiore trasparenza rispetto al modo in cui si evolverà ogni ruolo, offrendo a ciascun dipendente un percorso di sviluppo che includa formazione, tutoraggio ed esperienze sul campo. In un mondo virtuale, è fondamentale che i dipendenti comprendano i propri percorsi di sviluppo e abbiano colleghi e mentori che forniscano una guida rispetto ai progressi che compiono verso la creazione di skillset sempre più orientati al digitale. Non possiamo in alcun modo dimenticare, infatti, che la prossima rivoluzione riguarderà la democratizzazione delle competenze e dei dati. Il digitale non sarà più considerato come un insieme separato di capacità. Ogni ruolo e funzione nelle imprese future avrà competenze digitali incorporate, a prescindere dal fatto che ci si occupi di supply chain, questioni legali, aspetti finanziari, risorse umane o altro. Inoltre, le piattaforme tecnologiche continueranno a rendere lo sviluppo di software e la data science più accessibili ai profili non tecnologici attraverso piattaforme low/no-code, che aiuteranno i dipendenti a comprendere i casi d’uso e a tradurre le nuove esigenze in soluzioni digitali», aggiunge Snyder, ricordando che il 16 settembre chi vorrà approfondire ciascuno dei temi qui accennati avrà la possibilità di farlo non solo ascoltando la sua relazione, ma anche leggendo il suo ultimo saggio.

I partecipanti, al termine dell’evento, oltre all’accesso a tutti i materiali presentati, riceveranno infatti in omaggio l’e-book Goliath’s Revenge: How Established Companies Turn the Tables on Digital Disruptors. Per partecipare è necessario registrarsi, cliccando qui.

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Domenico Aliperto

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