Welfare aziendale

Come diventare un bravo digital leader e proiettare l’azienda verso il futuro

Dove è meglio che i leader concentrino tempo ed energie per aiutare l’azienda a governare la tecnologia e coglierne appieno le opportunità? A questa domanda ha cercato di rispondere Deloitte intervistando un gruppo di CEO di aziende che operano a livello globale e che hanno intrapreso dei progetti di Digital Transformation. Da questo sondaggio sono emersi 10 consigli per mettere in pratica una leadership digitale vincente

15 Set 2022

Simona Politini

Oggi non esiste azienda in qualsiasi settore che non venga chiamata a compiere il grande salto verso la Digital Transformation. Si tratta di un percorso che non prevede solo l’utilizzo di nuove tecnologie, ma un vero e proprio cambiamento della mentalità in chiave innovativa, e che coinvolge ogni aspetto dell’organizzazione, dal modo di produrre, al modo di lavorare, al modo di relazionarsi con l’esterno. Per intraprendere un progetto di questo tipo le aziende hanno bisogno prima di tutto di leader adeguati, in grado di abbracciare il cambiamento e trasmetterlo a tutta la squadra nel modo opportuno. Questo perché solo coinvolgendo le persone si può sperare di raggiungere il risultato ambito, dando loro le informazioni che consentono di acquisire la consapevolezza e comprendere verso dove si sta andando. Ma non è tutto, si deve infatti prevedere dei percorsi per apprendere quelle competenze digitali necessarie per remare insieme verso un’unica direzione che guarda al futuro.

Ci sono molti modi in cui i leader possono svolgere questo ruolo, ma per trasformarsi in veri digital leader prima di tutto devono avere il coraggio di mettersi in gioco in prima persona e in prima linea, questo semplicemente perché le iniziative digitali sono troppo importanti per essere delegate e poi ignorate. Ma come fa un digital leader a capire dove meglio concentrare tempo ed energie per aiutare l’azienda a governare la tecnologia e coglierne appieno le opportunità?

Per rispondere a questa domanda Deloitte propone un vademecum di “consigli“, che sono riconducibili a loro volta a tre “verità”. E lo ha fatto intervistando ventitré CEO globali di diversi settori e con diverse ambizioni digitali. È emerso che in generale il ruolo del digital leader dovrebbe concentrarsi sulla definizione degli obiettivi di trasformazione e sulla valutazione capacità e tempestività dell’organizzazione a cambiare, creando le condizioni e mettendo in pratica azioni puntuali. Andando nel particolare, esistono delle decisioni e degli interventi che i digital leader dovrebbero portare avanti a seconda delle aspirazioni digitali delle loro organizzazioni, dello stato attuale di maturità digitale e dell’entità dei progetti da intraprendere. Tali azioni, interpretabili dunque come “consigli”, possono essere ricondotte all’interno di tre “verità”.

10 consigli per praticare una buona leadership digitale

Ecco, sono queste le tre verità alle quali fa riferimento Deloitte e per ognuna delle quali prevede alcuni consigli per svolgere al meglio la leadership digitale. Andiamo per ordine.

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Verità 1: Il ruolo di leader è sempre centrale

Che si tratti della digitalizzazione di una singola attività, di una trasformazione su vasta scala, o nel caso in cui l’azienda lavori su più livelli di digitalizzazione contemporaneamente, tutte le iniziative richiedono almeno una certa quantità di impegno da parte dei leader dell’organizzazione, afferma Deloitte. Il digital leader deve mantenere la leadership di qualsiasi ambizione digitale e, quando si verificano più iniziative contemporaneamente, ha il compito di garantire che questi progetti concorrano a far parte di una strategia globale. Questo non vuol dire che i leader debbano dirigere le attività quotidiane, ma spetta a loro influenzare il percorso e guidare i team a comprendere gli impatti e le strategie. La frequenza con cui il leader interviene poi dipende molto dal progetto e dalle sue sfumature individuali, ed è qui che ascoltare i responsabili delegati può essere fondamentale.

Sulla base delle interviste e delle analisi effettuate, secondo Deloitte dunque il ruolo del digital leader ha tre elementi chiave che si applicano ai semplici singoli processi di digitalizzazione come alla più vasta trasformazione digitale:

Consiglio #1: Superare i blocchi

In generale, il compito più importante di un leader è spianare la strada al successo e mettere i responsabili che lavorano con lui in grado di superare i silos e lo status quo, e questo in una logica iterativa. Le trasformazioni digitali non terminano mai, infatti, e richiedono energia continua da parte della leadership aziendale per sostenerle.

Consiglio #2: Aiutare gli altri a vedere il quadro d’insieme

La digitalizzazione può spesso essere vista da un’organizzazione come un’iniziativa limitata fatta da investimenti piccoli e meno ambiziosi. In quanto tale, non ottiene sempre l’attenzione o lo sforzo che merita. Ma non è sempre così. I programmi di digitalizzazione spesso invece possono includere obiettivi ambiziosi. Uno dei compiti del digital leader è mostrare come la digitalizzazione si inserisce nel più ampio contesto strategico dell’azienda volto alla creazione di valore, competitività e crescita.

Consiglio #3: Assegnare la proprietà a tempo pieno

«La trasformazione digitale è un lavoro a tempo pieno, quindi c’è bisogno di persone che vi lavorino a tempo pieno. Non puoi semplicemente chiedere a qualcuno di farlo a fianco di un altro», ha affermato Marc Huffman, CEO della società globale di software Blackline. Senza quell’attenzione dedicata, le mansioni ordinarie delle persone tendono ad avere la priorità e la digitalizzazione fatica a fare progressi.

Verità 2: Più la visione digitale diventa ambiziosa, più il coinvolgimento del leader dovrebbe aumentare

Man mano che la trasformazione diventa più audace e ambiziosa, si potrebbe riscontrare minore disponibilità da parte dell’organizzazione a realizzarla. In questo caso il leader dovrà avere un ruolo più attivo nello sviluppo di una serie di passaggi incrementali che consentano di guidare il cambiamento.

Quando le ambizioni digitali sono consistenti, ma la disponibilità alla trasformazione dell’organizzazione è bassa, bisogna considerare cinque elementi chiave:

Consiglio #4: Raccontare una storia avvincente

Il digital leader è chiamato a creare una visione integrata e a presentarla con messaggi incisivi e coerenti che accompagnino le persone nel percorso di digitalizzazione spiegando chiaramente la necessità del cambiamento, compresi i vantaggi, sia per l’azienda sia per i dipendenti, e le conseguenze dell’inazione. Sarà necessario cercare modi creativi per trasmettere quel messaggio in un modo che risuoni interessante e coinvolgente con ogni gruppo di stakeholder attraverso comunicazioni regolari e aggiornamenti. Il leader potrà scegliere di costruire la sua narrativa personalmente o decidere di affidarsi a un esperto di storytelling capace di tradurre dati e strategie in un viaggio narrativo avvincente e chiaro per tutti.

Consiglio #5: Incentivare chi concorre alla trasformazione digitale

Se si chiede alle persone di abbracciare e concentrarsi sulla trasformazione digitale, ma si continua a misurarle e premiarle allo stesso modo, probabilmente non avverranno molti cambiamenti nel loro comportamento e nelle loro priorità. «Una delle cose più importanti che abbiamo fatto è stata stabilire un piano di incentivi a lungo termine per i nostri dirigenti senior –  ha affermato Stephen Markovich, CEO di Ohio Health -. Abbiamo legato un terzo dei loro compensi al successo di questo lavoro, così hanno avuto tutti un incentivo economico. Se il progetto va bene, vinciamo tutti. Se il progetto va male, perdiamo tutti».

Tuttavia, sottolinea Deloitte, poiché questi incentivi possono influenzare il processo decisionale, in alcuni casi, abbracciare presunti deterrenti, come la paura del fallimento, può essere liberatorio e può aiutare a fare le scelte più difficili. «Prima ero un responsabile del rischio − ha detto un CEO intervistato –. Quando sono diventato CEO, considerando che spesso accade che gli amministratori delegati vengono licenziati o distrutti dalla stampa a un certo punto della loro carriera, ho anticipato a mia moglie che con molta probabilità sarei stato licenziato. È una dichiarazione liberatoria. Se inizi da lì, fai le cose che pensi dovrebbero essere fatte».

Consiglio #6: Accettare un piccolo disagio a breve termine in cambio di un guadagno a lungo termine

La digitalizzazione e la trasformazione digitale possono esporre debolezze interne che i leader dovrebbero riconoscere e verso cui dovrebbero adottare un approccio pratico per affrontarle. La chiave è ascoltare e pensare in modo critico. Sebbene infatti sia impossibile eliminare completamente il rischio di interruzioni a breve termine, gli investimenti nella trasformazione digitale inviano al mercato un segnale importante sul posizionamento dell’organizzazione a lungo termine.

Consiglio #7: Creare l’opportunità per l’organizzazione di condurre la trasformazione digitale in più direzioni nel futuro 

Innovazioni dirompenti emergono e si evolvono costantemente rendendo difficile determinare la giusta direzione strategica che si perpetui nel tempo. Ecco perché è essenziale che una strategia digitale offra molteplici opzioni per il futuro, sottolinea Deloitte. Questa flessibilità strategica dovrebbe essere accompagnata dalla costruzione di una cultura e di una struttura organizzativa in grado di capitalizzare le opzioni disponibili. In questo modo il digital leader può anche preparare meglio l’organizzazione a perseguire più iniziative digitali contemporaneamente.

Consiglio #8: Pensare oltre il proprio incarico e pianificare la successione 

Oltre a massimizzare le prestazioni aziendali durante il proprio mandato, la maggior parte dei digital leader si dovrà assicurare che i cambiamenti che hanno favorito durino dopo che se ne saranno andati e che hanno lasciato l’organizzazione ben posizionata sul mercato. Secondo Panote Sirivadhanabhakdi, CEO di Frasers Property, una società multinazionale di real estate e property management con sede a Singapore, «il mio obiettivo è creare un’organizzazione migliore che sia in grado di evolversi anche dopo di me».

Verità 3: Anche le organizzazioni digitali hanno bisogno di leadership

Le organizzazioni con un’elevata maturità digitale potrebbero non aver bisogno che il leader sia molto coinvolto nelle attività quotidiane di transformation, ma hanno tuttavia ancora bisogno di una leadership digitale per guidare la strategia, l’innovazione e la crescita. Il digital leader è chiamato a valutare sempre l’adeguatezza del modello di business e in che modo la tecnologia digitale può aiutare ad abilitare la strategia, che si tratti di migliorare il business esistente, rispondere a una minaccia competitiva, massimizzare un’opportunità di fusione e acquisizione, sconvolgere il settore o l’ecosistema esistente o ottenere qualche altro obiettivo strategico.

Consiglio #9: Continuare a coltivare l’innovazione anche se l’azienda è nativa digitale

Anche i nativi digitali e gli innovatori tradizionali possono rapidamente passare dal ruolo di guida al ruolo di “follower” se si accontentano. Una cultura innovativa e sempreverde è qualcosa che dovrebbe essere coltivata con continuità.

Consiglio #10: Valutare continuamente le opportunità del mercato e non aver paura di guardare lontano nel futuro

I digital leader sono chiamati a individuare le potenziali opportunità prima che ci sia necessario adeguarsi in rincorsa. Secondo le interviste Deloitte, i leader delle organizzazioni native digitali e delle startup hanno maggiori probabilità di farlo rispetto alle loro controparti tradizionali. È importante quindi considerare anche le tecnologie che potrebbero diventare mainstream tra cinque o dieci anni, senza però tralasciare i tecnologici del momento.

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Simona Politini

Giornalista specializzata nei temi della digital transformation e esperta di seo copywriting, accompagno le redazioni nella svolta al digitale convinta sostenitrice del “If it isn't on Google, it doesn't exist" (Jimmy Wales, co-fondatore di Wikipedia). Dal 2013 porto avanti il progetto online Archeologiaindustriale.net per la promozione del patrimonio industriale.

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