Dai dati al valore: Hybrid Cloud al servizio dei processi delle aziende

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Dai dati al valore: Hybrid Cloud al servizio dei processi aziendali

La modernizzazione dell’IT verso modelli ibridi e multicloud permette alle aziende di assecondare e indirizzare mercati fortemente imprevedibili, che richiedono una forte dose di agilità. Grazie all’Hybrid Cloud, le organizzazioni possono sviluppare nuovi modelli operativi e di business, ottimizzare i processi, creare innovazione e sfruttare tecnologie esponenziali (AI) senza concedere nulla sul fronte della sicurezza e della compliance

04 Mag 2021

Emanuele Villa

In un ipotetico discorso sulla modernizzazione delle architetture IT dell’ultimo decennio, il primo tema da toccare sarebbe certamente il Cloud, con un focus specifico sulla variante ibrida. Che il Cloud rappresenti l’infrastruttura tecnologica a supporto di un profondo processo di business transformation è assodato da anni, ma solo recentemente – complice anche l’accelerazione della pandemia – l’accento sui benefici (per il business) di complesse architetture Hybrid Multicloud si fa sempre più marcato.

Partiamo dunque dai numeri. Secondo l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano l’adozione del Cloud all’interno del tessuto economico italiano è ulteriormente cresciuta nel 2020: si parla di un comparto di Public & Hybrid Cloud che ora vale 2 miliardi di euro grazie a una crescita del 30%, ma anche – cosa tutt’altro che secondaria – del fatto che oggi il cloud coinvolga addirittura il 42% delle PMI, quando per anni tale quota non ha mai superato il 30%.

Dietro a questi numeri c’è l’accelerazione data dalla pandemia, ma c’è anche molto altro: il Cloud non è solo uno strumento di Business Continuity e un abilitatore naturale di Smart Working, ma è ciò che allinea il comparto tecnologico alla fortissima trasformazione in atto nei mercati, finendo per creare nuovi modelli operativi e di business, nuovi prodotti e servizi su cui le aziende costruiscono il proprio vantaggio competitivo. Ben prima della pandemia, infatti, le imprese si sono rese conto di quanto fosse fondamentale perseguire la Business Agility: glielo imponevano l’incertezza dei mercati, le Supply Chain sempre più complesse e globali, consumatori finali connessi e imprevedibili e competitor molto agguerriti e bravissimi nel creare valore puntando tutto sull’innovazione. Trascorsa una fase di infatuazione nei confronti del Public Cloud (che a sua volta ha seguito quella della diffidenza), le aziende hanno ormai capito che solo un’architettura ibrida, flessibile, basata su componenti diversi orchestrati a regola d’arte tramite automazione avrebbe permesso di raggiungere questo livello di agilità aggiungendovi una sicurezza “diversa ma pari” a quella delle infrastrutture on-prem e una buona conformità con i vari regolamenti e standard che governano i mercati.

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Hybrid Cloud al servizio della trasformazione delle aziende

Perché il modello Hybrid ha così tanto successo? Innanzitutto, perché permette alle aziende di realizzare architetture fortemente personalizzate in funzione delle loro esigenze di business, operative e strategiche, ma anche della propria industry e della normativa di riferimento.

Il journey dell’Hybrid Cloud nelle aziende è peraltro in continuo divenire. Ancora oggi, nonostante i suoi tratti caratteristici siano la sicurezza e la flessibilità nella gestione di dati e workload, molte aziende operano con un rigido schema a tre-tier che finisce per alimentare i silos e per limitare la valorizzazione dei dati: Public Cloud per le applicazioni non core come quelle di collaboration ed engagement, Private Cloud e ambienti IT tradizionali per i workload mission-critical, un modello che punta tutto sul controllo ma ottiene in cambio qualche limite di troppo a livello di innovazione. La situazione è in divenire anche sul fronte Multicloud: a tal proposito, nello studio The hybrid cloud platform advantage, IBM stima che entro il 2023 le organizzazioni useranno almeno 10 cloud diversi, ma sottolinea quanto solo il 25% delle aziende abbia oggi una strategia di management olistica, e questo possa certamente causare delle inefficienze. Inoltre, la stessa IBM stima una crescita del 18% del mercato cloud da oggi al 2023, ma ricorda anche come nel 2019 le aziende portassero in cloud solo il 20% dei loro workload e quasi mai quelli mission-critical. In pratica, anche se il 2020 ha accelerato il percorso, di strada da fare nel mondo dell’Hybrid Multicloud ce n’è ancora molta.

La personalizzazione non è l’unico motivo per cui le aziende optano per il modello ibrido: c’è infatti la flessibilità per poter gestire e orchestrare i workload in funzione di esigenze operative, prestazionali e modelli di costo più vantaggiosi, nonché l’estrema accelerazione dello sviluppo applicativo, che riesce finalmente ad avvicinare IT e business e ad abbattere lo Shadow IT. Tutto ciò permette alle aziende di ottimizzare concretamente i propri processi, di ripensarli in digitale, di sfruttare le tecnologie esponenziali (AI in primis) e di portare innovazione sul mercato ottenendo un vantaggio concreto.

I benefici dell’Hybrid Cloud si estendono a tutte le aziende e le industry, anche le più regolate. A titolo d’esempio si pensi a una banca, che da un lato è soggetta a una normativa stringente, dall’altro è alle prese con tanti player agili e innovativi (fintech) che basano il proprio business sulla valorizzazione dei dati e su customer experience straordinarie: la banca può trovare proprio nel modello ibrido quella giusta miscela di sicurezza, compliance e innovazione che le permette di porsi sullo stesso piano di tutte le aziende “nate nel cloud” e con le quali può sviluppare proficue collaborazioni. Ciò significa, a conti fatti, poter sviluppare nuovi servizi per i clienti, valorizzare i loro dati, personalizzare i servizi, creare ecosistemi connessi e fidelizzare i clienti, tanti effetti riconducibili ad un forte cambio di passo nel comparto tecnologico. Non dimentichiamo, inoltre, che un ambiente ibrido multicloud è una perfetta piattaforma di data management in grado di valorizzare i dati che vengono raccolti da tutti i processi aziendali, cosa che non solo genera valore, ma abbatte le barriere dei silos tradizionali e anche di quelli più moderni, che si verificano quando i singoli dipartimenti sfruttano i loro cloud e valorizzano i loro dati in modo indipendente. Il processing dei Big Data è peraltro uno use case eccellente per un’infrastruttura ibrida, che può miscelare l’impiego di risorse pubbliche estremamente scalabili con un Private Cloud dedicato a massimizzare la data security.

Il valore dell’Hybrid Cloud in 5 categorie

Nella guida The right hybrid cloud strategy enables agility at scale. IBM esplicita in modo molto chiaro la sua visione open-hybrid e identifica le principali sorgenti di valore, suddividendole in 5 categorie: accelerazione del business, maggiore produttività degli sviluppatori, aumento dell’efficienza infrastrutturale, migliore gestione dei rischi e della compliance e flessibilità strategica di lungo periodo. È dalla somma di queste cinque voci, abilmente sintetizzate da IBM, che le aziende più avanzate e lungimiranti riescono a indirizzare i mercati e a crearne di nuovi, a reagire con forza alle disruption e a creare costante valore dall’innovazione, perseguendo così un futuro di successo, crescita e leadership.

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