Come rendere il Business Agile grazie a Container e data services

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Come rendere il Business Agile grazie a Container e data services

Il cambio di mindset che oggi il mercato richiede può essere innescato – o per lo meno deve essere supportato – da una trasformazione tecnologica che non tutte le imprese sono consapevoli di dover affrontare. Si tratta del passaggio ai container e all’uso dei data services, tecnologie che portano grandi vantaggi al business. Ecco come

19 Mag 2021

Marta Abbà

Reattività per rispondere alle esigenze di un mercato vorticosamente in evoluzione, ma anche per mettere in atto nuove strategie di business quando un evento imprevisto manda all’aria quelle attuate fino a quel momento. È ciò di cui la maggior parte delle aziende ha bisogno e non è sempre solo una questione di cambio di mindset, seppur necessario: deve essere accompagnato da scelte tecnologiche che lo supportino, lo potenzino e lo traducano in azioni concrete. L’utilizzo dei container e dei data services è una di queste perché dà modo all’IT di operare con maggiore agilità cavalcando l’innovazione e impattando anche sul resto dell’azienda e sul suo livello di competitività.

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Agilità e opportunità di business grazie ai container

Grazie ad un meccanismo di pacchettizzazione logico, con i container le applicazioni possono essere astratte dall’ambiente in cui sono eseguite e questo permette ai team di sviluppo di eseguire il deployment del software in modo veloce ed efficiente, risparmiando il tempo prima speso per operazioni ripetitive e routinarie, e creando servizi IT sempre più moderni e ricchi di funzionalità. «Passare alla containerizzazione significa adottare un modello di sviluppo agile e riuscire a dare aggiornamenti veloci e risposte quasi in tempo reale ai clienti sia esterni che interni all’azienda- spiega Umberto Galtarossa, Partner Technical Manager di Pure Storage -. Agli sviluppatori servono agilità e libertà di azione ma il team di operation deve poter gestire la struttura su cui lavorano: i container rispondono ai bisogni di entrambi e anche a quello del business che chiede un time to market sempre più immediato».

Umberto Galtarossa

Partner Technical Manager di Pure Storage

Passare ai container non significa però solo accelerare ma operare un profondo cambio di mindset e «iniziare a non vedere più l’IT come un costo ma come fonte di revenue e leva per la crescita» continua Galtarossa, spiegando come tale impatto si propaghi anche sul marketing e sulla sicurezza ma soprattutto sul business, che vede aumentare sia il grado di agilità dell’azienda, consentendo risposte rapide ai cambiamenti imposti dal mercato, sia le opportunità di scalare e ampliare il proprio mercato. «Questa tipologia di gestione applicativa – spiega infatti Galtarossa – permette una scalabilità molto lineare: chi ha un eCommerce può ad esempio da un giorno con l’altro raddoppiare le risorse necessarie al sito web senza penalizzarne l’accesso in caso di traffico elevato e quindi perdere clienti. Allo stesso tempo, grazie alla mole di dati provenienti dai social network che la containerizzazione permette di utilizzare, è possibile studiare nuovi approcci di marketing personalizzati e mirati». Quanto alla reattività, basta pensare a ciò che è successo durante i primi mesi di pandemia in cui i container hanno fatto la differenza: «solo chi era già pronto in tal senso ha potuto mettere in piedi in poco tempo canali di vendita e di comunicazione alternativi a quello fisico non perdendo il contatto con il cliente. Nella GDO il vantaggio è stato evidente, ma vale anche per altri settori come abbigliamento, sport e servizi».

Ricchezza e varietà di dati “tradotti” dai data services per IT e Business

La maggior parte delle applicazioni moderne basate sui container richiede dei data services dal punto di vista infrastrutturale per poter gestire le differenti tipologie di dati di cui si nutrono, spesso destrutturati e provenienti dalle più svariate fonti. Queste raccolte di funzioni indipendenti e a basso accoppiamento potenziano i dati tradizionali migliorandone disponibilità e validità, «permettono all’IT di ‘parlare più lingue’ e interfacciarsi con piattaforme e contesti applicativi diversi, con informazioni che possono risiedere anche fuori dall’azienda stessa, su web, sui social o nelle chat». Galtarossa definisce i data services dei “broker di dati” che ne facilitano e razionalizzano l’accesso ma soprattutto che ampliano notevolmente il patrimonio di dati di cui l’IT, e di conseguenza l’azienda, può disporre. «Se c’è più materiale informativo su cui lavorare gli sviluppatori possono maggiormente spaziare nel loro lavoro e allo stesso tempo grazie a degli analytics più precisi e ricchi, chi prende decisioni di business può farlo in modo più consapevole e tempestivo.

Con Pure Storage l’infrastruttura agevola il cambio di mindset vincente

Tranne che per alcune aziende che tuttora hanno solo poche applicazioni critiche con aggiornamenti a lungo termine, per tutte le altre i container e i data services sono elementi strategici per una innovazione non più solo desiderata ma necessaria. Per poter affrontare le incognite che il mercato globale oggi regolarmente presenta, per continuare a rispondere alle esigenze dei propri clienti e conquistarne di nuovi.

Pure Storage ha scelto quindi di facilitare il passaggio a questo nuovo approccio che parte dall’IT ma si propaga in tutta l’azienda mettendo a disposizione le proprie infrastrutture e i propri servizi per garantire velocità e reattività e per «risparmiare ai manager dei gran mal di testa dovuti a problemi di sicurezza e protezione del dato, temi oggi particolarmente delicati» spiega Galtarossa.

Per la containerizzazione entra in gioco Portworx, recente acquisizione di Pure Storage, fornendo «uno strato software di data management capace di imbrigliare e gestire facilmente tutte le componenti storage sottostanti, una sorta di ‘storage broker’ per ambienti basati su container che consente l’accesso a storage on premises, in cloud o anche in dislocazioni geografiche diverse» racconta Galtarossa sottolineando anche gli aspetti di security, data protection e disaster recovery. Sicurezza, alta affidabilità e disponibilità del dato rendono Portworx la soluzione in grado di semplificare drasticamente la gestione IT, garantendo flessibilità e resilienza che soprattutto le applicazioni business critical esigono.

Per semplificare l’utilizzo dei data services, ci sono FlashArray e FlashBlade, «piattaforme storage aggregatrici che erogano tutti i servizi dati che possono necessitare le applicazioni moderne senza richiedere un grande effort al personale IT e nemmeno troppe nuove configurazioni a fronte di contesti applicativi sempre nuovi. Si tratta di piattaforme ready, di nuova generazione, in grado di operare con massima velocità e sicurezza a vantaggio non solo di chi sviluppa applicazioni, perché che il tempo è denaro lo sa bene, ma soprattutto per chi fa business», conclude il manager.

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Marta Abbà
Giornalista

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