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digital transformation

Dalla Fattura B2B agli analytics, le linee guida di Intesa per un approccio sistematico alla digitalizzazione

Le misure del Governo, tra cui anche Industria 4.0, facilitano un percorso che secondo la società del Gruppo IBM richiede un modello di Supply Chain Management con alcuni capisaldi, tra cui apertura verso i Cataloghi Elettronici, conservazione digitale, firma elettronica e Supply Chain Finance

20 Dic 2016

Redazione

Dal 1° gennaio 2017 parte ufficialmente la Fatturazione Elettronica B2B, disciplinata dal Decreto Legge 127/2015, che andrà a semplificare gli adempimenti dei soggetti titolari di partita IVA, i quali avranno l’opportunità di scambiare fatture in modalità elettronica con i propri clienti e business partner tramite il sistema di interscambio SDI, già adottato per la fatturazione elettronica verso la PA.

Un sistema che si integra nella galassia dei progetti e servizi EDI, che rappresentano da tempo una grande opportunità per le aziende che intendano acquisire maggiore efficienza nella gestione integrata dei processi di supply chain digitale e conseguente dematerializzazione degli archivi cartacei. E che istituzionalizza ulteriori benefici derivanti degli incentivi messi a disposizione delle imprese. Insieme al progetto Industria 4.0, che ha recentemente ottenuto la conferma da parte dal Senato, questo è un altro importantissimo tassello nel progetto di trasformazione digitale promosso dallo Stato e rivolto alle imprese italiane per consentire al nostro Paese di riguadagnare terreno in tema di digitalizzazione dei processi.

L’evoluzione innovativa di un’azienda, qualunque sia la sua dimensione, comporta un cambiamento complesso, che richiede l’azione simultanea su più leve all’interno dell’organizzazione, manovrate secondo logiche che prendono in considerazione le priorità del business, le tecnologie abilitanti la trasformazione e le modalità di riorganizzazione dei processi. La missione di Intesa (Gruppo IBM), team di esperti specializzati in ambito B2B, è quella di indirizzare i vari requirement di carattere tecnico e normativo riguardanti la dematerializzazione dei processi aziendali, individuando il corretto approccio alla trasformazione digitale dell’azienda.

Ma quali sono gli elementi da non trascurare quando si approccia un progetto di digitalizzazione?

In primo luogo, la garanzia di una piena rispondenza al Supply Chain Management, ossia alla gestione del ciclo completo dell’ordine, di cui la fattura elettronica fa parte, o addirittura del ciclo del pre-ordine, secondo gli standard dell’eProcurement oggi in vigore a livello europeo. Occorre quindi scegliere un intermediario qualificato per i servizi legati all’e-invoicing domestico (fattura PA e fattura B2B) e internazionale (Peppol, e-SENSE, EDI), con piattaforme tecnologiche capaci di interfacciare tutti i sistemi di interscambio legati al delivery della fattura elettronica, secondo gli standard e i processi normativi.

È poi fondamentale la capacità di attivare relazioni tra i clienti e i relativi trading partner a livello mondiale, considerate l’internazionalizzazione e la globalizzazione del sistema economico, che sempre di più prevede lo scambio di documenti digitali con ogni parte del pianeta. Le imprese che saranno pronte a rispondere a questa esigenza avranno più probabilità di emergere in un mercato che anche nel locale è sempre più influenzato da dinamiche internazionali.

L’apertura verso il Catalogo Elettronico e le forme sempre più sofisticate di eProcurement è un altro parametro indispensabile per assicurare lo scambio di informazioni strutturate e la pubblicazione di cataloghi attraverso cui vengono gestite le acquisizioni di beni e servizi sia nel B2B (Business to Business) che nel B2G (Business to Government).

Il passaggio al digitale non può prescindere dall’adozione di una piattaforma di conservazione digitale a norma di documenti a valenza fiscale e civilistica, preferibilmente gestita da un Conservatore Accreditato, condizione che in Italia diventa fondamentale per chi annovera fra i clienti aziende della Pubblica Amministrazione o società partecipate dallo Stato.

Tra i pilastri della trasformazione non vanno tralasciati i differenti servizi di firma elettronica qualificata, avanzata, digitale o remota per assolvere alle diverse normative che ne obbligano l’uso, sia per dare valenza ai documenti che per i processi di conservazione o di emissione e tenuta.

In relazione alle costanti evoluzioni della Supply Chain in ambito Finance, per le aziende che vogliono accedere al mercato del credito diventa sempre più strategico avere la possibilità di integrarsi e collaborare con piattaforme specializzate nello sconto dei documenti finanziari, attraverso l’invio strutturato di informazioni necessarie alla valutazione del merito.

Infine, la chiave per il futuro: l’accesso strutturato ai dati e alla loro rielaborazione. Avere quindi la possibilità di integrarsi con piattaforme di Analytics, ossia di elaborazione dei Big Data, per poter fruire di servizi di analisi e modelli previsivi sull’andamento del proprio business.

Questo approccio a 360 gradi alla trasformazione digitale è da sempre patrimonio di Intesa che, sin dalla sua nascita nel 1987, rappresenta uno degli operatori più attivi nel facilitare la digital transformation nell’ambito dei progetti B2B e B2G, guidata dalla convinzione che la competitività di un’azienda o di un Sistema Paese non possa che realizzarsi attraverso questo imprescindibile e virtuoso percorso.

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